CASA EDITRICE
Marco Saya Edizioni è una neo casa editrice che si occupa prevalentemente di poesia contemporanea. La linea editoriale prevede un catalogo che oltre la poesia includerà la narrativa, saggistica varia e contributi sulla musica jazz. Seguiranno maggiori e più precisi dettagli su http://www.marcosayaedizioni.wordpress.com

Ma tu guarda . . io cerco proprio un editore !
Parliamone!
Eppure… non è possibile, nessuno vuole più pubblicare poesie!
Scherzi…?, ci sono almeno 10 piccole/medie case editrici serie che la pubblicano. gli editori di poesia, poi, sono a centinaia. li conosco quasi tutti.
quanti di queste centinaia sono davvero editori, cioè leggono il dattiloscritto, magari lo sottopongono a qualcuno e lo scelgono perché ci credono? quanti creano un libro e lo promuovono (e sul concetto di promozione bisognerebbe soffermarsi, ma non c’è spazio)? quanti invece sono semplici intermediari tra l’autore e la tipografia e si limitano semplicemente a mettere il codice ISBN? Ovviamente tutto a spese dell’autore che non dico non guadagna mai, dico che non finisce mai con un pareggio di bilancio
Certo, tematiche le tue che conosco benissimo e che discuto con gli addetti da moltisissimi anni. Dovremmo aprire un capitolo a parte per il mercato della poesia dove anche il poeta più blasonato, anche se pubblicato da Einaudi, vende pochissime copie. Il punto cruciale per ciascun editore, oggi, è quello di raggiungere il lettore/lettore e non il lettore/autore. ho qualche idea in testa e ci proverò ad attuarla, vediamo…
eppure quando mi trovo coinvolto in qualche reading, chi partecipa acquista, ma anche raccolgo molte lamentele, per esempio: “in libreria non c’è e il libraio mi dice che ci sono tempi lunghissimi per farlo arrivare”; di contro il mercato in rete è più facile per chi è già noto … sono curioso di conoscere le tue idee. In bocca al lupo
nelle librerie stanno sparendo gli scaffali di poesia, anzi molti librai mi dicono che di poesia non ne vogliono proprio sentir parlare ( poche le eccezioni ), le strade da seguire sono ben altre!
pienamente d’accordo!
ciao
Mi pare che oggi sia di ” moda ” la poesia ermetica. Il risultato? Il genere poesia va scomparendo anche perchè le persone non comprendono e non sentono la poesia. Ho l’impressione che, per esempio, Pascoli, Carducci, Foscolo e anche Leopardi siano considerati poeti superati.
Sono convinto che con la sensibilità in atto nella attuale società ” l’anima ”
soffocherà. Cordialità.
Personalmente non parlerei di mode.
L’impressione è che vi siano diverse tendenze in atto; ciò che invece mi pare preoccupante è che non vi sia una editoria davvero interessata a una divulgazione seria della poesia. Spesso l’editore è un semplice intermediario tra l’autore e la tipografia, poco o nulla si cura della diffusione.
A fianco di pochi editori (di solito piccoli o medio piccoli: penso per esempio a Mobydick di Faenza, Manni di Lecce, Ibiskos di Empoli) che curano buoni libri anche da un punto di vista tipografico, esiste una miriade di editori che di proprio non mette nulla e s’arricchisce alle spalle di esordienti, a volte anche di valore, ma che non ricevono alcuna visibilità.
Circa i grandi poeti della nostra letteratura non li direi mai superati, semplicemente si legge poco, mentre lascerei stare il concetto di poesia “ermetica”; personalmente mi ha preoccupato di più certa “avanguardia”. Oggi ci sono bei nomi, alcuni noti altri meno, alcuni abbastanza giovani, altri meno, alcuni che scrivono in lingua, altri in dialetto. Ne faccio alcuni, possono essere o meno condivisi, ma mi sembrano fior di autori con diversi stili di scrittura: Tonino Guerra, Umberto Piersanti, Fernando Bandini, Luca Rondoni, Giancarlo Pontiggia (si legga per esempio anche la bella antologia di poeti tutti nati dopo il 1970 curata da Pontiggia: Il miele del silenzio), Luca Rondoni, Anna Maria Carpi, Matteo Veronesi … e si potrebbe continuare. Il problema è come conoscerli: suggerirei la lettura di riviste, anche divulgative, rinvenibili in edicola, come “Poesia” edita da Crocetti (a proposito di editori seri, eccone un altro).
