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POETICHE VARIE, RIFLESSIONI ED EVENTUALI …

Riattivato Amazon per gli acquisti dei libri della casa editrice

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fantasmi,spettri,schermi, avatar e altri sogni-Claudia Zironi

viomarelli

copetina zironi

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fantasmi, spettri, schermi, avatar e altri sogni – Claudia Zironi

Recensioni sulla raccolta poetica fantasmi, spettri, schermi, avatar e altri sogni di Claudia Zironi

https://viomarelli.wordpress.com/2016/08/23/fantasmispettrischermi-avatar-e-altri-sogni-cludia-zironi/

https://alessandrocanzian.wordpress.com/2016/08/21/fantasmi-spettri-schermi-avatar-e-altri-sogni-claudia-zironi/

http://rosapierno.blogspot.it/2016/08/fantasmi-spettri-schermi-avatar-e-altri.html

http://altriautori.blogspot.it/2016/07/claudia-zironi_30.html

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Un guardaroba generazionale di versi dolenti – Ida Travi, 20.07.2016

Un guardaroba generazionale di versi dolenti – Ida Travi, 20.07.2016

POESIA. «La camiceria brillante dei miei anni» di Simona De Salvo per Marco Saya Edizioni La copertina mostra il bel titolo in rosso: La camiceria brillante dei miei anni. Si tratta della seconda raccolta poetica di Simona De Salvo. Il libro esce nella collana Sottotraccia diretta da Antonio Bux per Marco Saya Edizioni (pp.71, euro 10), casa editrice molto attenta alla contemporaneità dei linguaggi e alle voci poetiche che si stanno rivelando ora. La camiceria brillante dei miei anni è un libro generazionale. Parla del suo tempo. Somiglia a un armadio lasciato aperto in qualche stanza in subaffitto: camiceria brillante, forse un grembiule da lavoro. «Dentro di me c’erano Giddens, Bauman il pensiero sociologico, c’era / mio padre», intorno all’armadio una generazione di laureandi studiosi, di laureati a spasso: «Vuoi fare le pulizie per noi? Vuoi lasciare l’Università? / … Ti va di cucinare qualcosa?» Non tutti, no, ma qualcuno lavora tre mesi per un solo biglietto d’aereo. Qualcuno infila prodotti infiammabili in buste di plastica. Qualcun altro viaggia in treno con la boccia del pesce rosso tra le braccia. Dolenti, distratti, lì a chiedersi sempre chissà com’è andata, come andrà. La poesia di Simona De Salvo lo dice: se sarà fortunato lo studente lavorerà dodici ore al giorno. Altrimenti, niente! Sfilano ritratti, figure in controluce: «Ah, sì, me ne andai a sedici anni / Ah sì a quell’epoca non avevamo un soldo». Neolaureata in filosofia Simona De Salvo, chiuso un periodo da barista, inizia la sua collaborazione con un ufficio di selezione del personale ed è redattrice editoriale per la rivista indipendente di poesia e cultura «NiedernGasse»: si interroga sulla parola. Ma che posto occupa la parola se sei giovanissima e percorri veloce Via Flarer con le chiavi nel reggiseno? La parola è tua, sì, la parola ti vien data nascendo: riscàttala. È così che nasce la scrittura poetica: è una presa di coscienza che scavalca il diritto verso l’alto, là dove si apre un territorio inaspettato. Il libro fluisce in sei sezioni e un epilogo, mentre compaiono dediche ad Anne Sexton, al poeta rumeno Mircea Cartarescu, a Raffaello Baldini: citazioni che sembrano sassolini, tracce scritte che portano fino al cerchio metallico di Rho, fino alla ricerca di una stanza da condividere in qualche città della Lombardia: c’è sempre un io, c’è sempre un tu. Ci sono due che si fronteggiano, si parlano, sul pavimento le bollette e sul fornello il cielo. Passato e futuro sul rullo trasportatore. «E c’era il Politeama alle nostre spalle /… e l’immensità del cosmo, infine, appena dopo l’elettrauto / l’iperspazio». Sì, c’è un’idea speciale di spazio nella poesia di Simona De Salvo, un’idea, una misura disumana, c’è un rapporto diverso tra l’immenso e il minuscolo: «sembrava un fenomeno interstellare». La parola poetica di Simona De Salvo è la nostra coinquilina, ci è davvero contemporanea: vive con noi, osserva e registra al volo. Come nella poesia di quei due con la vita di carta stagnola in mano : la vita da un lato e una caramella dall’altro: «è quello che ti posso offrire, mi dicesti / Me la prendo, ti risposi». Che cosa? La vita o la caramella? La camiceria brillante dei miei anni non dà indicazioni: ma quando l’Apocalisse si avvicina i versi sgorgano come dopo aver stappato una birra e il silenzio è rotto dal miagolare di un gatto in gabbia, lui sulle ginocchia d’uno studente libero, fuoricorso.

