poesiaoggi

POETICHE VARIE, RIFLESSIONI ED EVENTUALI …

Mese: luglio, 2016

Un guardaroba generazionale di versi dolenti – Ida Travi, 20.07.2016

Un guardaroba generazionale di versi dolenti – Ida Travi, 20.07.2016

POESIA. «La camiceria brillante dei miei anni» di Simona De Salvo per Marco Saya Edizioni La copertina mostra il bel titolo in rosso: La camiceria brillante dei miei anni. Si tratta della seconda raccolta poetica di Simona De Salvo. Il libro esce nella collana Sottotraccia diretta da Antonio Bux per Marco Saya Edizioni (pp.71, euro 10), casa editrice molto attenta alla contemporaneità dei linguaggi e alle voci poetiche che si stanno rivelando ora. La camiceria brillante dei miei anni è un libro generazionale. Parla del suo tempo. Somiglia a un armadio lasciato aperto in qualche stanza in subaffitto: camiceria brillante, forse un grembiule da lavoro. «Dentro di me c’erano Giddens, Bauman il pensiero sociologico, c’era / mio padre», intorno all’armadio una generazione di laureandi studiosi, di laureati a spasso: «Vuoi fare le pulizie per noi? Vuoi lasciare l’Università? / … Ti va di cucinare qualcosa?» Non tutti, no, ma qualcuno lavora tre mesi per un solo biglietto d’aereo. Qualcuno infila prodotti infiammabili in buste di plastica. Qualcun altro viaggia in treno con la boccia del pesce rosso tra le braccia. Dolenti, distratti, lì a chiedersi sempre chissà com’è andata, come andrà. La poesia di Simona De Salvo lo dice: se sarà fortunato lo studente lavorerà dodici ore al giorno. Altrimenti, niente! Sfilano ritratti, figure in controluce: «Ah, sì, me ne andai a sedici anni / Ah sì a quell’epoca non avevamo un soldo». Neolaureata in filosofia Simona De Salvo, chiuso un periodo da barista, inizia la sua collaborazione con un ufficio di selezione del personale ed è redattrice editoriale per la rivista indipendente di poesia e cultura «NiedernGasse»: si interroga sulla parola. Ma che posto occupa la parola se sei giovanissima e percorri veloce Via Flarer con le chiavi nel reggiseno? La parola è tua, sì, la parola ti vien data nascendo: riscàttala. È così che nasce la scrittura poetica: è una presa di coscienza che scavalca il diritto verso l’alto, là dove si apre un territorio inaspettato. Il libro fluisce in sei sezioni e un epilogo, mentre compaiono dediche ad Anne Sexton, al poeta rumeno Mircea Cartarescu, a Raffaello Baldini: citazioni che sembrano sassolini, tracce scritte che portano fino al cerchio metallico di Rho, fino alla ricerca di una stanza da condividere in qualche città della Lombardia: c’è sempre un io, c’è sempre un tu. Ci sono due che si fronteggiano, si parlano, sul pavimento le bollette e sul fornello il cielo. Passato e futuro sul rullo trasportatore. «E c’era il Politeama alle nostre spalle /… e l’immensità del cosmo, infine, appena dopo l’elettrauto / l’iperspazio». Sì, c’è un’idea speciale di spazio nella poesia di Simona De Salvo, un’idea, una misura disumana, c’è un rapporto diverso tra l’immenso e il minuscolo: «sembrava un fenomeno interstellare». La parola poetica di Simona De Salvo è la nostra coinquilina, ci è davvero contemporanea: vive con noi, osserva e registra al volo. Come nella poesia di quei due con la vita di carta stagnola in mano : la vita da un lato e una caramella dall’altro: «è quello che ti posso offrire, mi dicesti / Me la prendo, ti risposi». Che cosa? La vita o la caramella? La camiceria brillante dei miei anni non dà indicazioni: ma quando l’Apocalisse si avvicina i versi sgorgano come dopo aver stappato una birra e il silenzio è rotto dal miagolare di un gatto in gabbia, lui sulle ginocchia d’uno studente libero, fuoricorso.

manifesto

Marco Saya Edizioni

Il sito della casa editrice è ripristinato, buona lettura!
http://www.marcosayaedizioni.net/

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Premio letterario “L’albero di rose”: i vincitori

LA PRESENZA DI ÈRATO

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Su comunicazione della Commissione giudicatrice, formata dai proff. Giovanni Caserta, presidente, Dante Maffia, Luciano Nota, Marco Onofrio e Giorgio Taffon si comunicano i risultati del premio letterario L’albero di rose, bandito dal Comune di Accettura.

