Niente mai di Franco Castellani

di poesiaoggi

Dalla Prefazione di Natascia Tonelli:

… Per questo nella voce di Castellani risuona la
voce dei grandi poeti della tradizione più alta del
Novecento, l’Ungaretti dell’ Allegria e del Sentimento, il
Montale delle Occasioni, lo Zanzotto di Dietro il paesaggio e di
Vocativo, voce che è accolta, amorosamente ospitata e
onorata in questi versi. Una voce alla quale si guarda come a
un dove ancora in vista (“Petrarca ist wieder in sicht”, poteva
dire Celan raccontando di Mandelstam il quale, nel nome di
Petrarca, intendeva ricreare comunità e civiltà nelle terre
glaciali delle crisalidi di fango siberiane…), come a un
orizzonte sempre ideale, rifugio e paradigma di senso anche
nello strazio del gelo che corrisponde all’assenza di parola.
Ha un accento tragico, la lingua sapiente di questa poesia,
emblematizza un lessico ristretto che si staglia sempre più
nitido a definire un paesaggio assoluto: è lì, fra quelle scelte
ridotte, che la favola di ghiaccio si svolge e si scioglie, il
cuore di neve si scalda alla dolcezza dei ritorni di suoni, alla
familiarità ospitale che regala la rima, torna alla vita, si fa
infine carne e sangue di parole.

http://www.ibs.it/code/9788898243174/castellani-franco/niente-mai-raccolta.html

niente

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