poesiaoggi

POETICHE VARIE, RIFLESSIONI ED EVENTUALI …

Eternit

ho visto un servizio
sui baraccati alla periferia di Napoli
( c’era stato un terremoto )
in tuguri fatiscenti ricoperti d’eternit
risalenti all’80,
( la ricostruzione ) ,
e l’aeternitas parrebbe non dover
essere sinonimo di “tumor”.

Una pagina su Milano

dove vai?” mi chiedeva mia madre
solcata dalle rughe della paura,
ancora non so”,
le rispondo (dopo vent’anni)
da guitto di circonvallazione,
sempre un casino Piazzale Lodi
sino al prossimo semaforo
e gli attimi ti consumano le mani,
anche il volante si deteriora!

passa il tram.
quelli di una volta.
il pirellone (l’unico con i tacchi) rifatto.
come vernissage di baldracca.
lo sporco confina con transenne.
sigillano un domani pulito.
anche il vecchio regime restaurato.
non muore mai, quello.
sopravvive tra avanzi di idea.
così scorre la vita.
così passeggi per il centro.
hai fatto centro.
le freccette, un lontano ricordo dei navigli.
in qualche bar dove il calcetto
accoglieva giovani ossa.

quelli del quartiere.
ci ingrigiamo
nello stesso modo.
trent’anni di saluti.
con un semplice
cenno della mano.
tutti con i nostri vizietti.
la tabaccaia ladrona.
la puttana con quel suo
fare da Esselunga.
il farmacista un po’ erborista
e l’erborista un po’ farmacista.
il fiorista pakistano (new entry)
con l’edicolante
dal sorriso difficile.
il negozio del liutaio,
oramai una foresta di legni.
gli inquilini con le urla
dei bambini nel recinto
adibito a campetto.
il verde che si attenua
e il nero accentua
la sua presenza.
questo è il mio quartiere.
questa è la mia Milano.
oggi.

Chi sei?”
cosa fai?”
“cosa vuoi?”.
vocabolario da happy hour.
damine in tailleur.
pinguini in doppiopetto.
un cinema?”.
si prosegue con il brunch
domenicale al Diana.
la sfilata del nulla
deturpa la maestà del liberty.
la business class cena alla Risacca
con i pullover di Missoni.
corso Como.
campi di concentramento de luxe
accolgono quelli che si divertono.
cecchini riempiono le stie.
liberi e belli concludono la notte.