Sulle note di una radio

di poesiaoggi

“…e se una radio è libera
ma libera veramente
mi piace ancor di più ”

Parole che, oggi, ci devono far riflettere. Siamo nel 76’, il periodo delle radio libere. In quegli anni anch’io avevo contribuito con delle trasmissioni notturne sul jazz, il jazz è libertà assoluta, totale, il respiro dell’improvvisazione. Eccoci al punto, allora si respirava, l’aria era meno inquinata, i rumori della città attutiti, le luci più soffuse, ora paiono fari da interrogatorio e telecamere sempre più agguerrite ci osservano con un indifferente e annoiato disprezzo. Anche la rete sembra soccombere alle urla di un mercato delle vacche dalle bancarelle costipate di cineserie e, forse, il blog è rimasto l’unico rifugio sicuro, libero nella libertà del tuo dire, come quando torni a casa, ti togli il soprabito, ti infili le pantofole e …

“e se una radio è libera
ma libera veramente
mi piace ancor di più ”

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