Francesco Terzago

di poesiaoggi

Interno poesia

francesco terzago

Vorrei dire, agli altri passeggeri che mi sono vicini,
che spettacolo, che gran spettacolo, quest’ala
che ondeggia al mio fianco, pare quasi che
il suo vertice sia una lama puntata alla giugulare
del crepuscolo, ma è un’illusione. Che spettacolo,
vorrei che lo sapessero ma alcuni di loro
stanno rimettendo, altri stanno soffocando
il finestrino con una coperta viola. Qualcuno
se ne sta con gli occhi chiusi, fingendo
di dormire e allora me ne sto zitto a contemplare
l’ala. Mi accorgo che è simile al corpo flessuoso
di un pesce gatto, un pesce gatto che stia
risalendo la pigra corrente di un canale di irrigazione,
è un morbido movimento, una lenta esse.
Da una buona mezzora il nostro aereo è scosso
in ogni direzione. Tutto è cominciato non appena
abbiamo concluso il pasto: noodle con piselli
e cubetti rosa di carne di maiale. Ho sempre trovato
curioso il fatto che le…

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