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POETICHE VARIE, RIFLESSIONI ED EVENTUALI …

Sonia Caporossi – Poesie da “Taccuino dell’urlo”

Inverso - Giornale di poesia

fotografia di Dino Ignani

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Ancora 8 giorni …

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ANNAMARIA DE PIETRO Il filo d’Arianna della Poesia

Trotter in Versi

di Luigi Cannillo

“La poesia è agita come impegno etico autoriale: il patto, il legame tra identità e scrittura poetica, forma una unità inscindibile”.

Nella prefazione a Il nodo dell’inventario (1997), la prima raccolta di Annamaria De Pietro, Flavia Giuliani scrive: “Il carattere sognante ed evocativo della parola umana, dove niente vuole rimanere al suo posto ma tutto se ne va a zonzo tra il proliferare delle analogie in un sottobosco di simboli, ha il suo trionfo nel campo della poesia. Qui l’inventario si trasforma ad ogni passo in altro da sé, poiché la dialetticità e la metaforicità del linguaggio tramutano di continuo il mondo in una sua invenzione […]. Non resta allora al poeta che cercare di appropriarsi quanto percepisce del mondo, sia esso Cosmo o Caos, a partire dalla più originaria e demiurgica delle azioni: la nominazione.” La riflessione non riguarda solo quellaraccolta ma si può estendere alle…

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La risposta del gorilla – Su “Legati i maiali” di Teodora Mastrototaro a cura di Laura Liberale

Massimo Filippi, in Ai confini dell’umano. Gli animali e la morte, riflette sulle risposte date da Koko, una femmina di gorilla, agli addestratori che le hanno insegnato a parlare il linguaggio umano:

«Dove vanno i gorilla quando morire?»
Koko risponde: «Comodo buco addio».
«Quando i gorilla muoiono?»
Koko risponde: «Guaio vecchi».

Citando direttamente Filippi: «[…] scopriamo che anche Koko sosta nei pressi del cadavere, che gli animali possono esperire la morte e che il parlare non è loro precluso. Scopriamo che Koko ci parla di un’esperienza “meticcia” della morte che “è” sia esteriorità (“guaio” = morte come accidente che viene da fuori) che interiorità (“vecchi” = morte come aspetto che è dentro l’esistenza), un’esperienza che permette di instaurare un dialogo nella forma dell’“addio” alla Umwelt (il “comodo buco”)». Ora, proviamo a immaginare quali potrebbero essere le risposte di Koko alla visione di ciò che accade in un allevamento intensivo o in un macello. Quasi sicuramente il trauma interromperebbe qualsiasi comunicazione. Potremmo leggere solo il suo corpo, le sue grida, il suo pianto. Ma all’umano i corpi, le grida e i pianti non sono mai bastati. Per l’umano, il criterio ultimo di dignificazione del vivente è l’evidenza di quella parola-pensiero che, inutile dire, egli attribuisce a sé stesso se non in esclusiva certamente in massimo grado. Vi sono alcuni, tuttavia – fra quanti fortissimamente entrano in risonanza empatica con il resto dei viventi – che tentano (consci dell’alto rischio di fallire) di “prestare” il loro linguaggio specifico, “di specie”, all’Altro; di dare voce all’Altro, quando quell’Altro – per assurdo proprio nell’espressione assolutamente non fraintendibile del dolore – rimane del tutto inascoltato. Rischio di fallire: in primis non usando in modo davvero efficace la lingua a disposizione. Come? Banalizzando, debordando nell’antropomorfizzazione, appellandosi a immediate “risposte” viscerali prive di un profondo pensamento a monte; fermo restando che si tratta di un rischio che vale sempre, e dico sempre, la pena di correre, perché il dolore non deve mai restare inascoltato.
Quando però questo rischio sia stato ponderato a lungo, quando la lingua sia stata fatta decantare per anni nell’impegno attivo vissuto in prima linea, nella decisa e costante riaffermazione di un’etica di vita, allora il risultato può essere davvero notevole, e questo è il caso di Teodora Mastrototaro e del suo Legati i maiali, da poco uscito per Marco Saya Edizioni, nella collana “Sottotraccia” diretta da Antonio Bux.
Due le sezioni del libro, due le voci collettive parlanti: quelle degli uccisi e quelle degli uccisori.

