” Di questo legno storto che sono io” di Irene Paganucci

di poesiaoggi

Quando mi guardi, sai, mi piacerebbe
che gli occhi tuoi attenti
facessero come fanno due occhi
che leggono: da sinistra a destra
da destra a sinistra
che mi leggessi, sai, mi piacerebbe.

*

Per mano nelle vie medievali e le torri
a dirci quanto siamo bassi – io in particolare –
a fare il filo ai muri per quella storia poi
della mia ansia sociale ci piace tanto riderne
in ristoranti chic dove si mangia poco
e tu lo sai che voglio il posto sotto il quadro –
barocco o astratto non importa molto – come
quando guardo bollire le tue vene in risalto
e mi chiedi «Cos’hai?», ma io sono già seduta:
le spalle alle pareti dei tuoi vasi sanguigni.

*

A tempo di swing ci siamo toccati
questione da bar, d’obliquo avvinghiarsi
al bicchiere e ubriachi (il ghiaccio che sbanda
nel drink) scoparci le mani e nient’altro.

Poesie tratte dalla raccolta “Questo legno storto che sono io” di Irene Paganucci in imminente uscita

Annunci