migranti

di poesiaoggi

case su case
dis-abitate,
cellette a cielo aperto,
spettrali,
cellule cancerogene
contagiano litorali,
campagne,
verdi colline,
distese di prati
ridotte a quadratini
d’erba
come foreste senza alberi
e masse sfruttate
si addensano
in tuguri dis-messi,

cinque euro
il costo del tragitto
per una sveglia
alle cinque del mattino,

un camioncino scarica la merce
e la riconduce a sera
in quelle tane abusive
e affollate,

migranti senza un tetto,
senza un letto,
senza una luce,
senza una cena
da cristiani,
solo quella solitudine lontana
da condividere,

nessun cielo in quella stanza,
nessuna canzone bluesy,
nessuno suona un’armonica,

uno dei tanti oscuri
padroncini,
figlio di tanti padroni,
gente tra la gente,
vigliacchi tra gli indifferenti,
aspetta il successivo
mattino pronto
a traghettare
nuove anime nere
al consueto mattatoio.

tratta dall’antologia L’impoetico mafioso

impoetico mafioso

 

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