poesiaoggi

POETICHE VARIE, RIFLESSIONI ED EVENTUALI …

Presentazione collana Sottotraccia, diretta da Antonio Bux per la Marco Saya Edizioni di Milano – Venerdì 23 Novembre.

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Presentazione della collana Sottotraccia, diretta da Antonio Bux per la Marco Saya Edizioni di Milano. Oltre al curatore e all’editore, saranno presenti gli autori pubblicati, per un reading collettivo presso la Libreria Open venerdì 23 Novembre in Viale Monte Nero 6 (Porta Romana) – Milano, ore 18. 

Letture di

Bruno Lugano da “Nel rovescio del perdono”

Andrea Gruccia da “Capelvenere”

Simona De Salvo da “La camiceria brillante dei miei anni”

Giorgia Meriggi da “Riparare il viola”

Antonio Bux da “Sativi”

Lalli da “Nevicherà sul mare”

Davide Romagnoli da “El silensi d’i föj druâ”

Saranno presentati anche i prossimi autori, in uscita a breve, Valentina Murrocu e Letizia Di Cagno.

Seguirà aperitivo. A presto per maggiori dettagli ed info.

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Presentazione “El silensi d’i föj druâ” di Davide Romagnoli

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Presentazione e incontro con l’autore Davide Romagnoli.
Presenta l’evento lo scrittore, traduttore, attore e regista teatrale Giovanni Greco.

Empiria Edizioni, via Baccina 79, Roma
26 Ottobre, h. 18,00

“”Con El silensi d’i föj druâ (Il silenzio dei fogli consumati), Marco Saya Ed., Milano, 2018, entriamo in un mondo rarefatto nel quale regna una forma di meditazione sul presente nella percezione del non-essere, del tempo, del vuoto che circonda i luoghi e le esistenze. [..]
Lontano da ogni folclore e bozzetismo, il dialetto diventa lingua rappresentativa nel nulla sociale e metafisico, nelle aspettative e negli esiti così incerti del vivere di oggi, in particolare per i giovani. Il fatto di utilizzare una lingua in estinzione per le inquietudini e la staticità del presente rende quella lingua ancora più preziosa. Di fronte alle tante suggestioni della cosiddetta “realta aumentata” attraverso il digitale, questa è la lingua della realtà ridotta ad astrazione, essenza.
Sono ricche queste prospettive di rinascita, per un dialetto che come strumento di comunicazione è quasi estinto. Forse, proprio per la radice e per le ragioni profonde della poesia e del dialetto stessi, per entrambi, solidalmente intesi, si realizzano anche impreviste reincarnazioni, eroici colpi di coda, come linguaggio interiore, lingua identitaria che si fa letteraria, poetica, anche in aperta contraddizione con l’impoverimento del linguaggio comune.””
(dal saggio “Nel mè Dialett” di L. Cannillo, Arcipelago Itaca, 2018)

Presentazione del terzo numero della rivista allo IED

maradagalevento

Si lancia il nuovo numero del Maradagàl, “Questioni di gusto”, con la collaborazione dello IED di Milano. L’incontro vuole essere l’occasione per presentare il lavoro dei giovani che hanno partecipato al progetto, raccontando lo scambio fra parola e immagini. Scambio importante in uno spazio interdisciplinare come il Maradagàl, rivista non solo letteraria che punta al bello come categoria estetica conoscitiva in una attiva integrazione dei linguaggi. Tema di questo terzo numero è il gusto, categoria che da sempre ha sfidato i limiti del puro piacere per porsi come modalità di apprensione e conoscenza, ma che oggi, con i like d’approvazione su Face¬book, deve fare i conti con la mancanza di criteri adeguati a farne emergere il valore di esperienza critica.