Sezione poesia edita

Risultano vincitori:

1. Donato Loscalzo, L’amore, invece
2. Anna Maria Curci, Nuove nomenclature e altre poesie
3. Francesco Tarantino, Getsemani o dell’inquietudine

E’  oggetto di segnalazione:

Anna Elisa De Gregorio, Un punto di biacca

Sezione poesia inedita

Risultano vincitori

1. Onofrio Arpino, Ritorno
2. Fernando Della Posta, Matrimonio lucano
3. Sergio Gallo, Pinus leucodermis

E’  oggetto di segnalazione:

Paolo Polvani, Il pino della ferrovia

Sezione racconto breve inedito

Risultano vincitori:

1. Pierfrancesco Stella, Selva d’antropofaggi
2. Antonio Villa, L’orto degli ulivi
3. Giovanni Asmundo, Una dedica

E’  oggetto di segnalazione:

Gianfranco Iovino, Profumo di radici

Si ringraziano sentitamente tutti i…

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Sonia Lambertini, “Danzeranno gli insetti”

Sonia Lambertini, “Danzeranno gli insetti”

lambertinidanzerannogliinsettiOPERA PRIMA
a cura di Luigia Sorrentino

Nel giorno del mio giudizio
quando il corpo sarà in scadenza
la bocca sarà colma di terra
danzeranno gli insetti
il ritmo assordante non mi farà dormire
e come nei banchetti degni di rispetto
trionferanno gli avanzi
le formiche ne faranno scorta
sottomano la mappa
cenni di anatomia
viaggio di sola andata.

Sonia Lambertini vive a Ferrara. Si è laureata in Scienze dell’Educazione. Sue poesie sono apparse in antologie, riviste, blog e siti letterari on line. Questa è la sua prima pubblicazione.

http://poesia.blog.rainews.it/2016/07/sonia-lambertini-danzeranno-gli-insetti/

 

Premio Anterem 2016 opere edite di poesia

Menzione a Laura Cantelmo, Geometrie scalene
e a Sonia Lambertini , Danzeranno gli insetti
Menzione speciale a BLU di Serena Maffia
Segnalazione a Rita Pacilio per Il suono per obbedienza

http://www.anteremedizioni.it/premio_montano_xxx_opera_edita

 

Il presente (e il futuro) della poesia secondo Luca Vaglio: Cercando la poesia perduta di Pietro Russo

Il presente (e il futuro) della poesia secondo Luca Vaglio: Cercando la poesia perduta di Pietro Russo

L’agile ma interessante volumetto di Luca Vaglio, Cercando la poesia perduta, edito per le edizioni Marco Saya, è scandito in due tempi: l’articolo-indagine La poesia al tempo di internet, già apparso online su Gli Stati Generali e su Nazione Indiana, che intende “alimentare una riflessione sulla posizione attuale della scrittura poetica”; e l’intervista a Paolo Giovannetti, docente di letteratura italiana allo Iulm di Milano, incentrata sulle mutazioni profonde e radicali nella metrica italiana dall’inizio del secolo scorso ai nostri giorni, Dalla rivoluzione del verso libero alla poesia concettuale, anch’essa pubblicata precedentemente sul web nel marzo 2016.

Una precisazione però è d’obbligo: la poesia che nel titolo è oggetto di ricerca non è quell’alta espressione dell’ingegno umano che ha accompagnato le civiltà nel corso dei millenni e che, complice qualche retaggio romantico ormai ampiamente metabolizzato, è di solito associata alla sfera della creatività linguistica, della bellezza, dell’ispirazione; bensì è da intendere, nel caso in questione, come genere letterario codificato e, in quanto tale, dotato di un’apposita collocazione negli scaffali – piuttosto ristretti – delle nostre librerie. L’indagine di Vaglio, dunque, si muove apertamente sul versante sociologico della contemporaneità letteraria, privilegiando un approccio euristico, sempre suffragato da una buona quantità di dati e interpretazioni, alla materia in questione.

La tesi dell’autore, nell’indagine che apre il libro, parte da una considerazione abbastanza semplice da rilevare: in Italia la poesia contemporanea (dove, con questo aggettivo, si intende indicare le generazioni nate dagli anni Cinquanta in poi) soffre di una mancanza di visibilità che la contraddistingue negativamente rispetto ai decenni passati del secolo scorso, soprattutto quelli a cavallo tra gli anni ’60 e gli anni ’80. Il che, naturalmente, può risultare un paradosso o comunque una condanna pesante in un’era che della visibilità mediatica ha fatto il principale caposaldo della societas globale. In questo contesto internet e le opportunità offerte dai social media svolgono un ruolo non secondario per quanto concerne la diffusione del genere poetico, veicolando nuovi contenuti e garantendo nuove forme di fruizione che però, secondo il parere di Vaglio, non sono ancora esenti dal riproporre, anche nel terreno virtuale, quello scollamento tra lettori ‘medi’, benché in possesso di un alto grado di cultura, e addetti ai lavori, critici e poeti su tutti.

