poesiaoggi

POETICHE VARIE, RIFLESSIONI ED EVENTUALI …

Mercato

Che cosa vorrei da suoni confusi
– divergenti –
nell’alfabeto randomizzato
di file intrecciate,
gomitoli rauchi nella chiassosa stia
dell’arca sopravvissuta?

Che cosa potrei scegliere
nel bancone del pesce,
non è mai venerdì
e le cozze saziano il tempo
dell’antipasto?

Che cosa dice mia madre,
incerta nel dubbio del dubbio,
certa di quell’unico riferimento,
la stella più lucente
che fissiamo nel buio
di una delle tante notti buie?

Il passo del bambino anticipa la sosta
in quella panchina ove trovo la risposta
e la mia vacuità respira l’aria di sempre.

 

Rette

di parallele all’infinito
scorrono rette
che si intersecano
in-grate così l’effetto
dell’incontro è
la finzione del finito