poesiaoggi

POETICHE VARIE, RIFLESSIONI ED EVENTUALI …

Mese: febbraio, 2012

Nel tempo andiamo a zonzo

nel tempo andiamo a zonzo,
così un bar vale l’altro
come una guinness scura
alterna una media chiara

così il tramonto precede l’alba
e le stelle sono sempre lì
e il bus giunge al capolinea.

solo quel camper sceglie
il rifugio della notte
per poi ripartire

chissà dove
chissà perché
chissà cosa immaginava

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Pallottoliere

mi piace pensare
al fatto
che tutti pensano
di essere più belli,

più furbi,
più ricchi,
più immortali,
più intelligenti

e poi quando muore
il tuo vicino di casa
toccano ferro
aspettando di rimandare
il proprio turno.

è – dunque – solo
una misera conta
che li tiene in pista?

un pallottoliere è l’unico
senso della vita?

forse sì, appesi, deboli,
a una catenina
di palline di plastica
presa a un mercatino
per poche lire,
tanto vale la considerazione di sè.

Incubo mediatico

stanotte ho sognato
che la rete diventava la mater
di tutti gli imbecilli.

il contenitore televisivo,
in massa con le sue faccine digitalizzate,
memore di vetuste fughe bibliche,
si trasferiva e si plasmava
nel network  in un abbraccio mortale.

la congiunzione mediatica era avvenuta
raggiungendo il suo obiettivo
o fine ultimo.

beati gli ultimi perché saranno i primi
ed i primi perché saranno gli ultimi.

l’esercito dei medi aveva, così, vinto
questa lunga ed estenuante guerra
pronto a dettare le condizioni
per una pax durevole caratterizzata
da totalizzanti e uniche larghe intese.

sarà stato davvero un incubo?

Nonchalance

L’informazione con nonchalance parla di corpi che scavalcano altri corpi, di auto sventrate in gelide autostrade, di utilitaristici perdoni, di amori e di odi, di bianchi natali perchè il nero è un’alterazione della melanina, sempre con nonchalance ci spiega che il voto in condotta sconfiggerà i bulli di quartiere, che la disoccupazione è un malato immaginario, che la pasta è rincarata in un anno del 50% e che dietro i morti ammazzati c’è sempre la mafia o l’iceberg del sesso malato. il tutto condito con estrema e fine nonchalance, come il non rispetto per le vite umane, quasi un ricco pallottoliere o misera conta da tenere aggiornata per fauci spalancate e bavose. mi piace questa nonchalance, quasi un nuovo gioco per bimbi annoiati ed estranei, una spietata caccia all’altrui destino. continuiamo così, con nonchalance.

Presentazione della rivista “di poesia e ricerca” Il Monte Analogo N° 14

                              Quintocortile    Viale Bligny, 42 – 20136 Milano – tel. 338. 800. 7617


COMUNICATO STAMPA

“tanto ti prego più, gentile spirto,

non lassar la magnanima tua impresa”

F. Petrarca

lunedì 5 marzo 2012 alle ore 18

presentazione della rivista “di poesia e ricerca” Il Monte Analogo (N° 14 – Dicembre 2011)

Il Monte Analogo, rivista semestrale sorta a Milano nel 2004  su iniziativa del poeta Giampiero Neri, promuove le sensibilità artistiche individuali, pubblica su ogni numero i testi di quindici  poeti approvati da tutta la redazione e propone  incontri fra i lettori della rivista e le più promettenti personalità creative del nostro tempo

Saranno presenti:

Giampiero Neri  e i direttori e redattori della rivista

I collaboratori a questo numero: Lorenzo Gattoni, Aldo Marchetti, Luisa Pianzola

Le poete e i poeti: Rinaldo Caddeo, Luisa Colnaghi, Anna Maria De Pietro,

Alessandro Magherini, Marina Massenz, Paolo Pagani,  Angela Passarello,

Maria Cristina Pianta, Ernesto Ponziani, Lucia Sansonetti, Stefano Santosuosso,

Marco Saya, Fausta Squatriti,  Wolfango Testoni, Cristina Tirinzoni, Flavio Vacchetta,

Giuseppe Zanotti.