Nota di Gordiano Lupi sulla raccolta Capelli struggenti di Franz Krauspenhaar

Capelli struggenti

di Franz Krauspenhaar

Marco Saya Edizioni – Pag. 90 – Euro 10

Franz Krauspenhaar è poeta anche quando fa prosa, ma quando scrive poesia tocca vertici di sublime bellezza difficilmente eguagliabili in questo asfittico Duemila letterario. Non credo che Franz si definirebbe uomo del Duemila, sono sicuro che come il concittadino Vecchioni opterebbe per la definizione di uomo del Novecento, secolo che ci rende orgogliosi di esserci nati per la grande fioritura culturale che l’ha caratterizzato. Krauspenhaar ha pubblicato nove romanzi, un saggio e cinque raccolte di poesie, tra le sue ultime operazioni intellettuali ricordiamo la pregevole collaborazione a una rivista culturale imprescindibile come Il Maradagal, ben diretta da Sara Calderoni. Capelli struggenti è una raccolta intensa e poeticamente uniforme composta da quattro sillogi: Momenti intimi – Strani momenti – La pertosse dell’anima – Complimenti, bistecche, laghi, il terrore, l’orrore, appuntamenti al buio, i capelli … Capitolo conclusivo affidato alle prose liriche del Gran finale con corse, violoncelli, merde, e i pezzi che ci compongono. Filo conduttore il pessimismo cosmico, il senso della profonda vacuità della vita, condito di sferzante ironia, quasi sarcasmo, che accompagna tenebrosi pensieri di morte incombente sui nostri giorni, compagna invisibile ma sempre presente, tale da rendere il poeta come un foglio giallo, sotto una biro che non scrive. Liriche che parlano di suicidio, angoscia, disperazione, mancanza d’amore, solitudine, assenza di speranza, viaggi verso terre lontane come la Thailandia, fratelli scomparsi in una feritoia della vita, madri ritrovate nel profumo di vaniglia, incubi che recano risvegli ansanti e sconvolti. Versi senza speranza come: Siamo tutti invecchiati/ non è stato difficile, il tempo/ ruba e scava dove trova, anzi trova/ sempre terra e detriti. Ma anche: In vent’anni non ho conosciuto nessuno/ ho incontrato migliaia di persone/ senza conoscere anima viva/ non sono solo, siamo in tanti/ ad essere soli. La morte immaginata come un’ultima birra, un domani che non avrà luogo, un’ultima pigione da pagare. E poi l’inutile estate, la prigione ad aria aperta, in attesa di un nuovo inverno, pronta a sfondare ogni residuo benessere, una disperazione che continua a perpetrare i suoi incubi e a diffondere dolore. Stupende le prose finali, a tratti persino bukowskiane nella loro espressività diretta, senza fronzoli, ma sempre attente a conservare la musicalità delle parole. Concludo dicendo che Capelli struggenti – come ogni libro di poesia – si apprezza di più se letto a voce alta, declamato o recitato, come ho fatto questa sera prendendo mia figlia come cavia, che cercava un libro per addormentarsi. Ha resistito abbastanza, sino a La pertosse dell’anima, apprezzando le liriche e interrompendo per chiedere il significato di alcune parole. La poesia non è morta, come affermano certi soloni, sono i veri poeti che scarseggiano, oltre a mancare editori competenti e appassionati. Krauspenhaar e Saya sono una coppia che non delude. Confezione spartana e prezzo accessibile: 10 euro per un libro intenso e coinvolgente che ti fa venire voglia di affrontare subito una seconda lettura.

Gordiano Lupi
http://www.infol.it/lupi

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foto di Marco Saya Editore.

Vi aspettiamo!

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Il Maradagàl cambia veste grafica!

Il Maradagàl cambia veste grafica! Diego Barbolini realizza per noi il nuovo logo, mentre il progetto grafico e l’impaginazione sono a cura di Davide Sottile. Sono arrivate le prove di stampa: presto un’anteprima per cominciare a conoscere il nuovo Maradagàl realizzato in collaborazione con lo IED Milano. Vi anticipo anche la data del lancio: mercoledì 24 ottobre, ore 18.30, vi aspettiamo nell’Aula Magna dello IED. Potete seguirci sempre anche su Instagram e Twitter.

