poesiaoggi

POETICHE VARIE, RIFLESSIONI ED EVENTUALI …

Mese: marzo, 2012

Caos

sgocciolano pensieri
(ora devo andare dal barbiere)

sulla pozza del nostro vivere
(stasera porto le camicie dalla mamma)

una pioggerella sottile solletica la macchia
(ho cambiato lavatrice, una Rex per tutte le stagioni)

il dilemma non scioglie il nodo
(ho mal di testa, prendo un’aspirina)

ricordo il triste passaggio di un feretro
( ride il bambino dietro la palla)

l’aquila dall’alto non distingue i contorni
(gli occhiali mi aiutano a leggere)

il senso di tutti accresce la babele del caos
(il traffico non mi permette mai di essere puntuale in ufficio)

troppe volte sento l’ipocrisia del vuoto
(rotola l’heineken lungo i navigli)

bastardo il giorno in cui siete nati
(pitbull da combattimento poi abbattuti)

convinti di narcotizzarci con quattro tette al vento
(così la poesia mostra il culo di Roberta)

il bordello si arricchisce di casse e cassieri
(il discount non è più conveniente)

il nodo stretto chiede una risposta al saggio
(che caldo!, la cravatta soffoca il respiro di chi vuol capire)

e pensare che la brezza sussurra le pause
(lo spartito impolverato canta un’altra tonalità)

un maestro distratto dirige il burattino
(pinocchio mente sapendo di mentire)

l’amore vive nel dilemma dell’insicurezza
(m’ama, non m’ama, non ci amiamo)

per poi salutarci con un au revoir
(altra corsa altro giro prima di schiantarci)

infine tutto si somma nella conta delle sconfitte
(uno più uno potrebbe anche fare tre)

l’unica vittoria sta nel comune epilogo
(la matematica non è un’opinione)

(2003)

Chaos

Thoughts are dripping
(now I must go to the barber’s)

On the pool of our lives
(tonight I’m going to take my shirts to my mother’s)

a soft rain tickles the spot
(I’ve changed my washing machine, a Rex for all seasons)

And the dilemma does not undo the node
(I have a headache; I’m going to take an aspirin)

I remember the sad passage of a casket
(the child laughs behind the ball)

The eagle from up high can not make out the contours
(the glasses help me read)

And the meaning of all this increases the Babylonian chaos
(the traffic never allows me to be on time at the office)

Too many times I feel the hypocrisy of the void
(the Heineken rolls along the ships)

Damn the day you were born
(fight pit-bulls later defeated)

So sure they could stun us by flaunting their breasts
(that’s how Roberta’s rear end is immortalized in poetry)

And the brothel gets more and more cashboxes and cashiers
(a discount is no longer suitable)

The tight node asks the wise one for an answer
(it’s so warm! the necktie stifles the breath of who’s trying to understand)

And to think that the breeze whispers the pauses
(the dusty score sings another tone)

A distracted master pulls the strings of the puppet
(Pinocchio lies, aware of his lies)

And love lives in the quandary of insecurity
(loves me, loves me not, we don’t love each other)

to then part with an au revoir
(another race, another turn before shattering into pieces)

Finally all defeats are added together
(one plus one could also equal three)

The only victory is in the common epilogue
(mathematics is not an opinion)

Traduzione di Maria Burnett

Il balletto del carrello della spesa

“perché guardi fuori?”

eppur nulla si muove

( flash )

ricordo quei convogli
che, allora, avevano
un’unica destinazione

( rincaso )

scorgo ombre indefinite
sfiorarsi indifferenti

zattere sparute
colme di giovani precari
vagano naufraghe
sull’asfalto dolente

quelli delle agenzie immobiliari
( i primi che ho avvistato a riva )
entrano in un bar
per un fugace panino,
quattro chiacchiere posticce
sul pallone,
sull’happy hour pomeridiano
e poi come galli spelacchiati
ri-dentro le stie

(( quei pochi rimasti
con un contratto co-co-co-(de)
come da stia
))

e i vecchi non ci sono

dove sono?

alla Billa con il carrello della spesa,
una lunga fila alle casse
di cassa integrati,
disoccupati,
esondazioni di esodati,
indignati

a quarant’anni
si è già vecchi
inservibili, rottamati
come gli euro zero

e campare ( forse ) altri quarant’anni
per il sorriso di giovani cassiere
che come fate svaniscono
in fitte e umide boscaglie
accresce l’abbandono,
l’isolamento

e con chi parli, allora,
se non con il somalo
e il suo elefantino nero
che ti fissa muto?

