Le ultime pubblicazioni

di poesiaoggi

Come a Plaza de Mayo sfileremo
alzando ritratti di ignoti, sbiaditi
dal sale, dalla pioggia e dai rovi.
Di tanta disperazione chiederemo
ragione al soccorso peloso
che dai loro covi offrono coloro
che hanno sconvolto in piena
coscienza il volto del pianeta.

(Laura Cantelmo – Geometrie scalene)

Avrei voluto chiamarla così
Blu
il fiore della mia battaglia
a mare colmo e vele spiegate
a giocare a super eroi femmine e separate
e mi piacerebbe gestire la luna
convincerla a darti risposte
basterebbe che cantasse l’usignolo
per vederti saltare di gioia
lanciare briciole come manna dal cielo
tu il cielo, io il gabbiano che ama il sereno
figlia del mondo, figlia del bene
figlia di questa mamma inerme
davanti al futuro.

(Serena Maffia – BLU)

Ora che siamo dentro l’ora
tutto è diventato nostro
le tracce dell’epidermide si sono confuse
spinte fuori da un ritornello
Così mi abbracci fino ad entrare nel torace
esplori le cavità cardiache
i rigagnoli che scorrono
Conosci a memoria ogni minima parte di me
ma non riesci a trovare l’origine
della tristezza che lascia l’impronta
in questo letto
Non saprai mai il segreto
di ciò che siamo
di ciò che non saremo

(Giulio Maffii – Giusto un tarlo sulla trave)

Taglio il letto a metà con il mio metro sottile da sarta
e senza fare rumore sul fianco sinistro divento
una zeta nera minuscola, un incastro mancato
io, che cerco sempre quello perfetto
conto gli animali e i piccoli insetti
cado nelle loro tane nere
centimetri di terra secca e minuscole ossa
gocce da bere nel mio sacco per l’inverno
io, che non posso vivere senza numeri
allungo la mano nell’idea che tutto è vicino
riempio il vuoto del mio fianco sinistro.

(Sonia Lambertini – Danzeranno gli insetti)

Mosche

Ci vorrebbe la leggerezza che hanno le mosche,
il loro essere se stesse in qualunque tempo,
e sopra qualsiasi stronzo volare
su qualunque vestito pulito.
Ci vorrebbe
il gracchiare delle rane,
un fiumiciattolo che passi
proprio in mezzo alla mia stanza,
con rane panciute e sazie
ingannate da una luna di plastica.

(Andrea Gruccia – CAPELVENERE)

Annunci