“Lo strazio” di Maria Antonietta Pinna. Destrutturalismo per la poesia – di Giuseppe Iannozzi

Iannozzi Giuseppe - scrittore e giornalista

“Lo strazio” di Maria Antonietta Pinna

Destrutturalismo per la poesia

di Giuseppe Iannozzi

 

Marco Saya edizioniLo strazio (Marco Saya edizioni) di Maria Antonietta Pinna propone al lettore, occasionale o meno, uno squarcio di poesia perlopiù sperimentale, il più delle volte votata a una denuncia sociale, altre ancora al noir, e quasi sempre con una punta di amara ironia. Dominante è il tema dell’illusione. La vita è reale ma anche irreale, quasi mai felice, come ne “Il figlio”, una delle liriche più riuscite della silloge Lo strazio: “[…] due cenci appesi,/ un solitario melo,/ un giglio, /ghiaia/ d’ospizio,/ flogosi di vecchiaia./ Eppure ho un figlio,/ credo che sia/ lontano un miglio.”
La poesia di Maria Antonietta Pinna, giocando con assonanze e rare rime, fa largo uso di una ironia votata a disarmare il lettore, una ironia perlopiù amara come già si è detto: l’ipocrisia della società odierna viene…

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