poesiaoggi

POETICHE VARIE, RIFLESSIONI ED EVENTUALI …

Luca Vaglio e la poesia perduta …

Su Il Giornale Off Luca Vaglio parla di poesia, del suo saggio-inchiesta Cercando la poesia perduta (Marco Saya Edizioni, 2016), di rivoluzione del verso libero, di poeti che sono stati importanti per lui, di Milano, di nuovi media e di altro ancora. Online anche due poesie da Milano dalle finestre dei bar (Marco Saya Edizioni, 2013). Grazie a Silvia Castellani

http://ilgiornaleoff.ilgiornale.it/2017/03/21/nellera-dei-social-torna-a-brillare-la-poesia/#.WNGJVd0H06s.facebook

Luca-Vaglio-copia-269x300

BOOKPRIDE

FIERA NAZIONALE DELL’EDITORIA INDIPENDENTE
BASE | VIA BERGOGNONE, 34
MUDEC – MUSEO DELLE CULTURE | VIA TORTONA, 56
MILANO | 24-26 MARZO 2017 | INGRESSO LIBERO

MARCO SAYA EDIZIONI – STAND E5

24 MARZO 2017 PRESENTAZIONE DEL LIBRO: CAPELLI STRUGGENTI DI FRANZ KRAUSPENHAAR

24 MARZO 2017
PRESENTAZIONE DEL LIBRO: CAPELLI STRUGGENTI DI FRANZ KRAUSPENHAAR
orario: 17:00
luogo: CASA BASE
Raccolta poetica con letture
Intervengono: Marco Saya (editore) e l’autore
a cura di Marco Saya editore

FIERA NAZIONALE DELL’EDITORIA INDIPENDENTE
BASE | VIA BERGOGNONE, 34
MUDEC – MUSEO DELLE CULTURE | VIA TORTONA, 56
MILANO | 24-26 MARZO 2017 | INGRESSO LIBERO

cop_capelli

Premio Letterario “Interferenze” – Esiti

Vista l’alta qualità delle opere in concorso, oltre a quanto previsto dal bando, le giurie hanno deciso di conferire per ognuna delle tre sezioni del premio letterario una serie di segnalazioni.

Inoltre, il Presidente delle giurie ha conferito, autonomamente, per ogni sezione, uno o più premi speciali ad opere che più delle altre hanno evidenziato una particolare connotazione o che sono comunque proiettate verso una specifica autonomia testuale in quanto a intenzioni, uso del linguaggio e ricerca stilistica.

Esiti SEZIONE A – Opera di poesia edita

Presidente della giuria

Enzo Campi

Giurati

Vincenzo Bagnoli, Daniele Barbieri, Sonia Caporossi, Giusi Montali, Enzo Campi

SEGNALAZIONI

Antonella Taravella, La pietà del bianco, Carteggi Letterari, 2016

Manuel Micaletto, Stesura, Prufrock Edizioni, 2015

Enrico De Lea, La furia refurtiva, Vydia Edizioni, 2016

Azzurra D’Agostino, Alfabetiere privato, LietoColle, 2016

Marina Pizzi, Cantico di stasi, Oèdipus, 2016

View original post 663 altre parole

Cercando la poesia perduta di Luca Vaglio

Paolo Di Stefano su La Lettura – Corriere della Sera nella sua riflessione sulle possibilità odierne della poesia cita il saggio-inchiesta Cercando la poesia perduta di Luca Vaglio (Marco Saya Edizioni, 2016)

paolo di stefano

BOOK PRIDE 2017

Dal 24 al 26 marzo 2017 torna a Milano BOOK PRIDE, la fiera degli editori indipendenti, per la sua terza edizione, che si svolgerà nuovamente negli spazi di BASE (Via Bergognone, 34), il nuovo polo culturale della città di Milano.
http://www.bookpride.net/espositori-2017/

homepage_editori_1040x455_170301_v2

Le Geometrie Scalene di Laura Cantelmo a cura di Vincenzo Guaracino

Le Geometrie Scalene di Laura Cantelmo

È una scrittrice, Laura Cantelmo, che, ancorché da una posizione appartata e dimessa (l’ultima raccolta, Un luogo di presenze, risalendo al 2005), da anni si propone sulla scena non soltanto di Milano (è membro dell’Associazione Culturale Milanocosa cui presta un fattivo contributo) come una presenza critica e poetica di notevole interesse, tanto da salutare con vivo plauso chi, come Roberto Caracci, se n’è occupato approfonditamente auspicando altresì che altri le dedichino una riflessione non solo parziale, quale può essere l’occasionalità della recensione di un libro.