anche lui sfuma
nell’effetto flou di una cartolina
della sua Africa

e i riferimenti cambiano,
poi spariscono
e il triste balletto del carrello
ri-inizia da capo

come una Maiuscola
inizia facoltativamente una frase
per poi chiudersi facoltativamente
in un punto
o in quell’ad libitum
che tutto comprende
nell’immobile disperata
rassegnazione

( riflash )

ricordo quei convogli
che, allora, avevano
un’unica destinazione

( 2012 )

Presente

se dovessi rappresentare
il tempo che vivo
sarei imbarazzato
nella scenografia
di una parete bianca
che avvolge quattro cocci
di bottiglia lasciati
lì per caso
da uno sprovveduto
il cui alito confonde
l’ordinaria puzza

( 2002 )

Di(o)strazione

la pioggia
( a macchie )
inonda il mondo

si dimentica di chi ha sete

un Dio distratto
( uno dei tanti giullari della nostra Mente )
bagna le sue piante

sempre le stesse

Ma…non bisognava dar da bere agli assetati…?

( 2004 )

Gimme Shelter 1969 – The Rolling Stone

Raccontarsi

Luce, luci da oscuro ventre,
primi vagiti di chi già vecchio nasce,
vita di una sveglia, pila quasi scarica.

Coro, coristi di atavico rituale,
porpora il colore di una veste sacra,
consuetudine di un profano e di un profumo.

Strada, strade da percorrere senza una direzione,
affluenti di viuzze in chimeriche allucinazioni,
visioni frastornate di un reale confuso.

Bambini, uomini, intervalli di altezze differite,
segregazione di un corpo che consuma e non digerisce,
rullo compressore di anime lacerate e calpestate.

Amore, amori, prese di corrente alternata,
masochistico rito per bestie incattivite,
foreste, metropoli senza verde per pascolare.

Sorriso,sorrisi di ipocriti Giuda,
quattro monete per un assegno in bianco,
futilità di vendere una ragione vuota.

Poesia, poesie di Noi a metà,
perfezione irraggiungibile di ignote divinità,
scheletri di calcio ossidato dopo una lunga stagione.

Puttana, puttane nella testa e nel cuore,
stronzo, stronzi mal celati fingono teneri sentimenti,
umanità vanagloriosa, merda da concimare.

Natura, nature ferite, oltraggiate, depauperate,
foglie morte da una clorofilla figlia di gramigne,
famiglie disgregate, rami secchi da estirpare.

Parola, parole che suonano come una vergogna,
liriche nauseabonde di surreale ottimismo,
lune, albe, tramonti, deliri di menti impazzite.

Occhio, occhi da aprire, da sempre ciechi,
psichedelico stato prenatale nutrito con polvere bianca,
soffice neve, oblio di sensi dimenticati.

Speranza, verde il colore stinto da portare in tintoria,
un nuovo soprabito per una nuova stagione,
il primo rammendo, una confezione già scaduta.

Genero, degenera il degrado di un’idea,
figlia abortita da un labirinto di domande,
pezzetti morenti di un’articolazione disossata.

(2001)

dipinto di http://www.maurocolombo.com/

Lente

Ingrandire
miserie di un granello

Piccoli organismi,
minuscoli sensi

Omuncoli come girini
in provette riposti

Osserva
Tagliuzza

Ci toglie la vita non desiderata

( 2000 )

La resistenza non è un lontano ricordo ma un futuro che si approssima

Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l’occupazione tedesca,
contro la guerra fascista,
per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine.
Come a Genova e Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire.
(Sandro Pertini)

Gabbiani

anche i bianchi gabbiani
non trovano più pace.
la civiltà ha deturpato la natura,
gli spazi si restringono
e LORO volano sempre più in alto,
sopra le nubi,
unico approdo allo scempio
dell’umano.

( 2004 )

Aforisma

Diffidate degli scrittori che si attaccano ai grandi soggetti,

alle biografie degli uomini riputati enormi.

Sono come quelli che si lasciano crescere la barba per nascondere il mento troppo corto. 

( Umberto Saba )