manifesto

Marco Saya Edizioni

Il sito della casa editrice è ripristinato, buona lettura!
http://www.marcosayaedizioni.net/

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Premio letterario “L’albero di rose”: i vincitori

LA PRESENZA DI ÈRATO

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Su comunicazione della Commissione giudicatrice, formata dai proff. Giovanni Caserta, presidente, Dante Maffia, Luciano Nota, Marco Onofrio e Giorgio Taffon si comunicano i risultati del premio letterario L’albero di rose, bandito dal Comune di Accettura.

Sezione poesia edita

Risultano vincitori:

1. Donato Loscalzo, L’amore, invece
2. Anna Maria Curci, Nuove nomenclature e altre poesie
3. Francesco Tarantino, Getsemani o dell’inquietudine

E’  oggetto di segnalazione:

Anna Elisa De Gregorio, Un punto di biacca

Sezione poesia inedita

Risultano vincitori

1. Onofrio Arpino, Ritorno
2. Fernando Della Posta, Matrimonio lucano
3. Sergio Gallo, Pinus leucodermis

E’  oggetto di segnalazione:

Paolo Polvani, Il pino della ferrovia

Sezione racconto breve inedito

Risultano vincitori:

1. Pierfrancesco Stella, Selva d’antropofaggi
2. Antonio Villa, L’orto degli ulivi
3. Giovanni Asmundo, Una dedica

E’  oggetto di segnalazione:

Gianfranco Iovino, Profumo di radici

Si ringraziano sentitamente tutti i…

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Sonia Lambertini, “Danzeranno gli insetti”

Sonia Lambertini, “Danzeranno gli insetti”

lambertinidanzerannogliinsettiOPERA PRIMA
a cura di Luigia Sorrentino

Nel giorno del mio giudizio
quando il corpo sarà in scadenza
la bocca sarà colma di terra
danzeranno gli insetti
il ritmo assordante non mi farà dormire
e come nei banchetti degni di rispetto
trionferanno gli avanzi
le formiche ne faranno scorta
sottomano la mappa
cenni di anatomia
viaggio di sola andata.

Sonia Lambertini vive a Ferrara. Si è laureata in Scienze dell’Educazione. Sue poesie sono apparse in antologie, riviste, blog e siti letterari on line. Questa è la sua prima pubblicazione.

http://poesia.blog.rainews.it/2016/07/sonia-lambertini-danzeranno-gli-insetti/

 

Premio Anterem 2016 opere edite di poesia

Menzione a Laura Cantelmo, Geometrie scalene
e a Sonia Lambertini , Danzeranno gli insetti
Menzione speciale a BLU di Serena Maffia
Segnalazione a Rita Pacilio per Il suono per obbedienza

http://www.anteremedizioni.it/premio_montano_xxx_opera_edita

 

Il presente (e il futuro) della poesia secondo Luca Vaglio: Cercando la poesia perduta di Pietro Russo

Il presente (e il futuro) della poesia secondo Luca Vaglio: Cercando la poesia perduta di Pietro Russo

L’agile ma interessante volumetto di Luca Vaglio, Cercando la poesia perduta, edito per le edizioni Marco Saya, è scandito in due tempi: l’articolo-indagine La poesia al tempo di internet, già apparso online su Gli Stati Generali e su Nazione Indiana, che intende “alimentare una riflessione sulla posizione attuale della scrittura poetica”; e l’intervista a Paolo Giovannetti, docente di letteratura italiana allo Iulm di Milano, incentrata sulle mutazioni profonde e radicali nella metrica italiana dall’inizio del secolo scorso ai nostri giorni, Dalla rivoluzione del verso libero alla poesia concettuale, anch’essa pubblicata precedentemente sul web nel marzo 2016.

