Nota di lettura a Misinabì di Giulio Maffii

di poesiaoggi

Poetarum Silva

cop (1)

Scendemmo poi/ con le briciole piene di tasche/ e l’ansia delle saracinesche nell’ora di chiusura. Un viaggio ctonio, e una meditazione sulla morte come limite, non colta nella sua astratta e anonima impersonalità ma dialogando con i morti, con le ombre, che continuano nel loro silenzio irrevocabile a chiamarci a pretendere che prestiamo loro voce. Questo mi è sembrato essere il centro di Misanabì di Giluo Maffii, Marco Saya edizioni, 2014. Un vero e proprio poemetto, per la compattezza del tema e i rimandi tra un testo e l’altro, oltre che per l’apparato di note che sono parte integrante e strutturale del libro. La poesia sin dalle sue origini è stata un colloquio con i morti, uno sprofondare nella dimensione altra per ricavarne, estrapolarne, rubarne un senso che dia ragione dell’addio irrevocabile che segna l’orizzonte della nostra esistenza. La poesia di Maffii si configura, quindi, come una…

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