Tra il silenzio degli ulivi
by poesiaoggi
Qui,
tra il silenzio degli ulivi,
l’azzurro del cielo
abbraccia la valle
e un campanaccio
da chissà dove
spezza la monotonia
del ritmo uguale all’incedere
di quel pastore
e a un cane
che da rituale abbaia
per dire che c’è
e che ci siamo anche noi
nel descrivere la saggezza
della natura così bonaria
nell’umore di una giornata serena
in attesa di quel lampo
di buio pronto a deturpare
il paesaggio nel nuovo
ordine delle cose


Si adatta molto alla mia terra…
Mary
Questa l’avevo scritta quando mi trovavo in vacanza presso un agriturismo in Puglia e mi beavo di quel silenzio.
Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
Ciao Marco. Come forse ricorderai di poesia capisco proprio nulla…. ma non potevo mancare di lasciare un saluto ad un amico di antica data (anche se solo telematicamente ibridati in tempi andati….) e leggere versi che tutto sommato entrano diretti al cuore
GB
Ciao, mi ricordo benissimo e che piacere risentirti! un bel periodo, quello degli ibridi…, immagino che tu abbia sempre rivolto lo sguardo verso gli spazi siderali.
mi ritrovo in questi tuoi versi, abitando in campagna, mi beo a volte anch’io del silenzio. che non è mai tale, definitivo.
api
sì e poi la percezione del tempo, così diversa.
infatti. dopo tanto tempo che ci vivo, fra olivi e mandorleti, mi sembra un altro mondo. ci sono momenti che rifiuto questa dualità di vita, perchè davvero, spostarmi poi per lavoro mi da l’esatta opposta differenza dei tempi, dei modi, e mi vengono piccoli attacchi di schizofrenia
ma mi ritrovo nelle tue parole: ne dici come se anche tu ci vivessi da sempre. grazie!
L’immaginazione aiuta a costruire l’opposto di un reale spesso sgradevole.