considerazioni …

di poesiaoggi

Ieri pomeriggio parlavo con un importante e grandissimo, a mio avviso, poeta italiano e, tra le tante interessanti chiacchiere, si disquisiva sulla mia attività editoriale e anche sulla scelta dei manoscritti. Riguardo a quest’ultimo aspetto, ad un certo punto, ha affermato: “se leggi un qualcosa che poteva essere letto anche trenta, cinquant’anni fa è inutile prenderlo in considerazione!” Come non essere d’accordo, come non dargli ragione? Quanti copia-incolla di cose già copiate e incollate dall’800 in avanti ci arrivano in redazione? Non dovrebbe essere compito di un editore serio cercare, ove è possibile, anche a proprio rischio, di anticipare la letteratura prossima ventura anche se poi saranno il tempo, il lettore, l’effettiva qualità dell’autore, i parametri/ingredienti fondamentali per meritare una giusta collocazione dell’opera proposta? Non è ora di iniziare a ri-educare un lettore distratto e troppo abituato allo scambio di figurine dei soliti ig-noti? Sicuramente è meglio un ig-noto che, almeno, tenti un proprio percorso di caratterizzazione. E mi si accese una lampadina anche perché ritengo, nel mio infinitesimale, già di operare in tal senso …

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