Il cranio lacerato che la ruspa

di poesiaoggi

                                                                                            All’ombra de’ cipressi

Il cranio lacerato che la ruspa
sventra come fosse sul ponte
di Auschwitz e sulla strada rotola ancora
il fango dei capelli. Soffia
sul cemento in attesa
di pioggia il vento
Il sacro gendarme ride e parla
con la lingua biforcuta
Tutto il genio dentro un’arca di ferro
Due guanti raspano la terra
in cerca di un braccio teso, di un dito
rotto che non si trova
– ma quanto pesa l’anima,
il cuore, di un uomo in cerca di pace?
Neppure l’ombra resiste poi molto

Franco Castellani

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