Il suono per obbedienza a cura di Gian Paolo Grattarola

di poesiaoggi

Una naturale intonazione musicale sostiene la formula compositiva della scrittura poetica presente nei testi ivi raccolti e si distende nella puntuale scansione del verso. Con competenza e sensibilità, l’autrice ricava qui dalle vicende umane e dalle partiture musicali di suonatori di musica jazz, blues, fusion, funky e rock del valore di John Coltrane, Miles Davis, Herbie Hancock, Chet Baker, Charlie Parker Jr. Billy Holiday, Claudio Fasoli spunti di corrispondenze poetiche: “Convivere in due mondi ci apre/ alla presenza del suono: l’unico/ canale che permane, predispone e ci lascia andare.” Perché tra poesia e musica, nonostante il prisma delle loro indubbie differenze, corre un legame fittamente intrecciato, come un filo amoroso che annoda gli oggetti, i sentimenti e i segni di un paesaggio. Parole e note pulsano all’unisono e sollevano le apparenze della consuetudine umana per rivelare la vita. E la surrealtà è ad un solo passo, accordata e come piegata alla riproduzione di esperienze vere, o immaginate come tali: “Cresce così il canto e la lacrima/ quando all’inizio abbiamo il dubbio/ gentile burrasca del ‘qui c’è il rigo’/ accanto alla tromba si parla, si frana”… – See more at: http://www.mangialibri.com/poesia/il-suono-obbedienza#sthash.FnfpuDCX.dpuf

John Coltrane

John Coltrane performs on stage at the Half Note club, New York, 1965. (Photo by Adam Ritchie/Redferns)

Annunci