Continua a leggere su:

La risposta del gorilla – Su “Legati i maiali” di Teodora Mastrotoaro

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Libri sotto l’albero – Legati i maiali di Teodora Mastrototaro

Il taccuino dell’urlo – recensione di F. Costa

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“Madre che infliggi il dolore, guardami…”

A maggio del 2017, a Masseria Carrara, con ‘Inumanimal’ – atto performativo studiato e messo in atto assieme a Savino Lasorsa – Teodora Mastrototaro affrontava il tema, desolante, dell’industria dell’allevamento e della macellazione e della ‘filosofia’ di vita che le sta a monte. A distanza di tre anni la poetessa di Trani torna sull’argomento. Edito da Marco Saya Edizioni a ottobre di quest’anno, ‘Legati i maiali’ distribuisce in una sessantina di scomodissime liriche un malessere primordiale. In principio fu l’Infallibile a sancire a beneficio dell’uomo il “dominio sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra”. Preso in parola il Celeste, l’uomo si applicò da subito, ma con modalità artigianali. Più avanti le progressioni tecnologiche lo avrebbero portato alla Scienza della selezione genetica, dell’allevamento intensivo, dell’abbattimento e della capillare distribuzione della ‘merce’. E’ contro quest’altra ipocrita forma di progresso che la parola della Mastrototaro si scaglia. Pure, la sua composta filippica non necessita di punti esclamativi. In ‘Legati i maiali’ l’orrore e l’indignazione sono tali da smussare la rabbia, lasciando spazio a un canto dolente che chiama l’Orrore per nome, variando la soggettiva, che ora è quella della vittima, ora quella del carnefice (questo travet della mattanza). Ma proprio perché l’Orrore trova esposizione da teatrino anatomico, la percezione dello stesso, qui,  avviene come sotto anestetico, sicché il lettore – il quale al 99%  è pure un consumatore di carne – stenta a farsi capace della personale correità nel massacro di oche ingozzate sino a far scoppiare il fegato, di polli nati in gabbia e mai destinati a vedere la luce del sole, di pesci gettati vivi nei congelatori a bordo dei pescherecci, di bovini ‘storditi’ serialmente in stanze della morte più efficienti di quelle in esercizio a Birkenau. Esiste l’Aldilà degli animali?… “Madre che infliggi il dolore, guardami…”, sembrano dire pecore, tacchini, orate, puledri, vitelli… Essi sono “gli ultimi stracci di carne” (frollata, “la carne è felice”), che “tramontano” involvendo in ragione di “necrologi senza storia”. Ma “l’imbroglio del male” vela lo sguardo dell’uomo. E in cielo (che “è una bugia”) le stelle restano a guardare. Fra acuti lirici rabbiosi e cupi, teneri e accorati, pregni d’un senso d’impotenza, si svolge una poesia d’accusa economicamente scorretta, affilata come un bisturi, greve, tragica e allucinata. La copertina di ‘Legati i maiali’ non reca immagini, decorazioni d’alcun tipo. Non poteva essere diversamente. Foto di bestie incolonnate e in movimento verso il boia, oppure di filari di quarti di carne appesi ad un uncino o ancora del banco macelleria di un ipermercato non sarebbero riuscite a gridare il dolore di una presa di coscienza da cui non si torna più indietro meglio di quanto riesca a fare la parola di questo libro. Dal canto nostro si sarebbe potuto corredare queste righe di un ‘bellissima’ immagine reperibile in Rete : il primo piano di un cavallo dall’occhio stralunato sulla cui fronte lo storditore ha posato la bocca della pistola… Meglio invece il soffio mite che spira dall’espressione di una poetessa non rassegnata al tramonto della speranza e del buon senso. Un fiore contro la morte. Una ‘Tea’, per esempio.

Italo Interesse

https://quotidianodibari.it/madre-che-infliggi-il-dolore-guardami/?fbclid=IwAR1Ssw_Qxawwr64vvO2nm81VYIlh1ymkSgtHjuycVrsjcnWjZexUfpysj6s

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Giacomo Leopardi – L’infinita solitudine

Sulla piattaforma digitale Torrossa è da oggi possibile acquistare Giacomo Leopardi - L'infinita solitudine a cura di Sonia Caporossi

https://www.torrossa.com/it/resources/an/4723579?qt=any_keyword_search&q=l%27infinita%20solitudine&rows=20&sort=score%20desc%2C%20pub_date_sort%20desc%2C%20title_sort%20desc&start=0&page=0&publisher_code=F89080&type=Search&itemnumber=0&rows_original=20&uri_original=%2Fit%2Fsearch%2F&fbclid=IwAR2upI1Mog95h3t3PSR-lSO2nLqz-CYtkQCfHN_mzbF2czxxjnR0y51RJW0