Evento letterario

El silensi d’i foj drua

con Davide Romagnoli, Paolo Cerruto, Nino Iacovella

«Le cose che vediamo e tocchiamo ci sono. Quelle che non vediamo e tocchiamo le mettiamo in discussione. In queste poesie anche quello che si vede e si tocca viene messo al vaglio: le sostanze, le costitutive del fiore, le risposte della scienza, le componenti dei colori. Se fosse il contrario la scienza non esisterebbe neanche, perché non ci sarebbe indagine e dubbio. Ogni volta c’è qualcosa che non conosciamo. È quello che viene suscitato in ognuno di noi, quello che sembra inafferrabile. Non è il colore, l’odore, ma la vita stessa del fiore, la pioggia, la casa, il camminare della gente, di se stessi: tutto ci mette davanti al mistero. […] Quello che si nota nella poesia di Romagnoli è l’emozione di fronte al mistero delle cose. Il proprio dubbio e la propria consapevolezza di fronte al non sapere, in un rapporto simpatetico con le cose e il mondo intorno»
(dalla prefazione di Franco Loi)

Davide Romagnoli presenta El silensi d’i foj drua (Marco Saya Editore), con Paolo Cerruto e Nino Iacovella.

13 ottobre 2018 — ore 19.00

verso libri, incontri, bar

corso di Porta Ticinese, 40
(angolo via De Amicis)
20123 Milano

tel. 02 83 75 648

bus 94 — Colonne di S. Lorenzo
tram 3 — Colonne di S. Lorenzo
tram 2, 14 — piazza Resistenza Partigiana
M2 — S. Ambrogio
M3 — Missori

verso – libri, incontri, bar

ANTEPRIMA EDITORIALE – Valentina Murrocu, “La vita così com’è” (collana Sottotraccia, a cura di Antonio Bux, Marco Saya Edizioni)

DISGRAFIE - blog di poesia a cura di Antonio Bux

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La poesia di Valentina Murrocu (Nuoro, 1992), parte sostanzialmente da un’osservazione di tipo cogitante ed oggettivante dell’esistenza, per dare però senso all’io, all’angoscia che questo io mentale rigetta sull’io fisico, sull’io materico. E il risultato di questo inceppamento quasi robotico è un verso disturbato, sincronico, che genera un corto circuito sintattico, ma a sua volta anche una sinapsi poetica tra l’invocazione scrivente e il sentimento evocativo. Dunque non è soltanto poesia di un certo sperimentalismo, quella della Murrocu, ma è soprattutto un solco di pietra psichica e animale, una specie di monolitica appartenenza al contemporaneo, ma a quel contemporaneo positivo, ossia a quel contemporaneo privo di facili sentimentalismi ma ben conscio del suo diventare carne ed etere verso la pura assenza. Ed è così che in questo suo tentativo di distruzione/ricreazione – attivato attraverso un sistema di interscambi verbali/semantici serratissimo – la poetessa prova a dare voce all’annosa e umanissima…

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Leopoldo Attolico e una vita di poesia

Zonadidisagio

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La poesia è una cosa seria. Ma diffidate dei poeti che si prendono troppo sul serio. E oggi ce ne sono tanti che ritengono la loro opera, indispensabile  al contesto letterario del momento in cui vivono. Sono convinti di aver scritto il libro fondamentale dal quale non si può prescindere: senza di loro crolla il mondo delle patrie lettere.

Invece, nella poesia assume un’importanza suggestiva la componente ironica. Perché l’ironia è la coscienza della modernità.

Un poeta che certamente non si prende sul serio è certamente Leopoldo Attolico. Questo personaggio eccentrico si definisce l’originale rappresentante  della “poesia antistress” (giocosa/ironica/autoironica), perché convinto che il disimpegno impegnato-nella sua valenza antimelodrammatica/ antielegiaca – può costituire  una delle possibili modalità per rappresentare, commestibilmente e senza ulteriori traumi, anche lo strutturatissimo male di vivere contemporaneo.

Anche adesso che Leopoldo ha deciso di raccogliere in un unico volume i suoi cinquantadue anni di attività poetica continua…

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