poesiaoggi

POETICHE VARIE, RIFLESSIONI ED EVENTUALI …

Possibilità

c’era una verità tramandata
da previi accordi
ove alleggerendo il fardello umano
per svuotamento acquoso
incanalato nell’intreccio idrico
e primordiale di identiche molecole
rimanesse il miraggio
di un alone sgrassante
sotterraneo ad assetate dune
dove tra le pieghe
ondulate della sabbia
poteva apparire la veste perduta
in un altro emisfero,
di questo si discuteva
tra idraulici, se cambiare
o meno quella guarnizione.

( 2012 )

La saga dei drughi – 2 (Tannhaeuser!)

La saga dei drughi- 2 (Tannhaeuser!)
di Marco Saya & Franz Krauspenhaar

La strada era notte pesta un po’ tempestosa, raggi di falò soleggiavano l’asfalto. Nord-sud-est-ovest accoglievano gli occasionali. L’orgasmo dell’assassinio pasteggiato a benzo, spensieratezza del m’ama non m’ama, poesia del tanto è toccato a loro, paraponziponziporo. Il nero si confonde con altro nero, accozzaglia di corpi ai lati, alcuni spiaccicati dalla buckomobile nella sua folle corsa. la tiepida brezza ci bacia le cicatrici. Piercingati a puntino suoniamo a festa. Pronti per il nuovo gioco…
Sbuffo. Trasecolo. Tracollo. Puzziamo di Daniels. The funk odyssey di Jamiroquai assorda la provinciale tam-tam di clacson. il drugo-ein arresta la poderosa voiture.
“Scendiamo”. “Presto”. “La buck sta prendendo fumo”. “Chi è stato Ein?” “Non lo so”. “Ma…ora lo becchiamo”. Iniziamo a correre. La mia mente torna a Roy quando esclama: “Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione… e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser… e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. E’ tempo di morire”. Si, era tempo di morire per quel bastardo del bulgaro. No, “targavano” senegalesi, un mucchio aborigeno nella selva oscura, cocòtrafficanti chanel number five, cinque porci con le ali (se sei nato senz’ali, non fare mai nulla per impedire loro di crescere, diceva qualcuno…) che presto sarebbero stati affogati da Caronte. “Ein, dammi la clava!” Occhi da cerbiatto ci guardano terrorizzati. Iniziamo la mattanza. Ci dividiamo i compiti.

Lesson one: quando meno se lo aspetta ti avvicini alla vittima.
Lesson two: lo colpisci alle orecchie.
Lesson four: la labirintite è una brutta bestia.
Lesson ten: sono passati alcuni minuti
Occhi vitrei ci fissano come bilie colorate.
Decidiamo di giocare.

Come da manuale…

I giochi con le bilie sono diffusi da centinaia di anni in tutto il mondo.
Le bilie sono piccole sfere dure di pietra, legno, ceramica, plastica, vetro,acciaio o altro.
Di solito hanno un diametro di circa 1,3 cm. I nomi e le regole delle bilie variano molto da posto a posto, ma l’obiettivo di base dei giochi di questo tipo è constatare l’abilità di mira dei partecipanti.

VARIANTE: PISTA CIRCOLARE

Si tratta di un antico gioco di bilie molto amato dagli adulti, particolarmente diffuso nel sud dell’Inghilterra col nome di “ring taw”. Il gioco, adatto a un numero qualsiasi di giocatori, prende nome dalla pista ad anello di 1,8 m (di solito in cemento) su cui i giocatori usano la loro bilia-ex-occhio da tiro per buttare fuori gioco fino a 49 bilie piú piccole. (ne avevamo a disposizione 20)

L’AREA DI GIOCO

Si traccia sul pavimento un cerchio di circa 2 m di diametro, all’interno del quale ne viene disegnato un altro, di circa 30 cm di diametro. Per cominciare la partita ogni giocatore (noi due…) posiziona una o due bilie nel cerchio più interno.

TIRARE

Le bilie si possono far rotolare sul terreno o si possono tirare. I tiri più lunghi e complicati vengono eseguiti con una tecnica detta in inglese ‘knuckling down” (colpire con la nocca), che consiste nell’appoggiare a terra la nocca dell’indice tenendo la bilia in equilibrio tra indice e pollice, che viene fatto scattare per lanciarla.

REGOLE

A turno, tutti i giocatori tirano una bilia da un punto qualsiasi all’esterno del cerchio più grande, mirando alle bilie in quello più interno.
Chi riesce a buttare delle bilie avversarie fuori dal cerchio interno con un tiro se le tiene e vince inoltre un tiro extra, che dev’essere fatto da dove è atterrata la sua bilia. Se non si colpisce nessuna bilia nel cerchio interno, il turno finisce. Dopo che ogni giocatore ha fatto un turno si può tirare anche alle bilie nel cerchio più esterno, comprese quelle da tiro.
Si tira sempre dal punto in cui è atterrata la bilia al lancio precedente.
Quando viene colpita una bilia da tiro, il proprietario deve dare a chi l’ha colpita una bilia comune.

