Consigli di lettura

di poesiaoggi

40 anni senza Pasolini — CONSIGLIO del LIBRAIO — a quattro decadi dalla morte (2 novembre 1975) di uno dei più grandi intellettuali italiani (e non solo), segnaliamo il bel volume di Marco Saya Edizioni: “Pasolini – La diversità consapevole” – una raccolta di contributi critici e scritti su Pasolini, un racconto a più voci che restituisce la forza e profondità dell’opera dell’autore.

In una carta risalente ai primi anni Settanta, Pier Paolo Pasolini ha scritto: «Ogni volta che mi chiedono di raccontare qualcosa su mia madre, di ricordare qualcosa di lei, è sempre la stessa immagine che mi viene in mente. Siamo a Sacile, nella primavera del 1929 o del 1931, mia mamma e io camminiamo per il sentiero di un prato abbastanza fuori dal paese; siamo soli, completamente soli. Intorno a noi ci sono i cespugli appena ingemmati, ma con l’aspetto ancora invernale; anche gli alberi sono nudi, e, attraverso le distese dei tronchi neri, si intravedono in fondo le montagne azzurre. Ma le primule sono già nate. Le prode dei fossi ne sono piene. Ciò mi dà una gioia infinita che anche adesso, mentre ne parlo, mi soffoca. Stringo forte il braccio di mia madre (cammino infatti a braccetto con lei) e affondo la guancia nella povera pelliccia che essa indossa: in quella pelliccia sento il profumo della primavera, un miscuglio di gelo e di tepore, di fango odoroso e di fiori ancora inodori, di casa e di campagna. Questo odore della povera pelliccia di mia madre è l’odore della mia vita».

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