Murales

di poesiaoggi

quattro mura imbrattate
nel prosieguo della via.
maledetta congiunzione
del diritto con il rovescio:
si attarda o si approssima.

dipende dall’iconografia

che m’ispira l’onnipotenza
di un dio.
non quello greco,
confusione oppiacea
di genti obliate
da proci parassiti.

oggi si sta a Itaca.
ma ricordiamo,
talvolta, quel libro,
allora sacro, oggi sigillato
nei comodini
di spoglie stanze
di miserabili hotel a ore.

ora ci torna provvidenziale
nell’orrore
per la comune indigestione.

minimale l’azione
di un gigante
buono o cattivo,
Nessuno o eroe acheo?

mi rigiro tra puntini
di pareti incidentate.
le macerie ostacolano passi,
ora chiassosi,
ora deboli.

tutto così.
a mezzo tra pianti e risa,
sembra facile,
ma il tombino sfugge
e ruzzoli tra chimerici folletti,
psichedeliche istantanee
per poi riprendere
il cammino della paura.

e la mano va,
la testa segue,
il corpo tutto
(non più crisalide)
non passa il tubo,
lasciato lì quasi per caso,
oltrepassato il valico
sembra che sia cambiato,
accidenti alla metafora
(sgarbata)
che tesse la solita tela.

illuso dalla giostra
(sempre in tondo e attorno ruota)

illusionisti del piacere
sbancano la tua slot,
(ben poca cosa conteneva)
e riprendi la falcata vuota
e la vetta
(cosa avrà da dirci?)
forse risponderà
al limite
dell’accadimento.

murales cover1

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