FINE DEL GIOCO

La partita termina quando tutte le bilie sono state espulse dal cerchio più interno.
Vince il giocatore che ha ottenuto più bilie.

Ein vinceva sempre. Ma ora il punto era tornare verso la bukomobile e riprendere il viaggio…
Le bilie sono palle viscose da bowling Snia. Petrol alla bukomobile, full tank alla Mobil e di nuovo a sgaso pieno sull’autoroute de la vacanza. Usciamo alla Ausfahrt di Krukkendingen, zona Baden Wuerrtemberg, zona Lutero inkazzato nero. Alla prima bettola beviamo formidabili da un litro krug, vom Fass, io l’Ein occhieggiando le pupaltole valkirianti. Sembrano le bionde Peroni zanna bianca. Ci viene lo sghiribizzo della violence. Tiro su lo sgabello e ci do che ci do che ci do sulla tete del giganten al banko. Lechmicham… io meno fendenti a pezzettoni come la Confettura Santarosa, pezzettoni di materia cerebrica undsoweiter. Le sguanzenzollern le portiamo nel Neckermann e via giù di minkiafritta Kaiserstrasse und Beate Uhse. Velocizzati come tarantole al fast and furious. In 5 Minuten abbiamo ciancicato l’effluvio ultrawhite e ora siamo fuori e sgorgati di bel bello per mattanza nr. Zwei nella landa germanica. Uno con la faccia da Derrick ci si mette in mezzo alla Schwanzstrasse con la sua Bmw da gasatonmotorradkalbschnitzelmitsalat. Scendo con la mazzapicchia da bowling e assesto il tiro crudicione alla sua polverizzabile deflettorabile vetrata macchinale. Skraaaanch! Il lunotto si spoltiglia undhohenzollern und abundzu, ein luftballon gehoert immer dazu! L’erano mica i 99 Luftballons? Na gut na gut na gut!, urlava Fritz Parsikla, e quello stronzo di Bollenhoff detto Bolli che si credeva Bonhof rispondeva in coro: “Pasta del kapitanooo!”
Io e il drugo nummer zwei tipo Muenchen siebenundvierzig facciamo i 100 metri alla Jesse Owens e il lob alla becker-federer. Saliamo di nuovo sulla bukomobile e cerchiamo dei bulgari da smazzolare di fresco. Nichts. Niente de gnente e va a morì ammazzato tu e tu’ nonno! Fuori dai gangheri pestiamo giù duri e impuri direzione casetta mia home sweet home, siamo stanchi come muli da traino. 400 km a tavoletta piena e smargiassa fino alla frontiera con la Svizzera la Svizzera la Svizzera coi suoi kantòn! I beg your kànton! Attraversiamo la Svizzera senza neanche fermarci per pisciare perché a quelli non gli vogliamo dare manco un cent, pisciardiamo alla bruddobudda solo in Italy.

Lesson one: dormire dormire sognare forse.
Lesson two: svegliarsi da leoni di notte e di giorno coglioni.
Lesson three: fare colazione con Nesquik, o al massimo con Orzoro.
Lesson four: andare a lavorare senza paracoglioni e tuta da drugo d’ordinanza, anzi in atroce giacca&cravatta da pirlantuono standard facendo finta d’essere dei bravi borghesi fottimoglie pagatasse e pregadio.
Lesson five: assorbire cattiveria e stronzaggine altrui che venga ritorta la prossima volta contro il prossimo. (Che diciamolo pure forte und Clear è una buona ragione per vivere oh yeah!)

http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2007/03/23/la-saga-dei-drughi-2-tannhaeuser/

metro

ogni giorno ricordo il mio tempo.
sembra ieri la scomparsa
del mio vecchio.
poi riprendo la solita metro,
alle 8 precise dopo il bacio frettoloso.
viene voglia di uscire
con gli occhi.
la prossima fermata è uguale
alla successiva
e il frastuono dei passi tormenta
la superficie dell’asfalto.
sotto gli odori ti riconducono
all’origine
e il chiuso non è poi così male.
quella telecamera continua
a fissarmi.
mi rimprovera perché vivo,
Vivo? ”,
il tam-luci tam-rumori abbatte le voci ,
fuoriescono esili dalle ante scrostate,
luride dagli sputi dello scempio,
spoglie dal soffio che fugge.

così ricordo il mio tempo.

(2007)

Se passi una vita noiosa…

Se passi una vita noiosa e miserabile perché hai ascoltato tua madre, tuo padre, tua sorella, il tuo prete o qualche tizio in tv che ti diceva come farti gli affari tuoi, allora te lo meriti.

( Frank Zappa )