poesiaoggi

POETICHE VARIE, RIFLESSIONI ED EVENTUALI …

Mese: gennaio, 2013

Chiacchiericcio di Marco Saya a cura di Grazia Calanna

Chiacchiericcio di Marco Saya

Di In 2013, Anno VII – Numero 1, Gennaio – Marzo, Notizie Letterarie, Sommario l’EstroVerso / 29 gennaio 2013

Belli da leggere di Grazia Calanna

Marco Saya Edizioni

Marco Saya Edizioni

“cinque muniti per dirvi di non ascoltare / codeste cassandre puttane / travestite da lauree con master a seguito, / figlie di un capitalismo abortito / e di una democrazia stuprata. […] cinque minuti per riprendervi quella dignità / persa nella sabbia fine di qualche deserto”. Marco Saya, edita se stesso, e, tra virgolette, si scusa per il tempo rubato al nostro tempo chiamandoci alla malmenante lettura del suo spregiudicato Chiacchiericcio. Dopo averlo scusato, lo ringraziamo. Converrebbe Cioran, esistono solo le cose che abbiamo scoperto da soli, le altre sono tutte chiacchiere. Saya, cosciente della “precarietà della parola”, addita la menzogna, “verità tramandata da previi accordi”, figlia dell’umanità intrappolata nel cerchio perpetuo della reiterazione, “ricordo quei convogli / che, allora, avevano / un’unica destinazione”. Plasma versi agili, “il caleidoscopio della mente / ricicla immagini variopinte / come ruote di pavoni”, fotogrammi verbali di un paese popolato da lacchè, opinionisti senza opinioni, morti sul lavoro, precari in cerca di dignità, in cui “la povertà precipita / fracassandosi sull’asfalto / cosparso da compresse di xanax”. Versi acuti, “mi domando se, oggi, l’idea abbisogni / di un nuovo re-styling / ma gli orchestrali della mente / dirigono solo metà emisfero / perché a corto di dipendenti”, di sociale (mordace) interpellanza, “ri-apprendere come sfregare le pietre focaie / potrebbe essere il miglior inizio / per dar fuoco a questo presente?”.

http://www.lestroverso.it/?p=404

Sull’autore: Grazia Calanna

Grazia Calanna

Grazia Calanna è nata a Catania. Laureata in Scienze politiche, indirizzo Politico-Internazionale, dal 1989 esercita attività giornalistica. Direttore Responsabile del periodico culturale l’EstroVerso (www.lestroverso.it), dal 2001 collabora con il quotidiano LA SICILIA. Formatore in “Scrittura professionale, Editing e Comunicazione didattica”, ha insegnato al C.I.S. (Corso Italiano Scritto – Facoltà di Lettere di Catania) e LAB.I.S.  (Laboratorio Italiano Scritto – Università degli Studi di Catania). Presiede l’associazione culturale Estrolab con la quale cura Penne EstroVerse, incontri letterari itineranti, e i “Laboratori dell’Estro”, corsi di formazione in scrittura specialistica e creativa. Crono Silente è il suo primo libro di poesie (edizioni Prova d’Autore 2011, collezione Centovele, prefazione di Savina Dolores Massa). Sue poesie (edite e inedite) sono pubblicate sulla rivista letteraria Lunarionuovo diretta da Mario Grasso (www.lunarionuovo.it) e sul blog collettivo di letteratura “La poesia e lo spirito” (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com).

vernissage

con i lustri che passano giusto un lustrino
sulla giacca ingentilisce il tardo aspetto
della cute truccata con oli oli-gominerali
ed è tutto un fissaggio di creme e cremine
per poi affrontare il nuovo giorno oscurato
da scorie carboniche che distruggono il nostro
paziente vernissage ma fa più fico
questa cosa del cosa è o cosa non è
come il gioco delle bambole
o delle piccole cucine dove mia nonna
deformava le pettinature
o inventava quale piatto servire in tavola
che i materiali oggi non valgono un cazzo
come le camicie che compri
per poi buttare il colletto
insozzato da polveri mischiate
a sputi e a tossici sproloqui
così salivazioni e sperma raffermo
sui marciapiedi delle nostre città da bere
sono gli unici compagni di bevute.

inquinamento

Biscotti Selvaggi di Franz Krauspenhaar

Domenica 3 febbraio 2013

Dalle 18.30 alle 20.00

All’Elita Sunday park, teatro Franco Parenti, Milano

http://www.tornogiovedi.it

Presenta

Biscotti Selvaggi di Franz Krauspenhaar

Marco Saya Editore

Alle 18:30 un reading imperdibile di Franz Krauspenhaar: Biscotti selvaggi.

