Catalogo Collana Poesiaoggi – Marco Saya Edizioni

di poesiaoggi

credo che ucciderò
woody allen.
lo farò annegare
dentro manhattan
con la musica
di gershwin
come complice.

Franz Krauspenhaar, Biscotti Selvaggi

*

Mi vengono certi dolori al petto,
ogni tanto, che io mi rendo conto che sono
vivo soltanto quando
mi vengono certi dolori al petto.

Andrea Donaera, Certe cose, certe volte

*

Chissà se anche lei
la Terra
fa come le altre femmine.
Chissà se anche lei sorride
mentre muore dentro.

Gabriella Modica, Futuro non locale

*

 [Diseredi]

I padri che vedo sono giovani;
i figli sulle spalle vestono uguali
ai padri:

i parchi dei figli e dei padri
li attraverso con lo sguardo
basso degli scivoli.

Maurizio Landini, Lo zinco

*

il sistema nuvoloso si allontanava
verso i balcani terra di ripresa
e sviluppo per le aziende non è
che se uno fa la danza della pioggia
piove automaticamente per questo
ho bisogno di un deodorante che mi faccia
sentire sicuro tutto il giorno

segnala i versi non appropriati

il vicequestore personaggio inquieto
era un po’ disgustato malinconico
non trovava nessuno con cui parlare

il problema dell’incomunicabilità
è sempre dietro l’angolo

basterebbe un telefonata
avere a che fare con il
l’impressione di neanche
se l’esercito una grossa
fetta di società e allora
ga ga ga ga ga ga ga ga
dài dài che qualcosa forse
non siamo molti per chi proprio
non lo sapesse come si può eh
no se non un po’ di mancata verità
ga ga ga ga ga ga ga ga
che noi in questo momento ma
soprattutto mi quando è pronto
è stato deciso

ricordiamo che secondo il bando
i testi delle poesie non devono
superare i 30 / 35 versi

ok allora basta
elencare alcune delle richieste
che riteniamo fondamentali

Domenico Donaddio, Le Ballate di Domenico Donaddio

*

 I miei buffi ricordi
scappano intorno
Li perdo di vista in un attimo
Il megafono della spiaggia
non avvisa
“si é perso un pensiero
di cinque anni fa
col costumino rosso”

Claudia Zironi, Il tempo dell’esistenza

*

Lo zero: proprio un uovo trasparente
sbattuto, a fare uno zabaione il giorno

l’anello di congiunzione, buco a legare
tra un aggiungere e la sua negazione;

un occhio bianco sulla pagina osservando
nel moto circolare il limitare d’altri punti

dall’esaurirsi della propria ellisse sorgendo
l’anfora concava di un vuoto sapienziale

nell’ondulare d’una sottile sfera sul foglio:
un’aureola d’inchiostro come protezione

Antonio Bux, Trilogia dello Zero

*

mi chiedo spesso perché mi ri-trovo in questo secolo
e non nei precedenti o nel cenozoico.

ri-apprendere come sfregare le pietre focaie
potrebbe essere il miglior inizio
per dar fuoco a questo presente?

Marco Saya, Chiacchiericcio

*

Io non me le dimentico, le spalle:

di te che aspetti me

che ancora non mi vedi;

e stavano: di spalle:

sporgenti spicchi d’aglio, involontari specchi

di un arrivo (il mio), di un qualche epilogo

previsto (che si muore:

per esperienza): soccombere, darsi

per vinti, lasciare il posto alle mani,

agli occhi, al naso, all’arbitrio

del caso.

Irene Paganucci, Di questo legno storto che sono io

*

Il tempo che fa male al cuore

Gli scrittori liberi sono invisibili. Gli inattuali sono scomodi. In ogni epoca il conformismo abitua le masse al deserto di ogni pensiero. In quest’ultima, i livelli della stupidità hanno superato la decenza. Fa male al cuore vedere gli irregolari aggirarsi come anime morte nella bruttezza del presente.

Nicola Vacca, Mattanza dell’incanto

*

 L’apparenza

Piercing al naso,

borchie di metallo,

ferraglia,

secondo me non è un caso,

no, non ci si sbaglia.

Un’anticonformista?.

No, del delinquente

ha il callo,

forse è un satanista.

Mi dite almeno

cos’è questo stallo?

Perché non parte il treno?

Si, ho capito?

C’è un ricercato?

Inaudito!

Sarà il borchiato.

Mi allontano,

in fretta,

largo per favore!

Quello non dev’esser sano.

Son sola

con un distinto signore,

sua la lametta,

che mi taglia la gola.

Maria Antonietta Pinna, Lo strazio

*

Più sporco del nero

Non sporcare l’acqua dei sogni stavolta,

perché ne avrai bisogno, dopo l’unica

misura di gesti e parole razziste contro il

nero che è meno nero della tua anima lurida.

Massimo Palladino, L’uomo che non parla

*

Guardar

dall’erba supini

le nuvole.

Cercavamo oltre.

Su scappavano

i pensieri!

Non li fermavi.

Sapevi allora cos’era

quello spazio che

chiamavano infinito.

Come quando con la fionda

si tirava in alto e

il sasso non cadeva più.

Non era vero!

Era grande pensarci.

Lio Attilio Gemignani, Il fruscio dell’aquilone

*

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