Lo scenario che si profila all’orizzonte è dunque piuttosto complesso e frastagliato. Lungi dal poter dare interpretazioni a senso unico di dinamiche tutt’ora in rapida evoluzione, l’autore preferisce suggerire alcune chiavi di lettura del fenomeno ‘poesia’, soprattutto in un’ottica di ibridazione e meticciato tra codici linguistici eterogenei. A questo proposito, Vaglio avvalora l’efficacia argomentativa delle sue considerazioni puntellando il discorso con validi spunti offerti da critici e studiosi del panorama letterario nazionale (da Mazzoni a Zublena, passando per Cortellessa e Viviani).
Più addentro alle forme e alle modalità della scrittura poetica risulta invece la seconda parte, dove l’intervistato Paolo Giovannetti (autore, insieme a Gianfranca Lavezzi, di un importante La metrica italiana contemporanea, pubblicato da Carocci nel 2010) ‘legge’ la crisi e le trasformazioni più recenti della poesia contemporanea come il risultato di una forte “concettualizzazione” delle pratiche odierne di scrittura, la quale, a suo dire, genererebbe un avvicinamento dell’arte della parola ad altre forme di espressione artistica: “la poesia è un macrogenere dentro il quale convivono esperienze diversissime”, conclude il critico. Tali mutazioni in ultima istanza vengono ricondotte, con perizia di interpretazione critica corroborata da una convincete carrellata di esempi, al passaggio storico in cui la metrica tradizionale italiana ha lasciato il campo, nella prima metà del secolo scorso, a un proliferare di metriche che stanno alla base di quella plurivocità dell’attuale panorama poetico italiano.
Chiude il volumetto una ricca quanto imprescindibile bibliografia critica per chi, come Vaglio, abbia intenzione di tuffarsi nelle acque della poesia contemporanea, forse poco chiare e fresche rispetto al glorioso passato della grande tradizione lirica italiana ma che non per questo cessano di scorrere verso un futuro che si preannuncia articolato e complesso come quello della contemporanea società globale.
http://www.criticaletteraria.org/2016/07/luca-vaglio-cercando-la-poesia-perduta.html

 

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TETRALOGIA DEL PADRE – SONIA LAMBERTINI a cura di Pietro Ingallina

[Da poco uscito, ci è subito piaciuto: Danzeranno gli insetti (Marco Saya, Milano 2016) di Sonia Lambertini è un libro di grande impatto e spietata esattezza. Siamo sicuri che conquisterà anche voi. Ne pubblichiamo infatti degli estratti]

 

 

La sera canto alla mia bambina

non lasciarmi non lasciarmi non
un sussurro non
shhh

e prega con le manine bianche prega
sulla panca della chiesa
bianca, mano

prega di stare nella sera dormi nel
palmo della mano
la sera, guarda

mentre dormo e gioco non
ho smesso mai
giuro.

senza la paura non so chi sono
gioco in punta di piedi sul bordo
padre madre, tu che sei
una punizione severa
– lo dice anche Bataille –
la bambina cade dalle tue mani
sente male, è il gioco

 

***

 

Ho perso il filo che ho nascosto in tasca
tutto è diventato freddo e verticale come le bestie appese nei macelli

il loro cuore non è diverso dal mio, è una goccia che cade verso il
basso

mi avevano detto di non viaggiare sola, di non confondere le stagioni
e i fiori
stringere tre volte i nodi quasi a soffocarli

dimmelo ancora fino alla morte

se ne sono andati tutti dal mio ventre, il cibo che mi hai dato dalla
bocca
lo fa sembrare una piccola gola di uccello

la notte fa un verso strano che nemmeno io conosco

padre, siedi davanti a me, tocca i piedi con le ginocchia
sulla pancia accarezzo il tuo capo, nel petto hai l’utero che ti ho
dato.

 

***

 

Quando nulla ti è dovuto e non sai come
conosci il cerchio nero che ti assedia chiedi
quale strano progetto ha preso i tuoi occhi
per riempirli di colore giallo ocra e rosso

senti il passo della libella lo sfregare delle antenne
la resa in volo desiderio del maschio sul filo d’erba
e l’aria che sposta la curva il segmento che unisce
trovarsi dal nulla negli occhi del nostro calvo inverno.