Una precisazione però è d’obbligo: la poesia che nel titolo è oggetto di ricerca non è quell’alta espressione dell’ingegno umano che ha accompagnato le civiltà nel corso dei millenni e che, complice qualche retaggio romantico ormai ampiamente metabolizzato, è di solito associata alla sfera della creatività linguistica, della bellezza, dell’ispirazione; bensì è da intendere, nel caso in questione, come genere letterario codificato e, in quanto tale, dotato di un’apposita collocazione negli scaffali – piuttosto ristretti – delle nostre librerie. L’indagine di Vaglio, dunque, si muove apertamente sul versante sociologico della contemporaneità letteraria, privilegiando un approccio euristico, sempre suffragato da una buona quantità di dati e interpretazioni, alla materia in questione.

La tesi dell’autore, nell’indagine che apre il libro, parte da una considerazione abbastanza semplice da rilevare: in Italia la poesia contemporanea (dove, con questo aggettivo, si intende indicare le generazioni nate dagli anni Cinquanta in poi) soffre di una mancanza di visibilità che la contraddistingue negativamente rispetto ai decenni passati del secolo scorso, soprattutto quelli a cavallo tra gli anni ’60 e gli anni ’80. Il che, naturalmente, può risultare un paradosso o comunque una condanna pesante in un’era che della visibilità mediatica ha fatto il principale caposaldo della societas globale. In questo contesto internet e le opportunità offerte dai social media svolgono un ruolo non secondario per quanto concerne la diffusione del genere poetico, veicolando nuovi contenuti e garantendo nuove forme di fruizione che però, secondo il parere di Vaglio, non sono ancora esenti dal riproporre, anche nel terreno virtuale, quello scollamento tra lettori ‘medi’, benché in possesso di un alto grado di cultura, e addetti ai lavori, critici e poeti su tutti.

Lo scenario che si profila all’orizzonte è dunque piuttosto complesso e frastagliato. Lungi dal poter dare interpretazioni a senso unico di dinamiche tutt’ora in rapida evoluzione, l’autore preferisce suggerire alcune chiavi di lettura del fenomeno ‘poesia’, soprattutto in un’ottica di ibridazione e meticciato tra codici linguistici eterogenei. A questo proposito, Vaglio avvalora l’efficacia argomentativa delle sue considerazioni puntellando il discorso con validi spunti offerti da critici e studiosi del panorama letterario nazionale (da Mazzoni a Zublena, passando per Cortellessa e Viviani).
Più addentro alle forme e alle modalità della scrittura poetica risulta invece la seconda parte, dove l’intervistato Paolo Giovannetti (autore, insieme a Gianfranca Lavezzi, di un importante La metrica italiana contemporanea, pubblicato da Carocci nel 2010) ‘legge’ la crisi e le trasformazioni più recenti della poesia contemporanea come il risultato di una forte “concettualizzazione” delle pratiche odierne di scrittura, la quale, a suo dire, genererebbe un avvicinamento dell’arte della parola ad altre forme di espressione artistica: “la poesia è un macrogenere dentro il quale convivono esperienze diversissime”, conclude il critico. Tali mutazioni in ultima istanza vengono ricondotte, con perizia di interpretazione critica corroborata da una convincete carrellata di esempi, al passaggio storico in cui la metrica tradizionale italiana ha lasciato il campo, nella prima metà del secolo scorso, a un proliferare di metriche che stanno alla base di quella plurivocità dell’attuale panorama poetico italiano.
Chiude il volumetto una ricca quanto imprescindibile bibliografia critica per chi, come Vaglio, abbia intenzione di tuffarsi nelle acque della poesia contemporanea, forse poco chiare e fresche rispetto al glorioso passato della grande tradizione lirica italiana ma che non per questo cessano di scorrere verso un futuro che si preannuncia articolato e complesso come quello della contemporanea società globale.
http://www.criticaletteraria.org/2016/07/luca-vaglio-cercando-la-poesia-perduta.html

 

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