poesiaoggi

RACCOLTA ANTOLOGICA DI POESIE EDITE ED INEDITE IN ORDINE SPARSO ( 1997-2012 )

Categoria: Editori

Parlando di poesia con Iuri Moscardi su GenerAzione Rivista 2.0

Per la rubrica di poesia di GenerAzione Rivista 2.0, una mia intervista al poeta Marco Saya: ci sono poesia, musica, Milano e anche il web. Non perdetevela.

genrivista.wordpress.com
Marco Saya è musicista jazz, poeta e editore. Lo intervisto a casa sua, in una parte di Milano che non conoscevo: è uno dei giorni di primavera più belli finora concessi, fa caldo, c’è …

Ma è poesia…questa?

facendo casualmente un salto alla fiera del libro di Siviglia si notavano anche lì centinaia di piccoli-medi editori con la loro scuderia di centinaia di poeti catalani. Gli editori avevano in mano un megafono per declamare i versi dei loro autori e per attirare gli occasionali passanti . ero l’unico ascoltatore e i 42 gradi di temperatura scoraggiavano, forse, la presenza di qualsivoglia astante.
poi ho pensato anche alle nostre piccole fiere dove centinaia di editori espongono il loro vasto catalogo di centinaia di autori. chiedendo, poi, a qualche editore spagnolo se conoscesse qualche poeta contemporaneo italiano la risposta è stata negativa. dunque ciascuno ha il proprio orticello in cui coltiva i propri autori che non interagiscono con gli autori degli altri orticelli ( tranne rare eccezioni ). Ho subito considerato che, probabilmente, la poesia è diventata un mercato delle vacche o un “mercato dei tori” essendomi recato a Siviglia.

Migliaia di editori sparsi per l’Europa, milioni di scrittori dispersi tra anonimi cataloghi, ma è poesia… questa?

Incontro letterario Giovedì 3 Maggio

Evento a cura del Monte Analogo Venerdì 30 Marzo

IL MONTE ANALOGO

rivista di poesia e di ricerca

 Venerdi’ 30 marzo 2012 alle ore 18

                          

Al negozio civico

 CHIAMAMILANO

 

Largo Corsia dei Servi – 20122 Milano

MM1 San Babila

 

Letture di poesie dal N° 14 (dicembre 2011)

 

Il Monte Analogo, rivista semestrale sorta a Milano nel 2004  su iniziativa del poeta Giampiero Neri, promuove le sensibilità artistiche individuali, pubblica su ogni numero i testi di circa quindici  poeti approvati da tutta la redazione e propone  incontri fra i lettori della rivista e le più promettenti personalità creative del nostro tempo

  Sono invitati 14 poeti pubblicati su questo numero e precisamente

Rinaldo Caddeo

Emanuela Cavallaro

Anna Maria De Pietro

Veronica Fallini

Maurizio Gramegna

Francesco Iannone

Alessandro Magherini

Paolo Pagani

Ernesto Ponziani

Marco Saya

Stefano Santosuosso

Wolfango Testoni

Flavio Vacchetta

Patrizia Villani

nonché altri poeti pubblicati nei numeri precedenti.

 

Alla recitazione assisteranno 

(si el tiempo no lo impide) 

- e con libertà di parola – 

i direttori e i redattori della rivista,  

collaboratori, critici e altri addetti ai lavori, 

simpatizzanti e passanti.

 

Alla fine piccolo rinfresco autogestito

Raccontarsi

Luce, luci da oscuro ventre,
primi vagiti di chi già vecchio nasce,
vita di una sveglia, pila quasi scarica.

Coro, coristi di atavico rituale,
porpora il colore di una veste sacra,
consuetudine di un profano e di un profumo.

Strada, strade da percorrere senza una direzione,
affluenti di viuzze in chimeriche allucinazioni,
visioni frastornate di un reale confuso.

Bambini, uomini, intervalli di altezze differite,
segregazione di un corpo che consuma e non digerisce,
rullo compressore di anime lacerate e calpestate.

Amore, amori, prese di corrente alternata,
masochistico rito per bestie incattivite,
foreste, metropoli senza verde per pascolare.

Sorriso,sorrisi di ipocriti Giuda,
quattro monete per un assegno in bianco,
futilità di vendere una ragione vuota.

Poesia, poesie di Noi a metà,
perfezione irraggiungibile di ignote divinità,
scheletri di calcio ossidato dopo una lunga stagione.

Puttana, puttane nella testa e nel cuore,
stronzo, stronzi mal celati fingono teneri sentimenti,
umanità vanagloriosa, merda da concimare.

Natura, nature ferite, oltraggiate, depauperate,
foglie morte da una clorofilla figlia di gramigne,
famiglie disgregate, rami secchi da estirpare.