Cordialmente
edoardo
Gentilissimo Edoardo, non mi trova totalmente d’accordo con i suggerimenti di lettura, riviste che conosco molto bene, e con molti degli autori da lei citati. Mi piace Anna Maria Carpi, che conosco. Potrei citarne altri come Guido Oldani, Cristina Annino, Gabriela Fantato, Luigi Cannillo e altri ancora. Anche sulle case editrici da lei menzionate nutro delle “perplessità”, potrei citargliene altre a mio avviso decisamente migliori da un punto di vista qualitativo. Questo è il bello della poesia, non volerla omologare a tutti i costi con una “casta poetica”, mi perdoni, che ha reso la poesia “un mercatino dell’usato sicuro“.
Saluti.
PS. Il discorso richiederebbe naturalmente più tempo e spazio, ho semplificato al massimo.
In quest’ultimo periodo leggo un gran ritorno alla “poesia in prosa”, un concetto semplificato ma che rende l’idea di una poesia che racconta non badando più a rigide strutture metriche di versificazione. la poesia cosiddetta ermetica ha letteralmente “stufato” e questo mi viene riferito da diversi critici letterari e addetti a concorsi di poesia dove lo stile ungarettiano è, oramai, inflazionato, insomma viene proposto dai più un brutale copia/incolla. Leopardi, a mio modesto avviso, rimane un pilastro e Montale, il mio autore preferito, attinse dalla lezione del grande poeta di Recanati. Sono d’accordo sul fatto che l’anima, oggi, sia soffocata ma anche nei secoli scorsi non se la passavano bene, ma i risultati, alla fine, ci furono. La questione è che pochi leggono, troppi scrivono. un pò come nella musica, molti suonano senza aver mai ascoltato. saluti.
i nomi che ho fatto erano puramente esemplificativi, ci mancherebbe … ma proprio perché lo spazio (più che il tempo, almeno per me) è limitato non si possono citare altri nomi significativi.
Sulle case editrici perplessità possono nascere sempre, ma converrà che ce ne sono troppe (la stragrande maggioranza) che nemmeno leggono i dattiloscritti, a loro basta mandare in tipografia e “intascare”. Per esempio, un editore come Lieto Colle fa una scelta dopo aver letto, con uno scambio che può essere discutibile, però ti legge e questo a mio modo di vedere è importante e non a caso libri di Lieto Colle vincono seri premi letterari.
Sullo sfondo resta però il problema: si pubblica di tutto e di più e la poesia ne fa le spese più di qualunque altro genere.
Un saluto “imbiancato”
ps: anche sui premi sarebbe interessante aprire una parentesi.
Edoardo
sui premi letterari aprirei anche una parentesi graffa, anchè perchè molti consulenti di alcune case editrici sono giurati in diversi concorsi, ogni riferimento è puramente non casuale!
Mi sento intimorita ….entrare in un blog così importante e che per giunta tratta di Poesia!
Complimenti sinceri,ho letto qualcosa ma approfondiro’
Benvenuta, questo è solo un blog, come tanti altri, che tenta di dare il proprio contributo. Grazie!
Un cordiale saluto a tutti e complimenti per la discussione.
A parer mio, gli editori di poesia non possono certo aspettarsi grandi profitti dalle loro pubblicazioni, così, in generale, li apprezzo molto. Alcuni sono veramente coraggiosi, altri, purtroppo, ne fanno solo un lavoro come un altro, ma in ogni caso, non facile.
Nessuno si illude di diventare famoso o di arricchirsi scrivendo poesie, partecipando a concorsi o altro, eppure, per un autore pubblicare è importante, personalente lo considero quasi un auting, un coming out, un affidare ad altri (si spera ad un lettore che si incontrerà non importa quando) la propria visione del mondo.
Se uno ne sente il bisogno, può farlo anche pagando,perché no, l’importante è non illudersi che questo servirà ad arrivare in libreria o a farsi conoscere e, del resto, non credo si debba scrivere per questo.
Tuttavia, oggi c’è un’altra possibilità e, cioé, quella di pubblicare sul web, anzi, credo che Internet stia aiutando molto i poeti (e non), con un semplice clic i versi di tanti sono a portata di mano, possiamo leggere autori che non avremmo mai sognato di conoscere e che nessuna libreria avrebbe mai ospitato. Sulla rete condividiamo poesia come mai prima.
E questo è l’importante.
