poesiaoggi

RACCOLTA ANTOLOGICA DI POESIE EDITE ED INEDITE IN ORDINE SPARSO ( 1997-2012 )

Flamenco a Siviglia

Citazione di Ennio Flaiano

Da ragazzo ero anarchico, adesso mi accorgo che si può essere sovversivi soltanto chiedendo che le leggi dello Stato vengano rispettate da chi governa

( Ennio Flaiano )

Qualche giorno di relax…, a presto!

Zingara

al semaforo le chiedo:
ma sei più ricca, qui?”
la disperazione scivola
al mio fianco,
mi accompagna nell’open space,
che fastidio tutte quelle voci
all’unisono,
preferivo la povertà
del suo silenzio.

( 2007 )

O fragili poesie

O fragili poesie
fiori d’amore-notte

Rabbrividire di chitarre
sul Quadalquivir

Voci echeggiate
su terrazze assolate

Statue bianche all’imbocco dei ponti
E “le braccia bianche delle strade”

Balzo di cavalli bradi
che incidono la terra scalpitando

Treni di notte
dalle sirene maledette nascoste
nel libro del tempo

Sere autunnali sulla Third Avenue
la luce ocra che ora si spegne

Manichini nudi
sulle scale antincendio di casamenti popolari

Neonati gettati
in bagni di lacrime

Risate come cristallo in frantumi
Coppe di champagne lanciate dentro i caminetti

Alba e gli amanti spossati
ancora da saziare –

Tutte, tutte le poesie del sogno umano
ancora da liberare!

(Lawrence Ferlinghetti)

Sull’essere libero

Meglio dormire libero in un letto scomodo che dormire prigioniero in un letto comodo.

( Jack Kerouac )

Teatrino

venivamo sparati
in questo palcoscenico
di burattini e burattinai,
un minuscolo teatrino
dove l’applauso
di quattro marmocchi
anticipava la fine
di qualche sorriso già spezzato
da fili interdentali,
surrogato dell’equilibrista
che, al sicuro, sogghignava
alla rete sotto,
sempre una ragnatela di fili
e la vedova a forma di clessidra
accorciava il residuo
nel buio della specie.

( 2012 )

La saga dei drughi – 3 (Per chi suona la campana)

La saga dei drughi – 3 (Per chi suona la campana)
di Marco Saya & Franz Krauspenhaar

Per chi sarebbe, ora, suonata la campana? Quali incontri ravvicinati attendevano i nostri proci eroi? Quale prossima moritura Sally sarebbe salita sulla cima dei nostri pennoni? O… un Leslie qualunque sarebbe stato portato via dal tornado drugo? Dove si sarebbero dirette, ora, le due lucciole intriganti con Sanremo contro? Mission possible, la pulizia territoriale dello stato nemico.
“Si potrebbe tutti quanti andare allo zoo comunale” dico a Ein. “Vengo anch’io” , apostrofa l’immobiliarista sotto casa. “No, tu no” rispondiamo entrambi alla scrofa che dopo un colpo di Krav Maga* stramazza sull’unico gradino rifinito a marmo. Il custode era l’obiettivo. Era turco. La Turchia confina con la Bulgaria, trallalà, trallalà. Ci dirigiamo, pedibus calcantibus, verso il bestiario. Volatili bastardi iniziano a volteggiare. Non mi chiamo Tippi e neppure Titty. “Mi sembla di avele visto un gatto”, esclamo! Inciampo su Minny. No, non siamo a Disneyland. Minny è la mia colf united colors of benetton. “che ci fai?”, le chiedo. Kunta-kinte woman, l’avevo acquistata in Kenia per un pugno di mosche, inizia a cantarmi Jesus is my life, Jesus is my life. “Sta male, sta male”, urlo! Corriamo dal veterinario, la Kapòkazzen apre Minny, ci infila una bambolina, la richiude dimenticando dentro gli spilli. Peccato, erano, a loro modo, delle brave ragazze, delle brave ragazze! Le seppelliamo assieme con dovizia di sevizie, con quei sorrisi avrebbero potuto dire ciò che volevano… Noi, i drughi dello zoo di Berlino, perché là ci eravamo diretti, novelli heroes del terzo millennio, prepariamo l’azione di accerchiamento del nemico.

