hai rotto con un’altra persona, è sera

di poesiaoggi

hai rotto con un’altra persona, è sera,
le hai scritto un messaggio elettronico
freddo e rabbioso, ormai ti sei formato
alla scuola del killer, sono il killer delle
parole, i pensieri non riescono ad essere
così micidiali, le parole superano, sono
un killer che spara col cervello, non usa
il dito.
o madre mia che tenerezza quasi come
un continente che ho avuto per te,
stasera, mi è mancato il fiato; vorrei
ricordare cosa hai detto, cosa ho detto,
cosa ho pensato, ma viene a prendere
il mio petto solo quel lancinante sentirti
come tutta la mia vita, come tutto ciò
per cui posso lottare al di là di me,
delle mie poverissime battaglie fatte
da solo, che solo come adesso mi sento
mai prima mi sono sentito, io lo giuro.
o madre mia, strada sterrata di una vita
con una discesa nel fango di noi tutti
che ci avvolge, le teste di maiale affoganti
nel brodo dei peccati, tu per me vorresti
un bambino magari bello come lo ero io,
che tu continui a vedere mentre scrivo
e scrivo e scrivo, e vedi quel piccolo
mezzo biondo con gli occhi grandi
sgranati sul foglio che si apriva immenso
e copriva con la fantasia d’ogni nostro
possibile bene tutto il mondo. o mamma,
che mi metti la mano un po’ stanca
sulla mia testa bianca di vecchio marinaio,
e dolcemente mi cullano i tuoi occhi colmi
come nessuna altra cosa d’amore. chi potrei
amare più di te? la partita amara con la gente
l’ho perduta, centinaia di corpi di femmine
sono svolazzati sopra e sotto il mio, ed è stato
come sognare, a volte, ma tu non c’entri
nulla, tu eri lì ad aspettarmi all’uscita di scuola,
a fare i compiti con me sul tavolo, a tifare
nel calcio perché così io non ci fossi nervoso
e male, e rabbonivi papà, così finiva in quella
cosa colossale per un bambino, l’abbraccio
dei suoi genitori. e se volete averli, i figli,
assicuratevi che possano essere stretti tra
voi con l’amore di una mitragliatrice per
i suoi feroci bersagli. siate pezzi grossi d’amore,
e stringete tra voi questi piccoli corpi che amano
soltanto voi, che siete la base d’ogni futuro
d’amore. così madre mia, ora che è tardi
e mancano le forze, mi lascio andare a quel tuo
viso meraviglioso e arreso, pensando che anche
quando mi sento arreso io sento di essere umano
come nemmeno lo potrei, quasi, rinascendo.

tratta da Biscotti selvaggi di Franz Krauspenhaar

biscotti selvaggi cover

 

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