Parola, parole che suonano come una vergogna,
liriche nauseabonde di surreale ottimismo,
lune, albe, tramonti, deliri di menti impazzite.

Occhio, occhi da aprire, da sempre ciechi,
psichedelico stato prenatale nutrito con polvere bianca,
soffice neve, oblio di sensi dimenticati.

Speranza, verde il colore stinto da portare in tintoria,
un nuovo soprabito per una nuova stagione,
il primo rammendo, una confezione già scaduta.

Genero, degenera il degrado di un’idea,
figlia abortita da un labirinto di domande,
pezzetti morenti di un’articolazione disossata.

(2001)

dipinto di http://www.maurocolombo.com/

Backstage

improvvisamente sei.
permesso accordato,
in qualunque posto
dal prima.
(assieme camminavate)
occhi,nasi,bocche
oscurati a metà.
(the dark side of the moon)
si spalanca la luce.
si omette l’oblio.
riinizia la raccolta
- a tentoni -
di vesti già sudate,
sparpagliate
(nella regia dei camerini)

Metro

ogni giorno ricordo il mio tempo.
sembra ieri la scomparsa
del mio vecchio.
poi riprendo la solita metro.
alle 8 precise dopo il bacio frettoloso.
viene voglia di uscire
con gli occhi.
la prossima fermata è uguale
alla successiva.
e il frastuono dei passi tormenta
la superficie dell’asfalto.
sotto gli odori ti riconducono
all’origine.
e il chiuso non è poi così male.
quella telecamera continua
a fissarmi.
mi rimprovera perché vivo,
Vivo?”,
il tam-luci tam-rumori abbatte le voci ,
fuoriescono esili dalle ante scrostate,
luride dagli sputi dello scempio,
spoglie dal soffio che fugge.

così ricordo il mio tempo.

(2007)

Poeta

non devi chiedere.
( l’ape si posa) a caso.
non devi cercare.
( il vento spira) laterale.
solo scrivi. poeta.

(2008)

Tanti Quando

Quando vedo il mio gatto penso che per molta gente il gatto è solo un impiccio, uno stupido animale che crea solo problemi, sporca, è cattivo e poco affettuoso.

Quando osservo molti umani penso che siano degli stupidi animali capaci di creare solo problemi, cattivi, sporchi e poco affettuosi.

Quando mangio le fragole gusto il sapore di una natura che tra sparuti cespugli si nasconde e fugge prima di prendere la via dell’estinzione.

Quando leggo i potenti mi viene il disgusto per chi dell’informazione ne fa un campo di battaglia e la conta dei morti diventa un gioco per monitor malati.

Quando guardo la mia busta paga penso all’impoverimento generale e ai pochi che si possono permettere le piscine piene di centesimi e Paperon non è più Qui, Quo, Qua.

Quando ricordo il 68’ immagino assemblee e spinelli tra pensierini e un capitale dove il Che Fare era correre i cento metri tra la Statale e San Babila in 9 secondi netti e i celerini divertiti osservavano chi per primo tagliava il traguardo.

Quando vivo il mio presente anticipo pensieri di una rivoluzione devastante tra fratelli con lo stesso sangue e la classe politica cerca di chiudere le proprie casse prima di andare in ferie.

Quando cammino per la strada e un moribondo giace solo prima di essere coperto da un bianco lenzuolo capisco che la vita umana ha perso il rispetto di sé.

Quando la società condanna ma non risolve perché i valori sono sulla bocca muta di orecchie sor(di)de
il pensiero di combattere i nuovi alieni è un dovere della collettività fagocitata dal Grande Yogurt.

Quando incontro facce nuove sono contento per l’arricchimento che comporta una fede, anche diversa, che possa convivere e aiutare a trovare nuove direzioni comuni.

Quando scruto le solite facce, alcune più siliconate del solito, capisco che il dire si scontri con materiali resistenti al cambiamento.

Ricapitolando

Quando vedo il mio gatto penso che per molta gente il gatto è solo un impiccio, uno stupido animale che crea solo problemi, sporca, è cattivo e poco affettuoso.

Quando osservo molti umani penso che siano degli stupidi animali capaci di creare solo problemi, cattivi, sporchi e poco affettuosi.

Pallottoliere

mi piace pensare
al fatto
che tutti pensano
di essere più belli,

più furbi,
più ricchi,
più immortali,
più intelligenti

e poi quando muore
il tuo vicino di casa
toccano ferro
aspettando di rimandare
il proprio turno.

è – dunque – solo
una misera conta
che li tiene in pista?

un pallottoliere è l’unico
senso della vita?

forse sì, appesi, deboli,
a una catenina
di palline di plastica
presa a un mercatino
per poche lire,
tanto vale la considerazione di sè.

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