40.000 invisibili, i visibili sono sempre gli stessi e i lettori un pugno di mosche.

di poesiaoggi

” Se c’è una categoria di invisibili, questi sono i libri di poesia, dei quali ha scritto Paolo Di Stefano su “La Lettura” del 9 Agosto. Intendiamoci: a leggere certe poesie, è meglio che restino invisibili. Ma su quasi 40.000 titoli di poesia in circolazione – anche nei primi 7 mesi di quest’anno ne sono usciti quasi 2000 – ce ne saranno almeno 500 che si possono salvare? Certamente sì. Purtroppo, però, anche i poeti che meriterebbero più attenzione, spazio, visibilità e mercato non riescono a superare una determinata soglia di vendite, finendo così ben presto tra i libri a lentissima rotazione, che escono dalla libreria poco tempo dopo che vi sono entrati. Il fatto è che il pubblico che legge poesie è poco più di uno sparuto drappello di amatori e l’impressione è che neanche i poeti che scrivono leggano i loro colleghi poeti! Non resta perciò che accontentarsi di un mercato d’elite.” (Giuliano Vigini)

Qualche verità e qualche “inesattezza”

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