poesiaoggi

POETICHE VARIE, RIFLESSIONI ED EVENTUALI …

Mese: marzo, 2016

Recensioni

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Riflessione

Supponiamo che Montale abbia oggi 20 anni e si approcci alla rete. Posta una sua poesia (di quelle che già conosciamo) e che succede? NULLA

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IL TARLO DELLA POESIA CHE SI ANNIDA NELLE ROVINE di Nicola Vacca

Cosa resta della poesia nella stagione del grande freddo della parola? Giulio Maffii sembra chiedersi questo nel suo ultimo libro («Giusto un tarlo sulla trave», Marco Saya edizioni).

Nelle stanze della vita le crepe sono visibili.

Il poeta a occhio nudo maneggia le parole, e con la semplice essenzialità di un gioco di sottrazioni scarnifica fino all’essenziale i mutamenti che accadono e che non cercano alcun divenire.

Spazi da riempire senza alcuna pretesa di assertività definitive, vuoti da meditare senza nessuna ambizione di colmarli.

La poesia per Giulio Maffii è uno scavo nel mero attraversamento di ogni cosa: «E come ci siamo sentiti vivi /nello scambio dei lutti /nel baratto di luce ed ombra/la tua agitazione del rimorso /i miei morti che tornavano a galla /Attraversammo soglie e calendari /scavammo nidi d’aria /crollati in pochi minuti /sfatti da chi dimenticammo».

Dentro le parole c’è una forza di gravità e un peso specifico. Il poeta non deve fare altro che chiamare ogni cosa con il proprio nome.

Continua su:
http://www.satisfiction.me/il-tarlo-della-poesia-che-si-annida-nelle-rovine/

 

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Certe cose certe volte di Andrea Donaera
Biscotti selvaggi di Franz Krauspenhaar
Il tempo dell’esistenza di Claudia Zironi
Futuro non locale di Gabriella Modica
Mattanza del’incanto di Nicola Vacca
Di questo legno storto che sono io di Irene Paganucci
Le mucche non leggono Montale di Giulio Maffii
Lo zinco di Maurizio Landini
Dorsale di Maurizio Landini
Alcuni tentativi di ipnosi di Luca Cerretti
Questioni private di Andrea Carraro
Milano dalle finestre dei bar di Luca Vaglio
Come da un’altra riva di Mario Fresa
Misinabì di Giulio Maffii
Poeti della lontananza a cura di Sonia Caporossi e Antonella Pierangeli
Per silenzio e voce di Elena Mearini
Occhimirìada di Fernando Picenni
Le belle stagioni di Franz Krauspenhaar

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Un libro da non perdere …

Getsemani Corsera

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Fare l’amore all’incontrario

Cammino indietro fino al letto,
ci stendiamo creiamo una sigaretta
fumando
e poi la rimettiamo nel pacchetto
ci diamo un bacio partendo dalla bocca
ci svestiamo all’incontrario
rimaniamo abbracciati, per mezz’ora
poi ti metti sopra di me, mentre si ricompone
un’erezione un orgasmo
ci investe, gemiamo con gemiti invertiti
respirati
mentre i nostri umori vengono riassorbiti
continuiamo a fare l’amore, e t’inarchi ripieghi la testa
all’indietro e ti affondo e riaffioro dai tuoi capelli con
una eccitazione appena accesa, i tuoi seni a ninfea
sbocciano nelle mie mani.

E poi ancora effusioni,
e carezze che ci pettinano
e graffi che si guariscono,
e bocche che si ripuliscono
e corpi che si rivestono davanti ai titoli
di coda di un film che ricomincia
dalla fine mentre ci riprendiamo
per mano.

Andrea Gruccia

capelvenere

Cinema

C’è un cinema da qualche parte
che proietta un film che dura da anni
e dentro ci sono persone vestite come allora,
qualcuno fuma perché non è ancora vietato,
uscite di sicurezza, tutto a norma,
semplicemente il film è stratosfericamente lungo
e bello, ogni tanto arriva l’odore della neve
e qualcuno si sistema la giacca,
qualcuno sorride con un dente d’argento.
Il film parla di una primavera sconfinata
in cui si sono innamorati tutti assieme,
mille, forse cento, e qualche sussurro è arrivato
fino in centro.
Qualche volta ripenso a qualcuno
che non ho più rivisto
e lo immagino là dentro
che si stira per stare più comodo,
si toglie le scarpe,
sulla pelle lo stesso profumo,
nemmeno un capello fuori posto,
la barba fatta da poche ore,
e negli occhi lo stupore
di una gioia intatta.

Andrea Gruccia
capelvenere

Brindo alla contraddizione

Brindo alla contraddizione
alla scelta sbagliata, all’incoerenza
al mio sguardo smarrito
seduto al banco dell’assurdo
mentre vomiti l’ennesima lezione
di sicurezza della vita
e solo dio sa la paura
che mi fanno quelli come te
che non si perdono mai
tra le parole, per strada
negli occhi di un altro,
il bisturi è affilato
i tuoi morti sono in aula
silenziosi, io
cerco solo meraviglia.

Sonia Lambertini

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Sarà naturale provare momenti di odio

Sarà naturale provare momenti di odio
verso le finestre i tappeti la porta di cucina
verso il servizio per due
per la disposizione delle sedie
per gli odori dei saluti
Sento tracce nelle travi di legno
il bricco del caffè mi parla
di altri risvegli e atti mancati
Sento qualche risata
nascosta nell’intonaco
il segno delle cornici
lo spazio che dovrei riempire
Le case alla fine si assomigliano tutte

Giulio Maffii

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