poesiaoggi

POETICHE VARIE, RIFLESSIONI ED EVENTUALI …

Mese: febbraio, 2012

Conati

il bambino sprangato da tatamater
o solerte madre urla la sua rabbia
tra il rombo dei rumori

(la radiorapper al massimo,
marmitte inorgoglite, ultimi sputazzi
di rottamate con interni in similpelle nera
)

accresciuti alla fermata,
arriva e riparte, il bus.
(chiudo la finestra)
il silenzio ripiomba,
conato da monitor-dipendente.

*

saltata la pozzanghera,
infuso di bitumi su cui specchiarsi,
nella misura dell’oltrepasso,
stizzite metafore serrano la ”clerk
per stecche evitate
da concitata regia.

*

passeggio per i tombini,
sotto non conosco l’ode
del sopra calpestato.
un tubo mi ispira di più,
mi ricorda la vecchiaia
vera della ruggine.
cammino tra l’erba,
poco curata a dire il vero,
sfioro stie somiglianti
ai reami del porfido,
il tutto si mesce
nella comune indigestione.

Etichette

sei di destra?
no, di sinistra,
un po’ giustizialista
nonché populista
e indi qualunquista,
sincero ateo democratico
un po’ cattocomunista,
movimentista
e futurista,
camorrista
e fascista,
razzista
e abortista,
sessista
e moralista.

ricapitolando:
cosa sei?

Bluesman

Il suonatore di blues scese dal carro trainato da cavalli affaticati. Faceva caldo. Aveva sete. Piegato dalla stanchezza di una dura giornata di lavoro si apprestava a raggiungere la locanda. Un tramonto velato faceva posto alle spinte di una sera come le altre, sempre le stesse. Non aveva voglia di esibirsi, quattro neri come lui si rinfrescavano attorno a un tavolaccio di legno. Prese l’armonica a bocca e iniziò la triste melodia, arrugginita come lo strumento che soffiava su labbra screpolate e sanguinanti. Gocce rosse intrise di sudore accompagnavano il ritmo che cadeva nella battuta di dodici misure, dodici le ore chino su un campo e la pausa di un sospiro per un goccio d’acqua.

You all have been wonderin’” , “Tutto ciò che hai avuto è stato meraviglioso”, cantava in ripetizione il suonatore di blues.

You all have been wonderin’”, ma cos’è che aveva poi avuto dalla vita?

I try to say something people”, “Provo a dire qualcosa alla gente” proseguiva la canzone. Ma cosa poteva dire alla gente, a quella gente che lo sfruttava e poi pretendeva di ascoltare la sofferenza di un disgraziato che a malapena si reggeva in piedi e che per di più doveva anche sorridere agli sparuti applausi del finale?
Il locale ora era pieno. Ragazze dalla pelle bianca lo guardavano incuriosite.

When I first met you baby, baby you were just sweet sixteen “, “Quando ti incontrai per la prima volta baby, baby tu eri soltanto una dolce sedicenne “: la prima e unica volta che una sedicenne gli si era avvicinata portava ancora con sé i segni delle frustate per aver osato strizzarle un occhio.

New Orleans 1870

Sovente, di notte, mi capita di restare a lungo affacciato alla finestra ad osservare la stazione della metro che collega la mia città alla periferia e che appare, nel buio, come una cometa luminosa sospesa sulla terraferma. Tra quella scia di luci, vicino alla coda che fa sparire inesorabilmente l’ultima carrozza del treno che si dirige verso l’ignoto, posso affermare con sicurezza di aver intravisto, almeno un paio di volte, aggirarsi lo spirito del Blues”.

Milano 2012

Il presente

nell’ora d’aria tuffo nel sentore
del che cosa si dice,
niente affermo,
sogno i trifidi
e poi Peter cavalca la moto
e la strada non termina mai
e le strisce bianche accorrono,
mi abbracciano,
light my fire,
un bel sound,
lo sballo della mia epoca-segmento
in quella dimora
che amante mi hai tradito
per la fuffa del presente.

Quiete

cerco
pace
nel
contenere
un attimo
di fretta

Domani 25 Febbraio…

Notte

dov’è Dio?”
qualcuno muore.
adoro la notte senza luci.
la città riposa.
quattro fari di passaggio illudono.
per un momento.
tutto torna come prima.
prima dell’alba.

 

Scimmia

confessa scimmia”,
gli hanno detto.

figlio di un dio minore
il branco dei lupi
osannava così
l’altro dio.

vergognati
nazione
persa
tra
mercanti di schiavi
e
bambole di cera

superficie rasa

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Storie di ordinario razzismo

Il 30 settembre 2008 a Parma un ragazzo ghanese mentre si trovava nel parco, all’improvviso, alcune persone – senza qualificarsi come agenti – l’hanno inseguito, gli hanno puntato la pistola addosso, l’hanno malmenato e portato in caserma dov’è stato ripetutamente umiliato

Oblò

Quanti fili per la città
grovigli muti
boccheggianti dai finestrini
orecchie incollate a pacemakers
detriti di comunicazione
rovinosi affanni
appannati tra vitrei stagni
come oblò obliati

Profumo

se sentissi il tuo profumo
come leggera brezza marina
un alito di candore terrebbe
il fiato sospeso nell’eterno gioco
di pelli che si cercano
si annusano tra virgole di angoli
prima che il cerchio si chiuda
e poter di nuovo respirare