Il minor male

di poesiaoggi

Il minor male

La quadratura del cerchio non vale
tentare nella forma del quadrato.
Si tenti col rettangolo, che a un lato,
quello scoperto, smargina il frattale.

Sarà comunque attinto il minor male,
un asse diagonale, smisurato.

La quadratura del cerchio non è possibile, dicono per sensata esperienza e certa dimostrazione.
Si può tentare col rettangolo, ma a patto che sia un rettangolo inesatto, disattento per sprezzatura al suo versante orientale, che è quello donde astri dall’aria sorgono, e poi vengono dimenticati.
Si può tentare con uno schieramento di quartine. E siano dunque quartine gli strumenti, il laboratorio malcerto, l’intenzione.
Quartine, che nella loro brevità lapidaria chiudono il cerchio di una sentenza, quasi un aforisma, confidando alla compiuta concisione del loro stare secco, stretto e per poco, come a un piccolo ventaglio che gira attorno all’asse duro delle sue guardie, il ruolo, il compito di un’evidente, e occulta, epitome del cosmo.
E sia il laboratorio a tal punto malcerto di buone intenzioni da ammettere, qua e là, per generosa distrazione, quartine caudate scodinzolanti alla speranza, forse, di attingere approssimando l’astro cordiale di un cerchio, uno qualunque, erranza erratica indulgente.
Ma sia anche, il laboratorio, a tal punto confidente di buone intenzioni da farsi parlatorio confidenziale ove qualcuno parli a qualcuno – non contano i nomi, soltanto contano i pronomi, ganci aguzzi alla voce, all’imprecisa geometria del mondo, al ventaglio allo specchio nella mano tesa di un pi greco.
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Annamaria De Pietro da Rettangoli in cerca di un pi greco

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