poesiaoggi

POETICHE VARIE, RIFLESSIONI ED EVENTUALI …

Mese: febbraio, 2015

Brazil

Distanze

Da sempre, detesto la poesia. La poesia e i poeti. Vivo in un Paese in cui prolificano gli autori, ma non certo i lettori, e dove l’autoproduzione editoriale domina questo genere più di altri. Abbandono le mie ostilità solo davanti alla sorpresa, a quella sensibilità che ogni tanto mi lascia spiazzata, e alla capacità che hanno in pochi, di regalarti un punto di vista di cui avevi bisogno. E’ la poesia a cui vale la pensa di dedicare uno spazio in una libreria che sta ormai esplodendo. L’ho trovato volentieri, un posto sullo scaffale, per la raccolta Distanze di Ben Simon, pseudonimo di non so quale scrittore italiano che ringrazio per aver realizzato questo libro (Marco Saya edizioni, 159 pag, 12 euro).

Continua su … http://senzaunadestinazione.blogspot.it/2015/02/distanze.html?m=1

Altra breve recensione su: http://theblogaroundthecorner.it/2015/03/le-brevi-di-valerio4-ben-simon/

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Istantanee del concerto degli Azymuth, musica e poesia

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Bologna in Lettere-Concorso Letterario Sistemi d’attrazione

Words Social Forum

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In occasione della terza edizione del Festival Multidisciplinare di Letteratura Contemporanea “Bologna in Lettere”, che quest’anno sarà dedicato a Pier Paolo Pasolini e che avrà luogo negli ultimi tre weekend del mese di Maggio, il Comitato Promotore è lieto di annunciare l’istituzione di un Concorso Letterario di scrittura creativa denominato Sistemi d’Attrazione.

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Presentazione di Settembre sarebbe un bel mese di Maria Paola Canozzi a Palazzo Vecchio

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La relazione

Con forza un vento scuote il fogliame – con troppa forza – con forza media – con eccessiva forza – con debole forza: ora, togliamo di mezzo il fogliame: un vento scuote con nessuna forza, oppure, un vento con troppa forza non scuote nulla.

(Roberto di Marco)

Giovedì 26 febbraio, Scuola Internazionale di Comics: i Poeti della Lontananza con Sonia Caporossi e Antonella Pierangeli

CRITICA IMPURA

poeti1Giovedì 26 febbraio 2015, dalle 16.00 alle 18.00, nell’ambito del corso di scrittura creativa di Alda Teodorani, Sonia Caporossi e Antonella Pierangeli saranno di nuovo ospiti presso la sede di Roma della Scuola Internazionale di Comics a parlare di filologia e metodologia critica: come si fa una curatela poetica. Verrà presentata contestualmente l’antologia Poeti della Lontananza, con testi di Omar Ghiani, Domenico Ingenito, Francesco Terzago, Antonio Bux, Ianus Pravo, Michele Porsia, Alessandro De Francesco, a cura di Antonella Pierangeli e Sonia Caporossi (Marco Saya Edizioni, ottobre 2014).

Ingresso libero.

Per arrivarci: http://www.scuolacomics.com

Sede di Roma

Circonvallazione Ostiense, 80 00154 Roma
T. +39.06.51.41.120
T. +39.06.57.83.038
F. +39.06.51.88.36.48
E.Mail: roma@scuolacomics.it

Il servizio informazioni via email è aperto tutti i giorni
tranne il sabato, la domenica e i giorni festivi.

 Servizio di Orientamento Gratuito

Dal Lunedì al Giovedì: 10:00/12/30 + 15:30/18:00
Venerdì: 10:00/12:30
Segreteria

Dal Lunedì al Venerdì: 9:30/12:30 + 15:30/18:00
T. +39.06.51.41.120
T. +39.06.57.83.038

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DIECI POESIE (Quartine) di Annamaria De Pietro da “Rettangoli in cerca di un pi greco” (2015) Con un Appunto di Giorgio Linguaglossa

L'Ombra delle Parole Rivista Letteraria Internazionale

Giovedì 26 febbraio 2015 ore 18.00

Presentazione del volume di ALEKSANDR S. PUŠKIN
 32 Poesie CFR Edizioni 2014 traduzione di Paolo Statuti