I graditi ospiti Pancrazio Luisi, Ottavio Rossani, e altri a sorpresa

Su questo numero si trovano:

– un editoriale intitolato: “…Ofelé fa el tò mesté…”

– una prosa di Giampiero Neri intitolata Tracce con un commento di Roberto Caracci

– un incontro di Lorenzo Gattoni con la poesia di Luisa Pianzola

– un omaggio di Aldo Marchetti alla vita e alla poesia di Virgilio  Giotti

– le poesie di quindici poeti selezionati dalla redazione 

– dieci recensioni, opera di altri poeti: Paolo Rabissi, Lorenzo Gattoni, Giorgio Luzzi,

   Meeten Nasr, Daniele Santoro, Roberto Caracci, Angela Passarello, Nino Iacovella.

Situazione temporanea

l’occhio scivola sul pavimento.
vicino allo zerbino.
fuori dalla porta.
scende le scale (solo un piano).
esce sulla strada.
osserva il tombino.
attraversa il marciapiede.
guarda una saracinesca.
si è fatto tardi.
torna sui propri passi.
ritorna nell’orbita.
altezza differita.
l’orologio è l’orizzonte.
prende l’ascensore.
dimensionale del chiuso accetta l’intruso.
da linea a superficie.
geometria piana.
piano il punto si colloca
(situazione temporanea).

Ombre

ombre
ineluttabili
avanzano.

il marciapiede
da dietro
osserva
l’asfalto
macchiato.

non una nube
ma il buio
della presenza
copre
l’assenza
del passo,
indifferente
nella direzione.

Natura

la natura è eterna
come il tempo
e il tempo piega
i nostri corpi.
quel tronco secolare
ne ha viste
di tutti i colori
ed io appongo
la mia firma
come le visite
al museo di storia.

Pifferai

si soffia il piffero per sputar suoni ( odo la traviata o take five o serenata rap ) in questo mischio bestiale che Nessuno vuole sapere e conguaglia a un’approssimazione o in un bar si sosta per sosta vietata e quel cane piscia dove gli pare giusto che pisci a caso e noi in quelle maledette turche senza mai una cazzo di chiave per poi ripartire in un altro passeggio di cloni che camminano e non salutano, povere bestie bestiame, ecco il tir che sfreccia e il mischio confonde il maiale maiali disossati imperturbabili nell’idiota idiozia del mal comune mezzo gaudio e intono a love supreme ma quale amore supremo che Coltrane ha ciccato con il partito dell’amore che qua tutti si detestano, santi poeti e naviganti  tra quattro incroci senza un semaforo, maledette rotonde che bisogna rallentare e il semaforo giallo intermittenza delle disgrazie notturne allunga la vita e l’autunno già sopravanza banalità tra in-facezie del nulla vuoti a perdere ma sempre noi perdiamo che una clava allora sortiva il suo effetto e invece qui nelle piazze solo a sbraitare e continuiamo a soffiare il piffero e a sputar suoni e chi suona il gong, tanto si sa che vince il croupier e questo mondo come un casino casinò e tu ti accontenti di infilare un euro nella slot e poi scappi via perchè non hai la cravatta che poco cambia e arrivi nudo per infilarti nel letamaio letto di varie prestazioni, tanto sperma raffermo per sporcare un lenzuolo immacolato ( chissà che direbbe la vergine Maria? ) e poi quella maledetta sveglia ti ri-pensa sul Che Fare e che vuoi fare se non un caffè in quel bar con quel cane che ti ri-piscia vicino per affetto, almeno a lui nessuno scriverà quattro fesse righe di necrologio e giri a vuoto in qualche temporary management perché il business ti scarta e Che Fare le pulizie in una scala dove il filippino ti ha già fregato e continua a soffiare il piffero, pifferaio prendi un’anguilla mettila in un cesto e raccatta qualche centesimo da altri pifferai e poi assieme udite il canto di Nausicaaaaaaaaaaa e schiantatevi in quell’isola che di morti il mediterraneo è pieno e non fa differenza tirare a campare o morire, tanto un mondo vale l’altro.

Al Kooper and Mike Bloomfield – Albert’s Shuffle (1968)