poesiaoggi

POETICHE VARIE, RIFLESSIONI ED EVENTUALI …

Mese: giugno, 2012

George Benson – Take Five 1976 Montreux 1986

vagabondi

s’era detto che il vagabondare
dell’ombra
fosse il fantasma della vita
in compagnia del proprio telaio
e non mi raccapezzavo nel non scorgere mai
la pelle imbrividita del cielo
così come quando lasci l’arena
a fine spettacolo
e non sai cosa potrebbero fare
i circensi protagonisti
spogli da caleidoscopiche tinte colorate
per tirare la corsa all’incipiente alba.

non era inutile chiedersi

forse non era inutile chiedersi
se la velocità del mondo
avesse prodotto qualche risultato.
i piccioni viaggiatori erano più lenti
dei neutrini, la spada meno
rapida di una pallottola, l’inchiostro
meno lesto della tastiera.
oggi si procrastinava
il dubbio se i neutrini non fossero dei
piccioni senza ali nell’immaginazione
di uno spadaccino privo di carta e penna.

movida

“chi sei?
cosa fai?”
cosa vuoi?”.
vocabolario da happy hour.
damine in tailleur.
pinguini in doppiopetto.
un cinema?”.
si prosegue con il brunch domenicale al Diana.
la sfilata del nulla
deturpa la maestà del liberty.
la business class cena alla Risacca
con i pullover di Missoni.
corso Como.
campi di concentramento de luxe
accolgono quelli che si divertono.
cecchini riempiono le stie.
liberi e belli concludono la notte.

tratta da Situazione Temporanea, Ed. Puntoacapo

quelli del quartiere

quelli del quartiere.
ci ingrigiamo
nello stesso modo.
trent’anni di saluti.
con un semplice
cenno della mano.
tutti con i nostri vizietti.
la tabaccaia ladrona.
la puttana con quel suo
fare da Esselunga.
il farmacista un po’ erborista
e l’erborista un po’ farmacista.
il fiorista pakistano (new entry)
con l’edicolante
dal sorriso difficile.
il negozio del liutaio,
oramai una foresta di legni.
gli inquilini con le urla
dei bambini nel recinto
adibito a campetto.
il verde che si attenua
e il nero accentua
la sua presenza.
questo è il mio quartiere.
questa è la mia Milano.
oggi.

tratta da Situazione Temporanea, Ed. Puntoacapo

passa il tram

passa il tram.
quelli di una volta.
Il pirellone (l’unico con i tacchi) rifatto.
come vernissage di baldracca.
lo sporco confina con transenne.
sigillano un domani pulito.
anche il vecchio regime restaurato.
non muore mai, quello.
sopravvive tra avanzi di idea.
così scorre la vita.
così passeggi per il centro.
hai fatto centro.
le freccette,un lontano ricordo dei navigli.
in qualche bar dove il calcetto
accoglieva giovani ossa.

tratta dalla raccolta Situazione Temporanea

Rimpatriata

Il gatto m’ha spruzzato
il computer
e lo ha messo
ko.
così rieccomi
alla mia vecchia
macchina da scrivere.
è più
resistente.
sopporta
piscio di gatto,
birra vino
rovesciati,
cenere di sigaro
e sigaretta,
praticamente ogni cazzo
di cosa.
mi ricorda
me stesso.
bentornata
vecchia mia,
dal vecchio
tuo.

Charles Bukowski

sospensione

tiro un pensiero
sino all’attracco.
se non è agitato.
la banchina regge.
per quanto l’ormeggio
abbia buon senso.
sino al limite.
sono al limite.

navigatore

Il punto – sopra?” – se è limpido
o lo immaginiamo dovunque.
il satellitare indica un percorso.
prima non esisteva.
due madri ora ci guidano.
a braccetto confondono
il futuro delle culle.
si aggiunge il sogno.
l’amico ubriaco sberleffa il caos.
ventriloquo di voci, invereconde
nella rissosa stia.
il mappamondo esplode.
con tutte le ragioni.
il clone (pensando di pensare)
rimescola le carte.
truccate da ovvia sazietà.
il nulla soffoca (anche l’ingenua libellula).
l’Arca? legno al macero!
ricapitolando:
dov’è la natura?
il navigatore ci passa tra le mani.
cambiamo traccia.

faldone

non bastava aprire il faldone delle illusorie chimere
per poter gioire del numero di poesie ivi contenute.
si scartabellava per trovare la frase rivelatrice mai scritta
e ci si compiaceva, allora, per qualche lettera, ingrediente
povero di una trama già assaporata.