Giovedì 13 novembre ore 18,30 – Officina Coviello, via Tadino, 20 Milano

di poesiaoggi

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Fernando Picenni

Nasce a Bergamo nel 1929.
I primi approcci con la creatività sono poetici: non ancora ventenne una sua poesia intitolata Il male è pubblicata sul quotidiano “L’Eco di Bergamo”. Da allora, del resto, l’artista non cesserà mai di scrivere versi, spesso dialoganti con le sue opere pittoriche, che da quelle poesie attingeranno titoli sognanti. Comincia a dipingere giovanissimo, affascinato dalle forme naturali (“Avevo un vivo desiderio di tentare in pittura la traduzione cromatica dell’emozione poetica. Erano prove libere, subito avviate a cercare segni e immagini di abbandono lirico”)…
Nella seconda metà degli anni Cinquanta approfondisce sempre più febbrilmente il suo rapporto con la pittura, che lo porterà a dedicarsi interamente all’arte nel 1959. Sono gli anni della frequentazione del Bar Giamaica, dell’attrazione per Sironi e per la sofferta ricerca plastica Nicolas De Stael (“sono sempre rimasto folgorato dalla luminosa solitudine dei suoi spazi”).
Tra gli artisti della sua generazione frequenta Emilio Tadini, Piero Manzoni, Enrico Castellani, Tancredi e stringe una profonda amicizia con Gianfranco Ferroni, Dadamaino e il filosofo Sossio Giametta, erede culturale di Giorgio Colli e Mazzino Montinari nella sistemazione del corpus dell’opera di Nietzsche.
Già nell’ultimo scorcio degli anni Cinquanta Picenni ha identificato un suo inconfondibile stile, nel quale una rapida pennellata sfugge all’oscuramento della superficie (“Sì, impostando immagini ferme, corpose, quasi monocrome, emergenti e solitarie”).
Dopo alcune mostre collettive, tra cui la partecipazione al Premio San Fedele, a quel tempo ambitissimo, la prima mostra personale è nel 1961 al Salone Annunciata di Milano, con un catalogo curato da Emilio Tadini. Nel 1968 è la prima mostra alla Galleria Morone 6 di Milano, con il catalogo curato da Mario de Micheli. S’interessano al lavoro di Fernando Picenni Marco Valsecchi e Dino Buzzati che scrive sul Corriere della Sera.
Tra il 1978 e il 1983 Picenni realizza le Costruzioni, che poi riprenderà tra il 1995 e il 1998 (“Sentivo il bisogno di espandere il campo operativo del quadro, cioè la sua dimensione serrata, chiusa dai bordi, di abbandonare addirittura la tela per cercare una spazialità vasta, non racchiudente, alla conquista della parete”). Le Costruzioni sono opere di grandi dimensioni realizzate perlopiù con legno variamente sagomato e dipinto, fissate a parete (alcune dal muro sono prolungate sul pavimento), in cui il maestro anticipa ogni concetto di “installazione”, termine destinato a grande fortuna (“Venne a vedere le mie Costruzioni Pardi, mandato da Marconi: credo ne abbia fatto tesoro”).
Picenni ritorna alla pittura, al suo plasticismo lirico, arricchito dall’esperienza geometrica.
Nel 1995 sette Costruzioni sono esposte al circolo Culturale Bertolt Brecht di Milano.
Nel 1999 la Galleria San Fedele espone dipinti e quattro Costruzioni.
Nel 2003, in occasione della Mostra alla Galleria Folini di Chiasso, l’Editore Mazzotta promuove un catalogo dedicato alle opere recenti su tela, a cura di Elena Pontiggia, con testi di Domenico D’Oora e Meeten Nasr.
Nel 2005 è la mostra alla Galleria PoliArt di Milano, che già da anni s’interessa al suo lavoro. In occasione della mostra alla PoliArt la compositrice Paola Samoggia gli dedica un fotogramma musicale, intitolato Berceuse luisante, affascinata dalla luce picenniana di questi anni.
La mostra alla GAM Spazio Ex Pescherie di Cesena è dedicata agli anni recenti, nei quali una luce nuova riempie la pittura di Picenni Nel 2009 è l’antologica Fernando Picenni, percorsi romani, al Museo Mastroianni di Roma con un catalogo a cura di Giovanni Granzotto e testi di Daniele Grassi, Francesca Boesch e Leonardo Conti, Il Cigno GG Edizioni.

Giovedì 13 novembre ore 18,30 – via Tadino, 20 – Milano
Happy hour & reading
Fernando Picenni presenta la sua nuova raccolta OCCHIMIRìADA

Sabrina Minetti, Meeten Nasr e il sottoscritto dialogheranno con l’autore in questo gioco letterario di pennelli, colori e parole.

officina coviello

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