La lezione fuori tempo di Massimo Rizza

di poesiaoggi

Il fatto che in Italia qualsiasi intellettuale senta il bisogno di nominare il padre a cui riferire il proprio pensiero e i fratelli con cui condivide la stesura di testi, la promozione di convegni e seminari, non è un segno di amore per la conoscenza. Rappresenta invece il desiderio, temporaneamente appagato, di un naturale bisogno di appartenenza, frutto di un provincialismo radical chic, che nella pulsione più profonda non si differenzia dalla soddisfazione del tifo per la stessa squadra di calcio o, ai nostri giorni, dall’appartenenza alla moltitudine dei tatuati! Tutto sommato era meglio quando due sconosciuti, scoprendo casualmente di essere nativi dello stesso luogo, trovavano un argomento di conversazione comune, semplicemente per non subire la noia che caratterizza l’attesa di giungere alla destinazione del loro viaggio. (Da La lezione fuori tempo di Massimo Rizza)

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