poesiaoggi

POETICHE VARIE, RIFLESSIONI ED EVENTUALI …

Mese: marzo, 2014

Novità sul sito della casa editrice

Tutti i libri del catalogo sono ora a disposizione anche in formato e-book a 3,99 euro.
http://www.marcosayaedizioni.net/#!e-book/c13hn

ebook

Per acquistare il cartaceo:
http://www.marcosayaedizioni.net/#!shop-online/c1sei

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La poesia e l’ipnosi secondo Luca Cerretti

generAzione rivista

Poesie d’amore ne sono state scritte tante, troppe.
Persino ora, mentre vi scrivo, l’occhio mi cade a sinistra, dove ho la libreria con la mia selezione di poesia, e mi accorgo che lo scaffale all’altezza del mio sguardo è un girone infernale di amanti dannati. E ti viene da chiederti se non sia già stato detto tutto, sull’amore, o se l’argomento è talmente vasto, così straordinariamente vasto da non poter essere veramente e adeguatamente trattato nemmeno in un milione di anni. Questa vastità un po’ mi spaventa, un po’ mi rincuora, e va bene così.
Non mi addentrerò ulteriormente nel discorso, ma resta il fatto che di poesie sull’amore ne sono state scritte veramente tante. Ma quante? Ecco, diciamo che ne sono state scritte tante quante un uomo avido di poesia potrebbe leggerne in una vita intera (ma guardatevi da coloro che leggono solo poesie d’amore, perché la poesia è…

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Novità sul sito della casa editrice

Sul sito della casa editrice è ora attivo lo shop online. E’ possibile anche acquistare alcuni libri in formato e-book, a breve tutti.
http://brunogentile.wix.com/marcosayaedizioni#!shop-online/c1sei

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Mappe per il mondo. Conversazione con Chandra Livia Candiani

La grande bellezza di Facebook: i primi commenti dopo la visione televisiva del film di Sorrentino

CRITICA IMPURA

Jep Gambardella coartato all'interno dell'ennesimo completino pastelloJep Gambardella coartato all’interno dell’ennesimo completino pastello

1999, American Beauty: non narra solo cose brutte, è brutto di per sé. Vincitore di cinque premi Oscar. 2014, La Grande Bellezza: non narra solo cose brutte, è brutto di per sé. Vincitore di un Oscar.
Sembra quasi che gli esseri umani, messi di fronte alla visione coatta delle proprie sordide meschinità, non sappiano perdonarsele altrimenti che premiandosele, coccolandosele, tenendosele per buone.
La messa a nudo sociale, in questi film, sta solo nel fatto che ambedue citano nel titolo la “bellezza” dove non c’è: nella fattispecie, nella mente dei registi e della gente che andrà a vederli al cinema. Io la chiamo “la sindrome de La vita è bella“, citando il film più orrendo, offensivo e ignobile mai girato da un italiano. Guarda caso, anch’esso nomina nel titolo una bellezza che non c’è, anch’esso ha vinto un casino di Oscar…

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La grande bellezza

La vera e unica “Grande Bellezza” è ascoltare l’assolo di Starway to heaven

di Jimmy Page.

Intervista a cura di Caterina Arcangelo

fuori asse

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