poesiaoggi

POETICHE VARIE, RIFLESSIONI ED EVENTUALI …

There must be some kind of way out of here

There must be some kind of way out of here

Hey Bob, Hey Jimi,
ci deve essere un modo
per uscire da questo posto,
lo chiedo a voi,
lo chiedo a tutti,
lo chiedo al mondo dei posti,
alla natura che non li abita,
alla Highway 61 che tramonta
alla foce del Mississippi,
a King e alla sua Lucy,
al Re Lucertola che ogni cosa poteva fare *,
a qualunque uomo
che rompa il sentiero stabilito
per seguire il sentiero destinato**,
a una macchina veloce,
a un orizzonte lontano
e a una donna da amare alla fine della strada,***

There must be some kind of way out of here

ci deve essere un modo
per uscire da questo posto,
lo chiedo a voi,
lo chiedo a tutti,
lo chiedo al mondo dei posti.

*      Jim Morrison
**   Gregory Corso
*** Jack Kerouac

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litania

se si potesse evitare questa litania
della lamentela perpetua
aspettando Godot

Well? Shall we go?” – “Yes, let’s go
They do not move

non si muovono
nessuno, pare,
volersi muovere

si aspetta
e ci si lamenta

godot

un saggio poetico da non perdere …

http://www.ibs.it/code/9788898243013/maffii-giulio/mucche-non-leggono.html

 Recensione di Alida Airaghi (21-07-2013)  Il critico letterario Giulio Maffii dedica quindici brevi articoli alla poesia, alla sua diffusione e interpretazione, difendendo con strenua passione e esigente vis polemica la peculiarità del suo dettato compositivo, il dovere di una ricerca stilistica mai approssimativa, la responsabilità di uno studio approfondito della tradizione, insieme al coraggio di una originale innovazione sperimentale. Così recupera in alcuni interventi nomi trascurati della nostra produzione poetica nazionale (da Margherita Guidacci a Camillo Sbarbaro), rivaluta il barocco come superamento di una stagnante convenzione di stampo petrarchista, propone nomi ispanici mai abbastanza raccomandati (Salinas e Cernuda), sostiene l’oscurità polisemica dei versi rispetto a qualsiasi troppo facile prevedibilità, propone un’acuta lettura di una poesia di Fortini come esempio riuscito di “atonalità mista” che introduca il lettore ad esiti inattesi e non scontati, sull’esempio della musica dodecafonica. Ma soprattutto si scaglia con rigorosa e risentita severità contro l’autoreferenzialità contemporanea della pletora di “poeti inutili”, “poeti parrocchiali”, “poeti dai sospirosi lamenti” che leggono solo se stessi, ingolfano “una miriade di pseudo concorsi letterari”, pubblicano raccoltine fai da te e pretendono recensioni dalla stampa locale, affollano readings e festival che sono solamente occasioni di esibizione narcisistica: incoraggiati da blog e siti del sottobosco poetico, in cui gli autori si scambiano favori e premi e citazioni vicendevoli. Cosa scrive il poeta inutile? “Semplicemente abbozzi, prose da diario segreto adolescenziale…enfasi patetiche. E poi Montaleggia, Ungaretteggia, quando si slancia Nerudeggia…non scopre parole, non osa, forse non conosce…” Introduce le similitudini con un “come”, applica “orribili troncamenti, ognor, cuor, ben…”. Perché scrivere poesia, se quest’arte non è tra i bisogni istintivi primari? “Le mucche non leggono Montale, e sopravvivono lo stesso”.  Voto: 4 / 5

mucche