Per cominciare a parlarne ecco dunque la sua più recente fatica, la raccolta Geometrie scalene. Poesie 2005-2015, edita da Marco Saya e accompagnata sul piano critico da Adam Vaccaro, che dell’Associazione Culturale è lodevolmente da sempre infaticabile e riconosciuto demiurgo.

Geometrie scalene: come dire situazioni geometricamente irregolari, “sghembe” e sbilenche, con angoli e lati diversi e non congruenti, non facilmente descrivibili e inquadrabili, sfuggenti ad ogni razionale catalogazione e comprensione, quale può essere la vita stessa nel difficile e complesso strutturarsi dei suoi rapporti esistenziali e sociali, nel dispiegarsi del teatrino di “maschere” che la compongono, il cui inquietante affannarsi l’autrice raccoglie e costringe nei suoi versi, nella “brace breve” di una scrittura.

È proprio questa immagine, della “brace breve”, contenuta nel testo eponimo della raccolta, che mi sembra suggerire la cifra stilistica per comprendere il “messaggio” (si chiamava così una volta) di questa esperienza di parola: come dire che la vita precauzionalmente va guardata, sì, da una certa distanza, anzi dall’alto, come suggerisce il testo d’apertura, Il falco nella sera, senza però rinunciare al potere suggestivo del lasciarvisi coinvolgere, all’energia morale che la sua visione può ancora conferire alla fantasia e al cuore, come un sogno e un’utopia di bellezza mai completamente rimossi e dimenticati, e che a intermittenza ricompaiono nella gamma di registri espressivi, di volta in volta, corrosivi, demistificanti, lirici o nostalgici, tra rabbia civile e accensioni amorose.

È in questo gioco, tra auspicio di un “cibo d’amore” e rimpianto di “felicità perdute”, tra “la vita / che sogniamo” e la constatazione del “brutto” che l’assedia, che la “poesia” celebra la sua persistenza in questi versi della Cantelmo.

È alla sua luce e sui suoi passi (ancorché lenti, senza fretta, “di lumaca”, alla stregua forse di un montaliano Piccolo Testamento), che l’autrice invita a riandare continuamente col ricordo per ritemprarsi e “scaldarsi”, nella maniera confacente a una civiltà espressiva tutta al femminile, fatta di educati e commossi cromatismi, sgombra di “inutili orpelli”, attenta all’”umano”, come in un testo importante della seconda sezione, La vita autentica.

È proprio questo che Adam con complice empatia critica indaga nella ricerca espressiva di Laura Cantelmo cogliendone ed indicandone la radice nell’esigenza dell’autrice di doversi costantemente rapportare attraverso la scrittura con la complessità del reale, con l’immensa molteplicità di forme offerta continuamente alla sua coscienza.

Il risultato è, come rileva con lucidità Vaccaro, un processo “svolto non in un immaginario ante rem, ma in una tensione a essere in re, a essere fattore adiacente e energia nell’incessante processo di metamorfosi della vita”.

In questa chiave, si capisce che quel che importa all’autrice, è ben altro che il gioco verbale appagato di sé: è la passione stessa della rappresentazione, l’esercizio di parola che attiva la visione (fantastica, ideologica) sulla scena di un mondo che somiglia maledettamente a quello che quotidianamente è sotto i nostri occhi strutturandosi nei gangli semantici di un testo portatore di verità, di fronte ai quali chi legge non può che soffermarsi in un “perimetro di attesa” solo apparentemente “angusto”.

