poesiaoggi

POETICHE VARIE, RIFLESSIONI ED EVENTUALI …

Mese: febbraio, 2016

Rita Pacilio, Poesie sul jazz

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Sulla Lettura nota di Franco Manzoni, che ringrazio, al libro Getsemani di Francesco Tarantino.

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Formiche

Stasera ho visto alcune parole camminare in fila come formiche, arrivavano dalla mia stanza dirette al frigorifero, ne ho schiacciata qualcuna con il piede scalzo, per farne schizzare fuori l’informazione nuda come un nervo, come un numero senza pelle. Invece nulla, dopo un attimo di stordimento le parole schiacciate hanno ripreso la fila, così mi sono seduto e le ho osservate per tutto il pomeriggio rosicchiarsi il frigorifero. Prima hanno dissolto la parte metallica, lasciando tutto il contenuto sospeso, poi hanno invaso il cibo, il motore, e si sono dirette verso il cucinino. Si sono mangiate le pentole, il lavabo di marmo, i fornelli, e dopo hanno cominciato a mangiarsi il muro, lasciando solo le tubature al suo interno, poi si sono dirette verso di me. Le ho lasciate fare, hanno cominciato dai piedi, le parole non fanno male quando mordono senza invettive. Sapevo fino a dove sarebbero arrivate, lo avevo scritto sul pc lasciato aperto sul letto, avevo scritto loro di uscire dal pc e mangiarsi il frigo, il cucinino e poi i miei piedi; sono salite fino alla gola, dentro al cervello, sono diventato per un istante un tweet, ed ho osservato il vuoto dal suo interno.

(Tratta dal libro Capelvenere di Andrea Gruccia)

Il tiglio

Immemore del suo rigoglio
e del profumo ventoso
in primavera, al rigore
dell’inverno si è spezzato
il tiglio della chiesa.
Il gioco simulato dalla neve
scherzava tra i tram, i fili
della luce, imbiancava
le bandiere della pace. Una realtà
quasi bambina, un incanto feroce
spezzava le dita del tiglio protese
all’innocenza della luna.
Nel brivido dell’alba la solitudine
di un uomo tra i cartoni
avvicinava l’estremo, scaldato
dall’amore dei suoi cani.
Un varco nella bruma si apriva
sibillino con il respiro dei clienti
della banca.
Nessuna gemma per l’uomo
nel suo gelo. Nella cruna di ghiaccio
soltanto l’occhio nitido del tiglio
nella luce spezzata del mattino.

(Laura Cantelmo)

Da lunedì 29 Febbraio sarà possibile ordinarlo

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Petunie

Preferisco di gran lunga la primavera,
puoi tenere la finestra socchiusa
il tempo respira, mezzo nudo in casa.
Compro ortaggi appena colti,
la chimica delle cose ferruginose
(come i cancelli da aprire con un calcio)
che si sfaldino! Che tornino alla terra.
O benedette cosce da scoprire,
per quell’aprile cornuto ma caldo, genuino.
C’è meno puzza in primavera,
puoi conservare il cuore sul balcone
tra le petunie.

(Andrea Gruccia)

Da lunedì 29 Febbraio sarà possibile ordinarlo

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LUIGI DI RUSCIO – SELEZIONE DI POESIE –

DISGRAFIE - a cura di Antonio Bux

QUANDO HO SCOPERTO MIO PADRE

Quando ho scoperto mio padre che guardava le formiche
il sole spaccava le pietre e intontiva i muratori senza cappello di carta
una buca scura intorno granelli di terra impastata
e il brulichio delle formiche con troppo grandi semi trascinati
e mio padre con schifo ha strisciato il piede sul nido
così ho imparato a guardare le formiche e ad avere questo schifo
e l’umano in mio padre è in questo astratto schifo
questo assalto dei sensi della nullità che mio padre affoga
con la partita a stoppa e ogni vittoria e ogni perduta salutarla con vino
e la sbornia gli porta una sorta di furore disperato
e scaraventa piatti e bicchieri contro il muro
e si condanna in questo furore o nel tacere
e nella fatica che è una battaglia perduta senza senso e senza scopo
mio padre ha scoperto nella formica la propria…

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Ritratto di un volto

Dico che nulla
cambia.
Sempre quel grigiore
del pallore
dei nostri volti.
Il fondotinta s’intona
con la pelle
sino al calar
della tapparella.
Uno specchio
ci guarda,
severo prova
vergogna
per quel viso
nascosto
come il nostro corpo.

Limbo

La vita è un limbo del non fatto.
“Cara, mi passi il sale per favore?”
Manca sempre qualche ingrediente,
anche la polvere sbuffa fuori
dal posacenere.

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Libri in uscita