poesiaoggi

POETICHE VARIE, RIFLESSIONI ED EVENTUALI …

Mese: ottobre, 2014

Sabato 1 novembre ore 17,00 Fernando Picenni presenta il libro Occhimirìada

locandina picenni

Gli editori presentano

VENERDÌ 7 NOVEMBRE

ORE 16.00 Sala Blu. MARCO SAYA EDIZIONI PRESENTA Settembre sarebbe un bel mese. Un thriller ambientato in uno splendido borgo della campagna toscana, dove i cacciatori cominciano improvvisamente a morire uno dopo l’altro. Con l’autrice Maria Paola Canozzi dialoga l’editore Marco Saya

http://www.pisabookfestival.com/new/gli-editori-presentano/

pbf

:: Stupeus: La festa e la lontananza – Recensione-intervista a Sonia Caporossi e Antonella Pierangeli, curatrici dell’antologia “Poeti della lontananza” (Marco Saya, 2014) a cura di Federica D’Amato

Liberi di scrivere

poeti_lont_copertinaPoeti della lontananza è il titolo – felicissimo – che le critiche letterarie Sonia Caporossi e Antonella Pierangeli hanno scelto per un’antologia appena pubblicata dalla Marco Saya Edizioni. Titolo felice perché evocativo non solo il piglio acustico e originario della tradizione poetica occidentale, ma nello specifico perché riferito a un’alterità che tra le pagine si fa tema e metodo: principio agglutinante la lingua d’esilio dei poeti antologizzati, e vera e propria “festa della critica” a cui Sonia ed Antonella fanno approdare il lettore con le loro ricognizioni ermeneutiche. Sette i poeti che tra queste pagine si scambiano il testimone della lontananza, in quell’”atletica dell’esilio” forgiata dal fuoco vivo del dialetto, dal fuoco calmo del ricordo. Omar Ghiani, Domenico Ingenito, Francesco Terzago, Antonio Bux, Ianus Pravo, Michele Porsia, Alessandro De Francesco declinano così una eterogenea fenomenologia dell’assenza, espressa da esperienze scrittorie certo cangianti, sebbene accomunate da un compatto principio di distanza…

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Una poesia di Febbraro tratta da “Il bene materiale”

«Buongiorno, mi dia tre etti del cadavere
di un manzo. Però mi raccomando, che sia
di quello che non ha sofferto andando
al macello, del più sciocco, fidente o
soprappensiero, cui l’ultimo muggito
non abbia striato la carne d’incubo
e maledizione contro la nostra biblica
autorità, e autorizzazione. Un bel vitello
con la nervatura non ustionata
dalla memoria d’un cancello.
Che stia bene col brodo leggero,
la frutta di stagione e l’aroma
del vino novello. Mi dia di quello».

(Paolo Febbraro)

A breve il primo titolo della collana di narrativa

Mi piace guardare dalla terrazza, nel silenzio del pomeriggio, la strada in leggera discesa che dopo avere curvato davanti alla casa dei vicini attraversa il fiume e prosegue per Ertignano. È un’immagine di bellezza assoluta, per la perfezione dei cipressi che delineano la via bianca sotto il sole, per il mosaico dei campi tutt’intorno, di una varietà di verdi ormai tendenti al giallo a causa della calura estiva, per la dolcezza dei profili delle colline che si susseguono in una teoria di orizzonti fino ad assumere contorni nebulosi.

Siamo a 400 metri sul livello del mare, in una specie di morbida conca protetta da colline dove prosperano da secoli l’olivo e la vite. Oltre le colline, ci sono i monti dell’Appennino Tosco Emiliano da una parte e quelli delle Alpi Apuane dall’altra. Le due catene si incontrano qui, dove i pellegrini che un tempo percorrevano la via Francigena trovavano il varco di Tea per scendere a Roma o per risalire verso la Francia. Boschi di castagni, cerri e carpini sui versanti dell’Appennino, faggete, prati alpini e picchi rocciosi su quelli delle Apuane. La Versilia è a pochi chilometri in linea d’aria e il benefico influsso marino risale le valli e arriva fino a qui.

Questo è un autentico piccolo paradiso, non a caso si chiama Valbenedetta. Per essere perfetto gli manca solo che tornino le mucche e le pecore a pascolare nei campi. E che spariscano i cacciatori.

Uno l’ho tolto di mezzo io.

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Sfida

Mi guardava con sfida,
fiera della propria nudità,
una vergine in trepida
attesa. Tentennavo,
temevo di ferirla, sporcarla,
deluderla. E se fosse finita male?
E se non l’avessi mai più rivista?
Indugiavo, prendevo tempo.
Lei mi fissava, passavano le ore.
Finché mi decisi, avvicinai lentamente
la penna e le scrissi.
La pagina bianca si sentì,
così, appagata.

“Quadretto di giocose quartine”

ci sono delle cose
che sono solo cose
e le cose stanno lì
come cose morte

la foglia cadendo
incrocia uno sguardo.
un bersaglio in movimento,
il piattello incontra il caso.

l’emozione è un attimo
del tempo. non è una legge
fisica universale e tutti pensiamo
di essere nati scienziati.

Dio ha la barba grigia,
l’inquinamento l’ha sporcata.
le polveri sottili
ci hanno reso simili nel colore.

questo rendersi conto
dell’età che mangia la vita.
il fine pasto dipende
dalla sazietà del commensale.

Oh cavallina cavallina storna …
Se non fosse mai stato scritto
e lo leggessi ora penserei
a un matto scappato dalla neuro

si è soli perché ci manca la buona
compagnia. non poter conoscere
gli altri, la relatività non si annulla
inviando una mail a casaccio.

ci vuole poco per morire a una
certa età e il dietor non è un salvavita
Beghelli ma l’illusorio prolungamento
temporale di ricordi giovanili.

dietor

Poesie di Adam Vaccaro tratte dalla raccolta poetica Seeds edita da Chelsea Editions

Quintocortile

Milano infila tunnel del metrò
per rincorse di istanti veloci
che sommati fanno un niente

per farne montagne di macerie
tra sogni di un perduto verde e
incanti di incontri che a settembre

fumavano salsicce e bandiere rosse
parentesi in attesa di ragazzi bravi
a fare il gioco delle coppie con siringa

Milano ora fila sogni disfatti su uno spiedo
sapiente che cucina mucchi di denari
ricchezze povere di dolori e pensieri

Milano infila però ancora cortili uno dentro l’altro
che ritrovano in fondo – ancora visibile – il tempo.

L’elettricista

Mi domandavo a volte sospeso
tra i fili rossi della vita
ma il pane – il pane –
come ride e se ne fotte
quando muore beato nella gola

Siamo qui

Siamo sempre qui, con un occhio
che piange e uno che ride
nel co(s)mico disastro
e rondellano le rotule
dei gomiti e i gemiti
dei ginocchi
uno contro l’altro
uno contro l’altro

Tratte da Seeds di Adam Vaccaro – Chelsea Editions

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