“L’Io poetico è una maschera dall’etimo greco”: da “Le mucche non leggono Montale” di Giulio Maffii

di poesiaoggi

CRITICA IMPURA

Io non io Io non io

Di GIULIO MAFFII

IO NON IO *

Il non poeta lo si riconosce subito dai primi versi. Il parrocchiale, chiamiamolo così al pari dei pittori della domenica, non conosce varietà di dettato, di espressione. Valori connotativi e denotativi. Il linguaggio questo sconosciuto. Lo sguardo sarà sempre obliquo, i pensieri muti, insomma scrive sempre in poetichese, non ha uno stile personale che nasce da una ricerca e da uno studio continuo. Le similitudini e i paragoni sono sempre introdotti da un “come”, egli inzeppa di aggettivi la pagina scritta, non scopre parole, non osa, forse non conosce. E così si susseguono anima, vita, malinconia, pensieri, destino. In alcuni casi sparisce l’articolo determinativo o compaiono plurali poetici. La mancanza di solide letture pare evidente in ogni scritto. Talvolta appaiano pure degli orribili troncamenti, ognor, cuor, ben, cose di altri secoli. Il linguaggio evolve, evolve con noi, con la storia…

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