A breve in uscita …

di poesiaoggi

XXIV

Eravamo solo bimbi ribelli
con le fionde e i padri emigranti,
soli e smarriti in cerca di guai,
indifesi, contrari alle regole
e con l’handicap dell’inquietudine.
Che cosa potevo chiedere
alle vestali della classe media?
Dov’era la Svizzera
o l’America dei miei nonni?
La geografia era un rito obsoleto
e la storia un falso dei vincitori:
meno male che c’era Zio Luigi
a smentire i libri e le carte,
a narrarmi la vita,
il contrabbando e la miseria.
E io attento ascoltavo
ed imparavo!

XXXVI

Versi che ridiventano altro
nel tempo, con il tempo, in altro tempo:
forse in un tempo in divenire.
La forma non prescinde
da un passaggio, né dallo spazio
ma diventa oggetto o soggetto
sol nei chiasmi della memoria
da elaborare
o, forse, da dimenticare.
E se resta immobile l’immagine
non puoi stigmatizzarla
perché il movimento la riconsegna
ad un’appartenenza estetizzante
che soltanto l’armonia sorregge
e la trasforma in diversa visione
e nel contempo ridona la vita
al fermo-immagine di un tempo andato
che era lì ad aspettare
l’ultimo sguardo che dicesse:
visto si stampi”.

LX

Siamo frammenti che il vento disperde,
il frangersi di mille incomprensioni
in ovuli sterili e infecondati
che vengono espulsi e diseredati.
E quel che oscilla in fronte all’avvenire
non saranno bandiere di memorie;
quel che saluteremo all’indomani
non saranno fantasmi ed ombre scure
ma lacrime innocenti da asciugare
di martiri, di santi e di migranti.
Eternità di limiti e bugie
scivolano negli antri delle fiere
tra mercanti, ladri e filibustieri.

Copertina_Getsemani-page-001 (1)

Advertisements