Presenta GIORGIO LINGUAGLOSSA
Introduzione critica di ANTONIO SAGREDO

con interventi di
WANDA GASPEROWICZ, SILVANO AGOSTI

“LE STORIE” Libreria Bistrot
Via Giulio Rocco, 37/39 ROMA (Metro San Paolo)

topologia costruzione del volto topologia costruzione del volto

 Annamaria De Pietro è nata a Napoli, dove ha vissuto fino all’adolescenza, da padre napoletano e madre lombarda. Vive da tempo a Milano. Ha cominciato a scrivere non occasionalmente, ma sempre, in età matura. La sua prima pubblicazione in versi risale al 1997: Il nodo nell’inventario (Dominioni Editore, Como 1997). Sono seguiti Dubbi a Flora (Edizioni La Copia, Siena 2000), La madrevite (Manni, Lecce 2000), Venti fusioni a cera persa (Manni, Lecce 2002). Nel 2005 pubblica un libro in napoletano, Si vuo’ ‘o ciardino (Book Editore, 2005), col quale  paga il suo tributo alla città…

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Su l’EstroVerso un piccolo gustosissimo ‘assaggio’ da ‘Poeti della lontananza’ a cura di Antonella Pierangeli e Sonia Caporossi

Sono sette, numero sacro. Sette versificatori diversissimi per tenore compositivo, stile, forma e contenuti, eppure sette voci ultracontemporanee che emergono dal panorama letterario italiano come vessilli di possibilità espressive legate dal medesimo filo conduttore: il vivere o l’aver vissuto, per lungo tempo, per un po’ o per sempre, in un paese diverso da quello d’origine e avere fatto di questa lontananza una condizione esistenziale direnta e fatta salva dalla propria volontà artistica e dalla propria produzione poetica. L’avere assunto la nostalgia delle cose lontane a modus sentiendi, la vis passionale come forma di aisthesis e di sensuale salvezza, la riflessione e la partecipazione al mondo globalizzato, nonché l’attenzione alle culture e alle letterature di altri tempi e paesi come ideale cosmopolita e la meditazione sull’amore, sulla societas umana, sulla vita e sulla morte come chiave del cor di Federigo è ciò che li accomuna e li definisce in quanto poeti che, all’interno della nostra letteratura, cantano la condizione, straniante ma al tempo stesso salvifica, dello sradicamento. Omar Ghiani, Domenico Arturo Ingenito, Francesco Terzago, Antonio Bux, Ianus Pravo, Michele Porsia, Alessandro De Francesco. Sette poeti della lontananza. Sette poeti dell’esilio. Sette rappresentanti ed ermeneuti di qualsiasi lontananza ed esilio, di qualunque condizione outsider, di qualsiasi forma di orfananza. Ma anche, più semplicemente, sette poeti che, nelle forme e nelle modalità più disparate, scrivono lontani da casa. Se per il Leopardi dello Zibaldone la ricordanza è una condizione già preproustiana, non la rappresentazione di un quid, ma “una ripetizione, una ripercussione o riflesso della immagine antica” (Zib. 515, 16 gennaio 1821), potremmo dire parimenti che per i nostri poeti la lontananza non è una rappresentazione pura e semplice, bensì è un sentimento che sembra fungere da “ponte fra intelletto e ragione” (lo direbbe il Kant della Critica del Giudizio), cioè da luogo di passaggio metaconcettuale tra la dimensione teoretica e quella estetica e che esemplarmente ci permette il sentire, l’esperire e il partecipare proprio in quanto esseri senzienti all’autocoscienza e alla successiva conoscenza elaborata, concettuale, verbalizzata, dell’esserci. È così che le figure topiche della lontananza, come l’addio, la morte, la solitudine, l’amore, il pentimento, la follia, l’estraniamento, la nostalgia di un passato imposseduto e di una società mitica che non c’è più, assumono valore emblematico di catarsi e catabasi nei poco asettici inferni dell’Io e dell’altro da sé. E tuttavia, si tratta di argomenti che nei testi di questi poeti non vengono affatto abbandonati nell’esclusiva dimensione di un lirismo tradizionale incentrato sulle percezioni esclusive del soggetto, nemmeno in coloro che appaiono meno sperimentali e più legati ad una impostazione classica del versificare; vengono bensì rivissuti, alla luce della contemporaneità, attraverso una sensibilità rinnovata, assumendo un pieno e cogente valore euristico giacché, attraverso di essi, possiamo indagare l’esemplarità stessa dell’esistenza.