“La raccolta funziona come una sorta di playlist impazzita, remix di un dj che tenti di esorcizzare gli istinti compulsivi dei consumatori in un supermercato, terrorizzati da annunci continui e fuori contesto, rubando loro le voci e ritrasmettendole amplificate, distorte, tentando di riportarli in vita con elettroshock ripetuti, emotivi. Questa manipolazione conduce, non di rado, a un ribaltamento causa-effetto dagli esiti buffi e drammatici (‘fare la spesa mi riduce a una macchina/ distributrice di prodotti, i soliti’). Il sistema nervoso, in cortocircuito con le proprie nevrosi, cerca rimedio o sollievo nell’esasperazione.” (Federico Federici)

A seguire l’happyhourbook – compra un libro e noi ti offriamo vino e aperitivo.

Domenica 3 febbraio 2013, ore 18:30

Torno giovedì presenta Franz Krauspenhaar
Elita Christmas Park – Teatro Franco Parenti
Saletta Bianca
Via Pier Lombardo 14, Milano

biscotti selvaggi cover

attesa

a un’ora prestabilita cala la saracinesca,
non sempre. uno spiffero da uno spiraglio
rincorre il nostro volto mescolando
i respiri nella primordiale ispirazione.

*

che poi basta cambiar casa,
e trovar una carta da parati,
prima il giallino della parete
con quei due piattini e quei due quadretti
fissavano la tua agonia.

*

nella nuova vita ascolto sergio mendes,
una bossa del 66 così mi prende quella saudade
che ti solca il viso e la saracinesca
del garage rimane chiusa, anche
l’auto non respira dai finestrini.

*

infine le cianfrusaglie avvolgono il tuo corpo,
metallo contro pelle, cavetti contro peli,
schermi contro occhi, una partita a due
e le riserve aspettano in solaio nell’attesa
di scendere in campo anche solo
per qualche minuto.

saracinesca

Raíces de zero

La dimora del tempo sospeso

Antonio Bux

 

Testi tratti da:
Antonio Bux, Trilogia dello zero
Milano, Marco Saya Edizioni
“Poesia Oggi”, 2012

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La vecchia casa

La vecchia casa

Una porta
una sedia
e formiche in fila.

Rumori sperduti
nelle vene del legno.

Qui puoi raccontar favole:
sono morti tutti.

Lio Attilio Gemignani

MIA TOSCANA – POESIE – Maria Pacini Fazzi Editore, 1998

vecchia casa

Recensione raccolta Trilogia dello zero di Antonio Bux sull’inserto La Lettura del Corriere della Sera

