Foglio, penna e linguaggio: il poeta inutile

di poesiaoggi

di Giulio Maffii*

MaffiiQuesta breve riflessione è tratta dal saggio Le mucche non leggono Montale, edito da Marco Saya Edizioni, collana Graffiature, dove il discorso qui intrapreso e accennato è sviluppato in maniera più approfondita.
Nei moderni Social Network è un florilegio di versi ma la cosa che più colpisce è che alcuni personaggi oltre al proprio nome e cognome aggiungono “poeta” o più modestamente “scrittore”. “La poesia è l’arte tecnicamente alla portata di tutti”. Montale in un suo scritto certamente ironico descrive così, sintetizzando al massimo, un concetto tautologicamente chiaro. Un foglio e una penna e il gioco è fatto. Il poeta, un dilettante in ogni caso, è pronto; pronto ad inondare di parole il prodotto del disboscamento e a causare un intasamento delle linee internet mondiali. Mi viene da pensare ad un piccolo paragone che già Gardini ha colto. A chi verrebbe l’idea di diventare violinista…

View original post 1.112 altre parole

Annunci