Filosofia spicciola a cura di Nicola Vacca

di poesiaoggi

Filosofia spicciola

Recensione di Nicola Vacca

Filosofia spicciola

Il poeta deve essere un uomo del proprio tempo. La sua attività è prima di tutto scrivere versi per dare conto di tutto ciò che deflagra nell’immanenza incerta di un divenire quotidiano di cui spesso ci ostiniamo per comodità e opportunismo a ignorare la crudeltà del suo vero.

C’è un bisogno autentico, in questa bassa epoca di cialtroni e mestieranti, di poeti che credono nella parola perché c’è ancora troppo da fare.

Marco Saya è uno di questi e il suo Filosofia spicciola, verso dopo verso, è il libro di un poeta che deciso di essere guardiano dei fatti e testimone diretto con la sua esperienza della realtà che attraversa.

La sua Filosofia spicciola è fatta di attraversamenti che si intrecciano tra loro e danno vita a un mosaico che raffigura nella sua disumana essenzialità tutta l’approssimazione di un tempo che in ogni momento cade per farsi male.

È nell’essenza delle cose la poesia di Marco Saya. La sua filosofia imbraccia l’arma della parola che come un bisturi tagliente interviene sulle ferite aperte della realtà e del suo inferno immanente che brucia tutto di “una commedia del quotidiano” che si autodistrugge per assenza di umanità.

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