 

***

 

Ascolta padre gli occhi negli occhi del padre
non puoi sbagliare le parole verranno semplici
i piedi bianchi e nudi leggeri alla tua bocca
con petali parola bianchi che usciranno
dalla tua bocca padre, si poseranno sui miei occhi
rosso stanco, sporcali di giallo ocra e il verde
della libella sul filo d’erba si guarda nell’acqua
gioca nei cerchi scolorano i tuoi occhi

Tetralogia del padre – Sonia Lambertini

 

Esiti raccolta inediti Premio Lorenzo Montano

Patrocinio: Comune di Verona – Biblioteca civica di Verona

Poeti premiati con Menzione

Stefano Allievi, Punti di vista

Camilla Buin, Poesie inedite

Fernando Della Posta, Cronache dall’Armistizio

Andrea Fenice, Profondità urbane

Stefano Grilli, Prigioniero del mondo

Costantino Loprete, Luce contras

Emanuela Mariotto, Da un buco nella rete

Daniela Maurizi, Fiori sull’acqua

Nicolò Rubbi, Variazioni sull’ora e sull’aurora

Giacomo Salvemini, Marginalia

Francesca Scattolin, Un nuovo ordine

Giulia Scuro, Sedute in piedi

Elda Torres, SchizziScazzi

 

Poeti premiati con Menzione Speciale

Alessio Alessandrini, L’impollinazione

Cristina Bove, Una donna di marmo nell’aiuola

Rinaldo Caddeo, Fiabe metropolitane

Lidia Are Caverni, Parvulus

Gabriella Cinti, Madre del respiro

Gianluca Giachery, Disincanto della fortuna

Andrea Giuseppe Graziano, Poesie inedite

Giulio Maffii, La calma apparente dei morti

Romano Morelli, Risvegliarsi qui. Un altro luogo ma non altrove

Salvo Nugara, La tigre bianca

Ugo Piscopo, Poesie inedite

Claudia Pozzana, Poesie inedite

Lia Rossi, Mille volte sulla lingua

Matteo Rossi, Voci da una voliera umana

Giancarlo Stoccoro, Luoghi d’ombra

 

Poeti premiati con Segnalazione

Francesca Canobbio, La legge del buio

Marina Corona, Un destino innocente

Gerardo De Stefano, On

Stefano Iori, Poesie inedite

Loredana Lacroix-Prete, Solido – ovvero sassi nella memoria –

Vincenzo Lauria & Liliana Ugolini, Oltre infinito

Lara Lorenzini, Seduzione

Francesco Lorusso, L’ultimo uomo

Attilio Marocchi, Lapislazzuli cristalli

Emiliano Michelini, Phanopoeia

Alessandra Paganardi, Il resto della vita

Marco Palladini, Oltremoderna è l’agonia

Alessandro Ramberti, Manuale di rotta

Gaby Ramsperger, Le Onde sono sentimentali

Pietro Salmoiraghi, Entimemi

Massimo Sannelli, XXXVII poesie

Marco Saya, Nel presente dei ciechi

Roberto Valentini, Vangelo meneghino

 

Poeti finalisti

Paolo Aita, Azzimi

Pietro Antonio Bernabei, Ominazioni

Alessandra Conte, The hypercorporea rerum

Lia Cucconi, Impercorso d’oscure chiarezze

Enrico De Lea, Anime di carne

Maria Grazia Insinga, Ophrys

Greta Rosso, La tormenta

Luigi Severi, Sinopia

Raccolta inedita vincitrice

Sinopia, di Luigi Severi

http://www.anteremedizioni.it/premio_montano_xxx_una_raccolta_inedita

 

Nicola Vacca tra i cinque finalisti del Premio Camaiore 2016

La poesia e lo spirito

Con la raccolta di poesie “Luce nera” (Marco Saya Editore) Nicola Vacca è stato scelto tra i cinque finalisti della XXVIII del Premio Internazionale Camaiore. In questa opera, Vacca ci conduce in un viaggio orfico in cui l’Inferno è preciso, mentre il Paradiso è vago. Solo la parola dà forma. E per questo solo la parola può salvarci. Le parole, solo le parole/ che abbiamo il coraggio di pensare/ potranno dirci dove ci condurrà/ questa notte./ Soltanto se le parole pugnalano/ le ferite saranno rimarginate.

vTagli

Come se un bisturi
prendesse per mano la vita
mentre incide ferite
sulla pelle dell’ora presente.

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Ho preso un foglio

Ho preso un foglio,
ma la mia mano
d’improvviso è presa da un crampo,
e qualcuno dice:
dimentica la tua scienza.
Ecco, questo foglio –
ma questo foglio
è davvero un foglio?
È tempo, luce, acqua,
corteccia e cellulosa,
oggi è cenere,
domani è vetro,
è un bambino, un agnellino, un vitellino,
tabula rasa, rame
e soffice lino.
Guarda, per il foglio
sulla tua scrivania bruciare
è più lieve
che essere definito.
È avvampato, è svanito.

Alla Gorbunova dalla raccolta La rosa dell’Angola curata e tradotta da Paolo Galvagni. KELEN, collana internazionale diretta da Antonio Bux

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