recensione corriere della sera

Sull’opera poetica di Franz Krauspenhaar…

Ogni parola, così essenziale da essere sempre la sola, unica parola, quella mai sostituibile con un sinonimo dall’eguale senso o con un’altra che evochi lo stesso suono; ogni verso che raggiunge la semplicità della composizione ed è, nella sua chiarezza, terribile, materiale e lampante come ogni cosa nella vita, anche se l’affanno della nostra interpretazione rende l’esistenza a volte dolce, a volte significativa, a volte simile al concetto di destino. Nell’opera poetica di Franz Krauspenhaar, espressa nella raccolta Biscotti selvaggi, Marco Saya Edizioni, le composizioni sono così ciniche da risultare ironiche; sono così facili da essere spunto di domande dentro domande. I versi si allungano all’interno oppure a causa dei gerundi; le continue interruzioni spaziali diventano i confini di una terra che non può essere tonda – cioè logica e armoniosa – ma che si definisce piena di spigoli al di là dei quali incombe un nulla che è inutile spiegare: perché è nulla, appunto. Sembra essere la noia il senso di ogni cosa: ma se così fosse ci sarebbe un senso; che invece non c’è perché il materialismo è la condizione che abbiamo, senza spiegazione né finalità alcuna. Eppure compaiono a volte le parole madre, o i nomi di alcuni artisti; oppure l’uso –malgrado il poeta e forse malgrado ogni negazione – di un endecasillabo che somiglia al verso del racconto. Un senso sembra imporsi, non fosse altro che quello della scrittura: intesa questa come volontà, determinazione dell’essere e dell’io poetico. Di un poeta che avendo un nome particolare,  esso stesso come un destino difficile e impronunciabile: Krauspenhaar, poi scrive: “amo novembre, i fiori recisi e le sue paure / le nebbie colte come nuovi fiori, i morti / che escono dalle fosse come nuove / e parlano del tempo e di allegrie lontane.” Sono versi che ci riempiono di una dolcezza oscura, contraddetta, subito nascosta, ma innegabile, esistente e incisa, come le parole. Una speranza, addirittura, che ci fa sentire ridicoli, soprattutto ignoranti. Ma che può essere chiamata solo così: speranza, con l’unico nome che la poesia dà, fondandole, alle cose. ( Lucilla Noviello )

Franz Krauspenhaar, Biscotti selvaggi, Marco Saya Edizioni. Pagg. 85. Euro 12,00

http://affaritaliani.libero.it/culturaspettacoli/franz-krauspenhaar-biscotti-selvaggi.html

affari

 
 
 

“BISCOTTI SELVAGGI”, DI FRANZ KRAUSPENHAAR

La poesia e lo spirito

Recensione di Giovanni Agnoloni

Biscotti selvaggiBiscotti selvaggi, di Franz Krauspenhaar

Marco Saya Edizioni

Le poesie di questa raccolta di Franz Krauspenhaar, Biscotti selvaggi, sono un condensato potente di impressioni di vita, di grumi di ricordo e sprazzi di eterno calati nella densità materica del presente.
La poesia è onesta profonda. Dove c’è odio, dice odio, dove c’è noia, dice noia, e dove c’è amore – amore assoluto, viscerale –, accenna appena e lascia in sospeso, come una musica che ognuno deve continuare a modo suo. Perché la poesia è un’approssimazione a questo punto, che non chiede più parole, ma silenzio.

Si va dalla fiammata acida dello stomaco che reclama la sua dose di Maalox al metallico rinculare degli articoli da spesa sul carrello del supermercato; dalle solitudini di novembre, che ritornano ogni anno, alla solitudine di una vita, fattasi abitudine, consuetudine non gradita ma in fondo consolante, perché…

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Biscotti selvaggi per Franz Krauspenhaar (Marco Saya edizioni) – intervista di Giuseppe Iannozzi

Iannozzi Giuseppe - scrittore e giornalista

Franz Krauspenhaar

Biscotti selvaggi

Intervista di Giuseppe Iannozzi

blog di F. Krauspenhaar: http://www.markelo.net/
pagina su Facebook:http://www.facebook.com/krauspenhaar

Biscotti selvaggi – Franz Krauspenhaar – Marco Saya edizioni – collana poesiaoggi – prima ediz. 2012 – ISBN 978-88-907500-7-6 – pagine 86 – prezzo: € 12,00

Marco Saya edizioni
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in evidenza1. Dunque, Franz, la tua ultima silloge poetica ha un titolo che colpisce dritto alla bocca dello stomaco: “Biscotti selvaggi” (Marco Saya Edizioni). Un poema all’amore, e alla ribellione. Non ho trovato nei tuoi versi dei possibili raffronti con altri poeti, vale a dire che la tua poesia è tanto originale quanto selvaggia. Sei un demolitore di idoli: dai tuoi cazzotti in versi non esce quasi nessuno vivo o a testa alta. E forse c’è più ribellione che non amore nei tuoi “Biscotti selvaggi”. Spiegami: sei un demolitore di idoli? Perché tanta ribellione? Chi o cosa ti ha portato a scrivere…

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