Descrizioni dei Ruoli.

Inutile avere 100 snipers, non è così che si vincono le battaglie.
Prevedere al massimo 2 snipers in luoghi dove è possibile coprire il massimo spazio visivo possibile.
Se ho lo snipers, allora conviene affiancare un soldato che tenga d’occhio tutta la zona circostante questo perchè l’effetto tunneling non permette allo sniper di accorgersi di chi sguscia fuori alle spalle.
In situazioni di spazi aperti (quindi snipers appostati…) usare il binocolo e comunicare ‘Area Clear …’
Se ci sono Snipers, allora dire ‘SNIPERS’ , e approntare una tattica di accerchiamento.
Se possibile fare fuoco di copertura per il nostro cecchino che deve prendere la mira e avanzare i maniera da avvicinarsi a tiro GRANATA
Fucili a pompa solo in posti chiusi… all’aperto non servono tanto.
Bazooka possono essere un deterrente contro lo snipers… quindi come copertura (ne basta 1 con il bazooka)
Chi porta il lanciarazzi deve esere coperto dal compagno che ha una mitraglietta o fucile
Se siete provvisti di fucile non buttatevi come un kamikaze, ma sfruttate l’arma, ossia mantenete una certa distanza con il nemico.
Fare FRAG non vuol dire essere ganzo, bisogna lavorare in team, e a volte un sacrificio, può risolvere una partita
Farsi prendere dal cecchino , quindi farsi uccidere, serve poi al compagno di squadra, di sparare nel lasso di tempo che intercorre nella ricarica del fucile del bastardo.
Andare sempre accoppiati.
In situazioni al chiuso, uno lancia la granata, l’altro corre appresso la granata per fare irruzione (FF off si intende…)
In passaggi critici allo scoperto sempre fuoco di copertura, presso il nemico, altrimenti siete solo carne da macello.

