A breve il primo titolo della collana di narrativa

di poesiaoggi

Mi piace guardare dalla terrazza, nel silenzio del pomeriggio, la strada in leggera discesa che dopo avere curvato davanti alla casa dei vicini attraversa il fiume e prosegue per Ertignano. È un’immagine di bellezza assoluta, per la perfezione dei cipressi che delineano la via bianca sotto il sole, per il mosaico dei campi tutt’intorno, di una varietà di verdi ormai tendenti al giallo a causa della calura estiva, per la dolcezza dei profili delle colline che si susseguono in una teoria di orizzonti fino ad assumere contorni nebulosi.

Siamo a 400 metri sul livello del mare, in una specie di morbida conca protetta da colline dove prosperano da secoli l’olivo e la vite. Oltre le colline, ci sono i monti dell’Appennino Tosco Emiliano da una parte e quelli delle Alpi Apuane dall’altra. Le due catene si incontrano qui, dove i pellegrini che un tempo percorrevano la via Francigena trovavano il varco di Tea per scendere a Roma o per risalire verso la Francia. Boschi di castagni, cerri e carpini sui versanti dell’Appennino, faggete, prati alpini e picchi rocciosi su quelli delle Apuane. La Versilia è a pochi chilometri in linea d’aria e il benefico influsso marino risale le valli e arriva fino a qui.

Questo è un autentico piccolo paradiso, non a caso si chiama Valbenedetta. Per essere perfetto gli manca solo che tornino le mucche e le pecore a pascolare nei campi. E che spariscano i cacciatori.

Uno l’ho tolto di mezzo io.

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