Consiglio d’autore: Fosca Massucco

di poesiaoggi

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In un mare di poeti dotati di transitivi raccapriccianti, d’iperboli che si avviticchiano senza portare ad un granché, trovare una poetica asciutta ha dell’inusuale.
La scrittura senza aggettivazione spinta, ridotta all’osso e alle ossa è piacevole, anche quando dolorosa.
Così m’approccio a Maurizio Landini e al suo “Lo Zinco” (POESIAOGGI – Marco Saya Edizioni 2012) dotato di un “taglio continuo e perpetuo”, come lo definisce l’autore.
Ed è una scoperta piacevole tale continuità del discorso poetico, trasversale al libro, che apre un sipario sulla perdita, sulla dolenza e sulle strade per imparare a gestirle entrambe, a digerirle e a trasformarle in esperienza formante iniziando da “Si va con la poesia | incontro alla morte, a giorni | a brani, uno per pollice | gli acini dei rosari” per chiudersi con la quiete e la stasi di “avevo il viso sconosciuto | riposto senza cura | in qualche sole fermo”.

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