Il tutto ci sembrava complicato. Lasciamo il videogioco. Facciamo quattro passi quattro infila per tre con il resto di uno, avvistiamo la turca, svuotamento incipiente delle olive snocciolate saclà, intravvediamo il turco ma-nnoooo, non era poi così sciiti-alevo, entriamo nel salonu, estraiamo le scemi-tarre barattate su e-bay per una dose di viagra non grav(i)a,”E adesso, occupiamoci di messer Peter Pan!” esclama Capitan Uncino-Ein, prendendo un grosso pacco. Spugna preferirebbe attaccare direttamente il ragazzo, ma il capitano spiega: “Ho dato la mia parola di non alzare dito, o uncino, su Peter Pan. E Capitan Uncino mantiene sempre la sua parola!” Così dicendo, cala il pacco nell’Albero. “Niente panico, Ein-gheneral è solo un Bill-ennium Bug!” “ Ora lo spam è in quarantine, cainissimo amico mio”, procediamo!
Una volta proceduto cerchiamo un crinutoriciuto transalpino tourdeFarciaconlentiques per giocare alla Legione Straniera. Quello sembra Maurice Ronet ne La piscina di Deray. A me e all’Ein andrebbe lo spupazzo bionico inculoalmondiko di una Romi Schneider ma non è gled aria nuova. Stikazz! Abbiamo pederastato abbastanza cartoon. Èoraèorapotereachilavora di passare al lungometraggio a culometri, come diceva uno zio di Condofuri (RC) drugo kalabronordico come me, ecco qual io sono assieme all’Ein, abbiamo dentro tutte le razze del mondo, bastardi dentro e fuori, cavecanem da cannone. Li abbiamo sparati fuori come concime vogtsbreitnergrabowskihoeness. Undsoweiter, molto karasciò. Ieri seduto sul W.C. di plexiglassphilip leggevo The wanting seed di Anthony Burgess, il nostro dio, il nostro kreator, il nostro UNDSOWEITER. Un glande irish molto karasciò che scriveva di tutto e di piume e quando Kubrick decise che film fare dopo lo Spazio OdisseiKo 2001 oh oh oh! scelse lui e noi. Drughi uh uhhhhh! Fatti e finiti! Kattivik tutti imbestialitik! Cazzo, (oh yeahhh!!!) con noi puttanaevakant non potevasi che dimostrare il grande eroico spurgo delle interiora subliminali! Con noi a karasciò sul mondofottuto e crasto, c’era solo da spalmare la Nutella nitroglicerinica sul paneazimuth! Mooolto kaarasciò, sì, fanculo at the canteen – vadavialchilum. Steve Winwood cantava welcome coi Traffic, col kazzo che abbiamo più quel 99 giri, l’ho venduto a un indiano di passaggio, poi l’ho picchiato a sangue e sempreunpo’dipiùarenatidà, botte da Polifemi Polident sul dental, e ho ripreso a piene mani il disco e l’ho venduto a un personaggio di Alta Fedeltà di Hornby, quel cazzuto romanzo di successo per niente per niente ma proprio per niente karasciò. Come se gli englishmen fossero tutti rincobilly come quelli… seeeeh, col kaiserfranz! Io vi dico qui sul tavolo come Mimmo Craig sull’Olio Sasso che in angliaterra ci sono rimbambini completamente fatted di substanzie stupefakant! Una Peter Stuyvessant e via andare a Ijmuinden, al porto, mit Marino Maglianibus und Kartollelnsalat! Sauerkraut per todoslosamigosdebuendìa, io spingo a folli faldoni il cordone sanitario e tutti fanno il morto. Con l’Ein avevasi voglia di picchiare a morte dei bambini in doposcuola scarpantibus. Ci appropinquiamo a una scuola elementare, giriamo attorno alla maestrina, le togliamo il cappottino rosso e via a darle calci fickofackoinbarracko nel derrick. Poi bacio della buonanotte, schiaffi anche al direttore scolastico baffuto faccia da George husband Mildred intervenuto a proteggere la sguinziallegra. I bambini piangono, fanno girogirotondogulpfumettiintivu, calci nel deretans, e ghe ne è per tutti ‘sti puttanelli tipo Confettura Santarosa, evvai!
In arrivo della pulottflottiglia io e l’Ein ce la diamo a legs levate verso il zentrum de zentrum della city babilobengodica. E che dio o chi cazzo sempre sarà per lui ci protegga per le solite marchette di noi giovani drughi assetati di sangueeeee, aaaaaamen.

*Il Krav Maga nasce dall’opera di sintesi di Imi Lichtenfeld su indicazione dell’esercito israeliano. Agli inizi degli anni ’50, parallelamente alla nascita dello stato di Israele, a Lichtenfeld viene richiesto di sviluppare un sistema di combattimento efficace ma rapido da apprendere, al fine di addestrare le neonate forze speciali israeliane, fin da subito impegnate in una durissima lotta. L’esperienza di Lichtenfeld influenzò pesantemente lo stile e la filosofia del Krav Maga. Grande ginnasta, pugile e campione di lotta libera, alla base teorica aggiunse una grande esperienza di lotta di strada, maturata in una gioventù in parte passata a lottare per la vita nei vicoli della Bratislava occupata dai nazisti. Il Krav Maga è una “tecnica di combattimento” semplice e pratica (chi la insegna preferisce non chiamarla arte marziale). Infatti è nata per essere appresa in breve tempo ed essere usata in un contesto bellico. Il Krav Maga predilige un approccio offensivo, che caratterizza questo sistema di combattimento. Se altre arti marziali tradizionali, soprattutto di matrice orientale, tendono ad associare oltre all’insegnamento delle tecniche un sistema filosofico e spirituale, il Krav Maga risponde a criteri di tipo militare quali l’efficacia e la rapidità con cui si arriva al risultato desiderato, che è la neutralizzazione dell’avversario.

Capitoli precedenti

http://poesiedomani.wordpress.com/2012/05/05/la-saga-dei-drughi-2-tannhaeuser/ 

http://poesiedomani.wordpress.com/2012/04/22/la-saga-dei-drughi-1-caccia-al-bulgaro/

Possibilità

c’era una verità tramandata
da previi accordi
ove alleggerendo il fardello umano
per svuotamento acquoso
incanalato nell’intreccio idrico
e primordiale di identiche molecole
rimanesse il miraggio
di un alone sgrassante
sotterraneo ad assetate dune
dove tra le pieghe
ondulate della sabbia
poteva apparire la veste perduta
in un altro emisfero,
di questo si discuteva
tra idraulici, se cambiare
o meno quella guarnizione.