Vincenzo Guarracino

 

Laura Cantelmo

GEOMETRIE SCALENE

Poesie 2005-2015

Marco Saya Edizioni, Milano 2016

pp.89, 12,00 e.

cantelmo

RECENSIONI – “Capelli struggenti” (Marco Saya Edizioni, Milano, 2017) di Franz Krauspenhaar

DISGRAFIE - a cura di Antonio Bux

strugg
LA PROVVISORIETÀ DELLA REDENZIONE
 
Sulla poesia di Franz Krauspenhaar
 
La poesia di Franz Krauspenhaar è figlia della roccia e dell’arancia. Perché dalla roccia trae sedimento, mentre dell’arancia offre la luce della sua polpa. Di lavoro di scavo, frutto di ogni poesia meritevole, dunque si tratta. Scavo che dalla superficie della prosa riporta alla luce i resti di un poeta moderno, tagliente, quotidiano, sì, ma soprattutto vivo. Perché Krauspenhaar ha nella sua lingua la necessità di sentirsi vivo, rispetto alla monotonia del quotidiano, questa sì in senso letterale, spesso accordata (o meglio, scordata, nella sua ambivalenza di senso) in un’unica sonorità d’assenza. Invece Franz, che da bravo scrittore qual è la sa lunga, si fa visitare dal lupo della scrittura in maniera autentica, senza però soccombere, anzi, riuscendo a sopravvivere nella giungla urbana e del testo letterario, presagendo però una sorta di sconfitta che forse non darà mai redenzione…

View original post 1.564 altre parole

Capelli struggenti di Franz Krauspenhaar a cura di Giovanni Agnoloni

Capelli struggenti (Marco Saya Edizioni) è la nuova silloge di Franz Krauspenhaar. Forse meglio di qualunque altra (penso in particolare a Biscotti selvaggi e Le belle stagioni, sempre edite da Marco Saya), coglie la misura stilisticamente ibrida della scrittura di questo autore, perché combina liriche dal taglio narrativo a spunti prosastici densi di intuizioni poetiche.

Il tema di fondo – e il vero Leitmotiv di tutta l’opera letteraria di Krauspenhaar – è la solitudine. Anzi, si può dire che Capelli struggenti sia un’articolata declinazione di questo vocabolo dell’anima, come se la sua forma frammista di poesia fosse un lungo esercizio flessivo, con decine di casi per esprimere ogni sfumatura di funzione logica, o un infinito pentagramma, carico di microtoni atti a fotografare le minime sfumature del mondo di dentro.

Perché per me questo è il senso del titolo: “capelli struggenti” come sottilissime entità emozionali, aghi quasi impercettibili, che suscitano sensazioni estremamente lucide, consapevoli, spietate. Come nella lirica di apertura, “Alla madre”: 

“Mamma io sono già morto
e vorrei approfondire il futuro
ma tu non esserne colpita
sono morto come un foglio
giallo, sotto una biro che non scrive.
Nel nostro profumo di vaniglia
le torte che hai fatto salutano
la nostra storia. Io sono già morto
con la musica troppo alta, l’ozio
delle domeniche e il vento che spira
dalla mia testa china. Non temere,
sono vivo ancora, se ti avvicini.
Se ti avvicini saremo sempre vivi,
il vento saremo noi, contro la musica
del cielo, della nebbia, della pioggia, del sole
e avvicinarsi ai confini, senza paura.”

Continua a leggere su:

http://www.lankenauta.eu/?p=9929

cop_capelli

 

10 giorni giorni alla scadenza dei premi letterari banditi dal Festival Bologna in Lettere per l’anno 2017.

Solo 10 giorni giorni alla scadenza dei premi letterari banditi dal Festival Bologna in Lettere per l’anno 2017. Il Concorso è diviso in tre sezioni: Sezione A – Opera edita (premio in denaro), Sezione B – Raccolte inedite (pubblicazione gratuita dell’opera vincitrice a cura di Marco Saya Edizioni), Sezione C – Poesie singole inedite (premio in denaro). Altri premi in presentazioni critiche delle opere e partecipazioni degli autori finalisti agli eventi del Festival. SCADENZA 28/02/2017. Tutte le info qui

https://boinlettere.wordpress.com/2016/10/09/bologna-in-lettere-2017-concorso-di-poesia-contemporanea-per-opere-edite-e-inedite/