(dalla Prefazione di Sonia Caporossi)

La poesia della lontananza è la poesia della rarefatta assenza, della perfetta atemporalità in cui ogni tentativo di fuga dal reale, fisico e immaginario che sia, diviene impossibile perché ovunque si portino lo spaesamento e la dispersione randagia dell’esistenza, sulla montaliana “sfera lanciata nello spazio”, si materializzerà, dissonante e sublimato, quell’amor de lonh che possiamo definire lo stato dell’animo poetico che immanentemente domina questa raccolta. La sublimazione di questo amore che s’incarna nel mito dell’amor de lonh, è rivolta infatti all’impossibilità di integrare nell’altrove geografico, esistenziale, ideologico, emozionale, una mancanza: una sorta di afasia del pensiero che appare come l’asse metaforica di un alfabeto emotivo, la quale rinvia a significati più profondi, a relazioni insospettate che aspettano di diventare evidenti. Qui infatti il pensiero, quello che leopardianamente non teme se stesso e non si cura degli approdi, diviene il grande demiurgo della parola. Il pensiero che diviene poietico, che fa della forza germinante della distanza fisica la capacità rivelatrice della distanza psichica. La poetica della lontananza diviene, dunque, poetica dell’insondabile assenza: assimilabile, mutatis mutandis, a quella infiltrata in molta poesia simbolista e postsimbolista (si pensi, ad esempio, all’ermetismo). L’egemonia pulsionale che domina l’ispirazione dei testi qui raccolti, identificabile con ciò che possiamo definire con il termine provenzale razo, è infatti un disperato sentimento di privazione che alimenta l’istanza perennemente inappagata di congiungimento dell’Io con l’Altro, sentito come termine di un irraggiungibile quanto agognato equilibrio. Uno status della coscienza che potremmo chiamare di derelizione, non empiricamente rivolto verso una persona reale o una situazione esistenziale ma, per così dire, consustanziale e ontologico: segno di un destino ineludibile, simboleggiato dalla perdita. Tale stato d’animo, emergendo dal profondo alla luce della coscienza, si verbalizza nell’archetipo fonico lonh. È questo infatti il nucleo generativo dell’ispirazione dei testi di questi poeti, la matrice espressiva che genera un campo semantico immaginabile soltanto in una duplice pulsionalità: come luogo della materialità della vita empirica e nello stesso tempo luogo ideale dov’è l’oggetto dell’istanza poetica; veri e propri centri gravitazionali, dunque, di due costellazioni sinonimiche contrapposte, attivate dalla proliferazione lessicale che i loro impulsi contrastanti producono nella scrittura.

(dalla Introduzione di Antonella Pierangeli)

versi scelti da POETI DELLA LONTANANZA
Omar Ghiani, Domenico Ingenito, Francesco Terzago,
Antonio Bux, Ianus Pravo, Michele Porsia, Alessandro De Francesco
a cura di Antonella Pierangeli e Sonia Caporossi
POESIAOGGI N. 21 (Marco Saya Edizioni)

continua a leggere su … http://www.lestroverso.it/poeti-della-lontananza/

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Piccoli editori e distribuzione …

Una domanda che spesso è rivolta ai piccoli editori come il sottoscritto è la seguente: “dove posso trovare il libro di un tuo autore”?  La risposta è semplice: “Basta ordinarlo in qualsiasi libreria”, sono decine le librerie, sparse per lo stivale, che mi hanno ordinato un solo libro di un mio autore. Con altre librerie fiduciarie ho aperto un conto vendita. E poi ci sono i distributori online, IBS, Amazon & C.  Infine si può acquistare un libro direttamente dal sito della casa editrice o se siete in zona presso qualche fiera dell’editoria o in qualche presentazione. Tutto questo per dire che un libro è sempre reperibile.

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