( 2012 )

La saga dei drughi – 2 (Tannhaeuser!)

La saga dei drughi- 2 (Tannhaeuser!)
di Marco Saya & Franz Krauspenhaar

La strada era notte pesta un po’ tempestosa, raggi di falò soleggiavano l’asfalto. Nord-sud-est-ovest accoglievano gli occasionali. L’orgasmo dell’assassinio pasteggiato a benzo, spensieratezza del m’ama non m’ama, poesia del tanto è toccato a loro, paraponziponziporo. Il nero si confonde con altro nero, accozzaglia di corpi ai lati, alcuni spiaccicati dalla buckomobile nella sua folle corsa. la tiepida brezza ci bacia le cicatrici. Piercingati a puntino suoniamo a festa. Pronti per il nuovo gioco…
Sbuffo. Trasecolo. Tracollo. Puzziamo di Daniels. The funk odyssey di Jamiroquai assorda la provinciale tam-tam di clacson. il drugo-ein arresta la poderosa voiture.
“Scendiamo”. “Presto”. “La buck sta prendendo fumo”. “Chi è stato Ein?” “Non lo so”. “Ma…ora lo becchiamo”. Iniziamo a correre. La mia mente torna a Roy quando esclama: “Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione… e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser… e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. E’ tempo di morire”. Si, era tempo di morire per quel bastardo del bulgaro. No, “targavano” senegalesi, un mucchio aborigeno nella selva oscura, cocòtrafficanti chanel number five, cinque porci con le ali (se sei nato senz’ali, non fare mai nulla per impedire loro di crescere, diceva qualcuno…) che presto sarebbero stati affogati da Caronte. “Ein, dammi la clava!” Occhi da cerbiatto ci guardano terrorizzati. Iniziamo la mattanza. Ci dividiamo i compiti.

Lesson one: quando meno se lo aspetta ti avvicini alla vittima.
Lesson two: lo colpisci alle orecchie.
Lesson four: la labirintite è una brutta bestia.
Lesson ten: sono passati alcuni minuti
Occhi vitrei ci fissano come bilie colorate.
Decidiamo di giocare.

Come da manuale…

I giochi con le bilie sono diffusi da centinaia di anni in tutto il mondo.
Le bilie sono piccole sfere dure di pietra, legno, ceramica, plastica, vetro,acciaio o altro.
Di solito hanno un diametro di circa 1,3 cm. I nomi e le regole delle bilie variano molto da posto a posto, ma l’obiettivo di base dei giochi di questo tipo è constatare l’abilità di mira dei partecipanti.

VARIANTE: PISTA CIRCOLARE

Si tratta di un antico gioco di bilie molto amato dagli adulti, particolarmente diffuso nel sud dell’Inghilterra col nome di “ring taw”. Il gioco, adatto a un numero qualsiasi di giocatori, prende nome dalla pista ad anello di 1,8 m (di solito in cemento) su cui i giocatori usano la loro bilia-ex-occhio da tiro per buttare fuori gioco fino a 49 bilie piú piccole. (ne avevamo a disposizione 20)

L’AREA DI GIOCO

Si traccia sul pavimento un cerchio di circa 2 m di diametro, all’interno del quale ne viene disegnato un altro, di circa 30 cm di diametro. Per cominciare la partita ogni giocatore (noi due…) posiziona una o due bilie nel cerchio più interno.

TIRARE

Le bilie si possono far rotolare sul terreno o si possono tirare. I tiri più lunghi e complicati vengono eseguiti con una tecnica detta in inglese ‘knuckling down” (colpire con la nocca), che consiste nell’appoggiare a terra la nocca dell’indice tenendo la bilia in equilibrio tra indice e pollice, che viene fatto scattare per lanciarla.

