poesiaoggi

POETICHE VARIE, RIFLESSIONI ED EVENTUALI …

Mese: settembre, 2014

Voilà di Ginevra Lilli

Voilà

C’è tutto
un mondo
che vorrebbe entrare
qui dentro
nella scatola
di questa
mia
piccola
poesia.
Una giraffa
e un monumento scrostato di periferia;
un barbone
con i piedi puzzolenti
e un televisore al plasma
molto snob.
Un marciapiede
americano,
una nave da guerra
e un tappo di sughero.
Un sigaro toscano
e persino,
saputa la notizia del casting,
una biro blu regalata.
Il colore verde e un sorriso che dice:
signori,
non c’è più posto
per questa sera.

Tratta da Diario Ordinario di Ginevra Lilli di imminente pubblicazione

copertina_lilli

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Misinabì di Giulio Maffii in uscita …

Scendemmo poi
con le briciole piene di tasche
e l’ansia delle saracinesche nell’ora di chiusura
o quando taci
precipitammo quindi
costola su costola
e dalla grotta uscirono
quelli che si erano fatti umani
Quante lapidi di polvere
e ancora verbi e parabole
-ascolta il respiro delle pietre-
tu come allora dicesti noi
ma ero già dimenticato
Non ricordo
non ricordo la direzione
segnata dai pali della luce
dalle semplici scarpe
-ho visto il tuo corpo
l’ho visto con la mandibola felice-
e tutto intorno
questi strappi di universo
le molecole di un abbraccio
mai giunto a destinazione
Guardi la traiettoria della chiave
già sei nel deposito di ruggine

Copertina_Misinabi

Come erano e come ritorneremo ad essere … ( il job act ), il blues, i campi di cotone …

campi di cotone

Sogno di una notte di fine estate – Premio Poetika 2014 di Onirica Edizioni. — a Castellina Marittima.

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Dilemma

Quando ascolto Hendrix mi viene voglia di appendere la chitarra al chiodo.
Quando leggo Montale penso che tutti dovrebbero smettere di scrivere.

montale jimi

Aforisma

Il non saper ascoltare è come il non voler leggere gli altri.

Sullo scrivere …

Sento spesso dire che è stato già scritto di tutto. Leggendo da sempre le pagine di Montale al contrario lui ci dice che c’è ancora tanto da scrivere. Basta seguire il percorso che ha tracciato. Forse nessuno ne è in grado. meglio descrivere le basse coordinate geometriche delle stagnanti metropoli, l’alta quota spaventa, manca l’ossigeno e forse è più facile nascondere la penna sotto le nubi.

Il mio primo dolore

Il mio primo dolore
me lo ricordo bene.
A tavola, con gesto sbadato,
rovesciai l’acqua dal bicchiere,
sporcai la tovaglia,
e avevo quattro anni.
Il rimprovero della mamma
fu solo un pretesto
alle lacrime.
Non per quello piangevo,
ma per l’improvvisa rivelazione
che tutto passava e finiva:
quel pranzo, il bagnato,
la gente del mondo,
ogni aiuto futuro.
Saremmo invecchiati e poi morti
– nessuna eccezione.
Quello a cui non si deve pensare,
invece a me era venuto in mente.

Poesia tratta da Lezione di solitudine, breve silloge di Alida Airaghi pubblicata parzialmente sulla rivista ticinese Bloc Notes.

Chiacchiericcio (2012), Filosofia spicciola (2014) – Tutte le poesie

Chiacchiericcio 

chiacchiericcio

Filosofia spicciola

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Situazione temporanea – Tutte le poesie (2009)

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