Milania

di poesiaoggi

Milania si deposita nella pianura come la caducità delle foglie d’autunno o le polveri acide che sgorgano dagli occhi, vitree bilie incastonate in sguardi assenti, viste d’angoli tra strade ora vuote ora piene, talvolta linee che intersecano altre linee in concentriche ragnatele con smagliature più o meno fitte, più o meno spesse, fruscii di calze a rete nelle coppie di puntini che, in ogni dove, segnano il territorio.

Dall’alto si gode il panorama di guglie, cime di cipressi, cornicioni di sparuti grattacieli, una quantità infinita di piccole grandi nature vive, morte,corpi, oggetti, puzzle in movimento che si accoppiano, si intrecciano per poi lasciarsi perché l’elemento scappa, perché non sei nel posto giusto, nel momento adatto, nel centro del microcosmo.

Come veramente sia Milania sotto questo confuso tappeto di segni non ci è dato sapere. Fuori, la pianura prosegue arida sino all’orizzonte, s’alza il cielo dove le nuvole s’inseguono. Nelle forme che il caso e il vento regalano ad esse, l’uomo gioca a distinguerne i contorni; una barba, un dirigibile, un segno…

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