REGOLE

A turno, tutti i giocatori tirano una bilia da un punto qualsiasi all’esterno del cerchio più grande, mirando alle bilie in quello più interno.
Chi riesce a buttare delle bilie avversarie fuori dal cerchio interno con un tiro se le tiene e vince inoltre un tiro extra, che dev’essere fatto da dove è atterrata la sua bilia. Se non si colpisce nessuna bilia nel cerchio interno, il turno finisce. Dopo che ogni giocatore ha fatto un turno si può tirare anche alle bilie nel cerchio più esterno, comprese quelle da tiro.
Si tira sempre dal punto in cui è atterrata la bilia al lancio precedente.
Quando viene colpita una bilia da tiro, il proprietario deve dare a chi l’ha colpita una bilia comune.

FINE DEL GIOCO

La partita termina quando tutte le bilie sono state espulse dal cerchio più interno.
Vince il giocatore che ha ottenuto più bilie.

Ein vinceva sempre. Ma ora il punto era tornare verso la bukomobile e riprendere il viaggio…
Le bilie sono palle viscose da bowling Snia. Petrol alla bukomobile, full tank alla Mobil e di nuovo a sgaso pieno sull’autoroute de la vacanza. Usciamo alla Ausfahrt di Krukkendingen, zona Baden Wuerrtemberg, zona Lutero inkazzato nero. Alla prima bettola beviamo formidabili da un litro krug, vom Fass, io l’Ein occhieggiando le pupaltole valkirianti. Sembrano le bionde Peroni zanna bianca. Ci viene lo sghiribizzo della violence. Tiro su lo sgabello e ci do che ci do che ci do sulla tete del giganten al banko. Lechmicham… io meno fendenti a pezzettoni come la Confettura Santarosa, pezzettoni di materia cerebrica undsoweiter. Le sguanzenzollern le portiamo nel Neckermann e via giù di minkiafritta Kaiserstrasse und Beate Uhse. Velocizzati come tarantole al fast and furious. In 5 Minuten abbiamo ciancicato l’effluvio ultrawhite e ora siamo fuori e sgorgati di bel bello per mattanza nr. Zwei nella landa germanica. Uno con la faccia da Derrick ci si mette in mezzo alla Schwanzstrasse con la sua Bmw da gasatonmotorradkalbschnitzelmitsalat. Scendo con la mazzapicchia da bowling e assesto il tiro crudicione alla sua polverizzabile deflettorabile vetrata macchinale. Skraaaanch! Il lunotto si spoltiglia undhohenzollern und abundzu, ein luftballon gehoert immer dazu! L’erano mica i 99 Luftballons? Na gut na gut na gut!, urlava Fritz Parsikla, e quello stronzo di Bollenhoff detto Bolli che si credeva Bonhof rispondeva in coro: “Pasta del kapitanooo!”
Io e il drugo nummer zwei tipo Muenchen siebenundvierzig facciamo i 100 metri alla Jesse Owens e il lob alla becker-federer. Saliamo di nuovo sulla bukomobile e cerchiamo dei bulgari da smazzolare di fresco. Nichts. Niente de gnente e va a morì ammazzato tu e tu’ nonno! Fuori dai gangheri pestiamo giù duri e impuri direzione casetta mia home sweet home, siamo stanchi come muli da traino. 400 km a tavoletta piena e smargiassa fino alla frontiera con la Svizzera la Svizzera la Svizzera coi suoi kantòn! I beg your kànton! Attraversiamo la Svizzera senza neanche fermarci per pisciare perché a quelli non gli vogliamo dare manco un cent, pisciardiamo alla bruddobudda solo in Italy.

Lesson one: dormire dormire sognare forse.
Lesson two: svegliarsi da leoni di notte e di giorno coglioni.
Lesson three: fare colazione con Nesquik, o al massimo con Orzoro.
Lesson four: andare a lavorare senza paracoglioni e tuta da drugo d’ordinanza, anzi in atroce giacca&cravatta da pirlantuono standard facendo finta d’essere dei bravi borghesi fottimoglie pagatasse e pregadio.
Lesson five: assorbire cattiveria e stronzaggine altrui che venga ritorta la prossima volta contro il prossimo. (Che diciamolo pure forte und Clear è una buona ragione per vivere oh yeah!)

http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2007/03/23/la-saga-dei-drughi-2-tannhaeuser/

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