è strano vedersi che vivi,
ti domandi perché sei lì…
in mezzo agli altri (chi?)
forse è tutta la finzione
di un dio effimero
(prigioniero in un corpo acquoso)
persino il tempo,
pagliaccio neuronico,
è l’immaginazione di un frutto
che, marcio, si spiaccica
nel ritorno all’humus
di una nuova terra

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