Sogno di una Milano noir

di poesiaoggi

scorrono pensieri come shock anafilattici,
luci abbaglianti, caduteriprese
di un povero corpo martoriato
che dondola su un anonimo marciapiede
di un’ancora più anonima metropoli.

passeggi di magma umano,
corpi che si sfiorano,
occhi che guardano altrove,
menti disadorne,
vetrine in saldo,
la merda esposta come oro che luccica,
parallelepipedi si ergono solenni,
cattedrali di poteri abitate
da tarme, scarafaggi si moltiplicano
a dismisura di conigli.

scorrono pensieri,
indugiano sul “chi siamo“,
perché inermi davanti a quella vetrina.
risveglio in un marciapiede putrido
calpestato da caschi e motorini irriverenti,
da puttane con l’areola e autisti appestati.

scruto i tombini,
i preservativi ai bordi,
siamo noi,
sperma raffermo,
tracce dei nostri tradimenti
piccoli e così meschini,
le nostre minuscole vite
negli occhi acquosi,
fieri di essere umani,
pantegane dal pelo lucido,
sovrane incontrastate
della nostra Cynar da bere.

gatti in calore segnano ogni notte il territorio,
il trionfo dei sensi,
l’appagamento di un piacere orale
di una sconosciuta,
di un’amante,
di un amico,
di un infame
ed altro sperma raffermo
nelle fogne di Sevesi amiantati.

scorrono pensieri come shock anafilattici,
luci abbaglianti, caduteriprese
di un povero corpo martoriato
che dondola su un anonimo marciapiede
di un’ancora più anonima metropoli
e implora la fine dell’ultimo atto.

Tratta da Raccontarsi, ED. ICI, 2001

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