i capi ufficio della poesia

di poesiaoggi

c’erano una volta i capi ufficio della “poesia”. il loro inutile lavoro consisteva nel chiedere ai loro segretari di fiducia di fotocopiare le miserie letterarie di cui erano i responsabili, di fungere, poi, da ufficio stampa per diffonderle via mail. i capi ufficio della “poesia” lisciavano i loro dirigenti sperando un giorno di poter prendere il loro posto. i segretari “poeti” confidavano, invece, di avere un piccolo posticino in galleria quando le prime file erano già state svendute alla mafia dei soliti ig-noti. segretari, capi ufficio e dirigenti facevano parte di tante multinazionali che da un momento all’altro fallivano e, allora, i vertici aziendali licenziavano tutti  compensandoli, a seconda del loro ruolo e grado, con un adeguato indennizzo per le “prestazioni professionali svolte”.  i capi ufficio della “poesia” ora non sapevano più dove andare ad elemosinare, nessuno più li richiedeva perché i dirigenti si erano arricchiti con una cospicua buona uscita e avrebbero vissuto autonomamente e comodamente con un ricco vitalizio. i segretari, al contrario, invecchiarono con il sogno di poter nuovamente fotocopiare qualche scarabocchio scopiazzato da quegli inutili parassiti adulatori. tutti, un giorno, morirono e con loro ci liberammo di tutte quelle burocratiche miserie poetiche che ci avevano lasciato abbandonate in polverosi faldoni negli oramai vuoti e asettici uffici.

capo ufficio

Annunci