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Condivido questa analisi. Sì, la pubblicazione in rete ha aperto nuovi orizzonti per ciò che concerne la propria visibilità. Sui social network ci sono centinaia di pagine dedicate all’universo poetico. A mio parere c’è un problema che attiene alla dispersione di tutto il materiale poetico in rete. E’ difficile poter raggiungere tutti e quello che sta avvenendo è che ci si concentra su coloro che nel network militano già da diversi anni, non dimentichiamoci che i primissimi siti di scrittura sono nati circa 17 anni fa. e, infine, la critica che fa fatica a muoversi in questo oceano di parole e preferisce “sedersi” sul già conosciuto. vedremo nei prossimi anni. Grazie e Benvenuta!
la domanda a bruciapelo, nel senso che realmente brucia il pelo sulla lingua, è: quanto costa pubblicare? Le pubblicazioni ormai seguono il programma del MERCATO come se la scrittura fosse un bue che si porta in piazza e gli si guarda in bocca, si contano i denti e magari gli si pesano …i testicoli e poi gli si spara addosso attraverso un contratto cappio che prende al collo la vanità e non la sostanza di un testo. Oggi tutti pubblicano: capre e caproni, formiche e formichieri, sparvieri, pochissimi, e tante mezze tacchette che non portano né in profondità né nell’alto dell’immenso cosmo. Carta straccia insomma, per il mercato della carta riciclata, non per la lettura e la cultura. Se una casa discografica scopre una voce gli fa pagare la registrazione? Se un attore vale chiede di pagare il regista per recitare? Insomma che razza di edi-tori (mangia tori) sono quelli di oggi se non sanno affatto vagliare e scegliere e azzardare a spese loro?Chi scrive di solito ha un lavoro e non credo che chi scrive poesia pensi di mantenersi con quello!L’editore faccia il suo lavoro e non il tipografo, di quelli già ce ne sono tanti e poi non mi si parli della diffusione,oracolare!!!!, del parlare parlare parlare da mille bancarelle, se il testo è buono lo leggo oggi domani e dopo ancora, e in silenzio per meglio meditare. fernanda f.
Certo Fernanda, tutte questioni che conosco benissimo e da molti anni avendo, a mia volta, pubblicato una ventina di raccolte e altre 2 in via di pubblicazione. Non mi pongo il problema nel mio caso, come editore prevedo un’uscita mirata di 5-6 libri l’anno e non solo di poesia. questo per dirti che non ho intenzione e non mi interessa arricchirmi, valuterò la qualità secondo i miei canoni
Ps. Uno scrittore è produttivo non nella misura in cui produce idee, ma nella misura in cui arricchisce l’editore che pubblica le sue opere. Karl Marx
bella citazione, appartiene pure alla mia storia…se ti arriva qualcosa di mio non spaventarti
allora aspetto qualcosa di tuo.
Buongiorno Marco! Grazie per essere passato sul mio neonato blog! In questo modo ho scoperto questo piccolo paradiso dove c’è ancora chi crede che si possa vivere d’arte, di poesia, di letteratura.
A presto
Giulia
Buongiorno Giulia, il suo è un neonato blog che si caratterizza e non è poco. Sì, la letteratura va anche “ri-pristinata”, latita un pò dovunque e i media la stanno, forse, distruggendo.
Caro Marco, leggo nell’intestazione che la casa editrice si occupa anche di musica jazz. Come faccio a sapere quali pubblicazioni in questo ambito sono state realizzate o sono in cantiere? Grazie,
Leo.
Buon pomeriggio Leo, al momento non sono state realizzate alcune pubblicazioni ma sono in contatto con alcuni musicisti importanti del panorama jazzistico italiano che stanno preparando ” i loro appunti di viaggio”, chiamiamoli così, da sottopormi.
Ciao Marco e ben trovato in rete. Per me il Jazz è musica e poesia. Concordi vero? Ci incontreremo ancora in rete.
Grazie
Ornella
Ciao Ornella, dici bene, penso più in generale che le varie arti non possano viaggiare disgiunte come se fossero “delle specializzazioni a parte”, grazie!
Auguri Marco per questa tua meravigliosa avventura editoriale…la poesia è vivissima, mai come oggi abbiamo visto una grande fioritura di poesia, musica e bellezza. A presto!
Ciao Raffaela, certo più voci possono contribuire a questa fioritura, ciascuna con le proprie caratterizzazioni, grazie!